Le catacombe di Kom Kom El Shoqafa – “Collina di Cocci” – sono un sito archeologico di Alessandria d’Egitto che fu considerato una delle sette meraviglie del Mondo Medioevale. La necropoli è costituita da una serie di tombe, statue e oggetti di diversi stili originari del Mediterraneo. Sono presenti riferimenti al culto funebre dei Faraoni dell’Antico Egitto, al mondo Arabo, influenze ellenistiche e del periodo dell’Impero Romano.

Fotografia di Rudiger Stehn condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Alcune delle statue ancora presenti nel sito hanno vesti romane, altre sono tipiche egizie e atre ancora sono un mix fra queste. Per accedere alle tombe si passa da una scala, utilizzata in antichità per trasportare i cadaveri, che conduce alle tombe del periodo degli imperatori Adottivi Romani (II secolo dC).

Fotografia di Rudiger Stehn condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Il sepolcro fu poi usato ininterrottamente dal II al IV secolo, per poi finire completamente dimenticato sino a metà del ‘900, quando venne scoperto da un asino che vi cadde dentro accidentalmente.

Fotografia di Rudiger Stehn condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

I sarcofagi presenti nelle catacombe sono tre, insieme a resti di altri esseri umani e animali che furono sepolti successivamente. Le catacombe furono probabilmente riservate ad una sola famiglia, ma non risulta chiaro perché vennero ampliati per ospitare numerosi altri individui. Fra questi si trovano le vittime di Caracalla, nella sala omonima, cittadini di Alessandria che vennero trucidati dall’imperatore romano nel 215 dC.

Fotografia di Rudiger Stehn condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

L’episodio storico di Caracalla è significativo: per vendicarsi della satira che vedeva Giulia Domna, sua madre, derisa dagli Alessandrini e apostrofata come “Giocasta”, riferendosi al (mai provato) rapporto incestuoso fra lei e il figlio, Caracalla diede ordine ai propri soldati di trucidare tutti gli abitanti della città. Egli uccise il consiglio dei saggi ma anche poveri, donne e bambini per le vie cittadine e nelle case di Alessandria. Non contento, fece erigere un muro in mezzo alla città con a guardia i propri soldati, in modo che gli abitanti non potessero comunicare gli uni con gli altri. In poco tempo e nonostante la follia dell’imperatore romano, Alessandria tornò ad essere la seconda città più bella dell’Impero dopo Roma.

Fonte: Storia universale dal principio del mondo…Vol.15

Le catacombe si trovano sulla necropoli occidentale di Alessandria e si dirmano su tre livelli scavati nella roccia, di cui il terzo è oggi completamente allagato. Il primo livello ha una zona centrale che si apre a sei diramazioni, e nella parte centrale si trova un triclinio, dotato di sedute in roccia un tempo coperte di cuscini, che serviva ai parenti per banchettare in occasione della sepoltura o durante le commemorazioni funebri.

Fotografia di Rudiger Stehn condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Una scala in pietra conduce al secondo livello, che è reso splendido da numerose sculture e fregi. Si trovano foglie di loto e acanto, bassorilievi di divinità egizie, figure e abiti greci e romani. Su questo livello si trovano tre enormi bare in pietra con coperchi fissi. I coperchi dei sarcofagi vennero ricavati dalla roccia, e per posizionare i cadaveri si suppone che venissero infilati all’interno della bara da un vano che guarda all’esterno. Un corridoio ospita 91 nicchie che potevano contenere sino a tre mummie.

Fotografia di Rudiger Stehn condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Uno degli accessi alle sale con colonne e bassorilievi. Fotografia di Roland Unger condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Alcune nicchie per la sepoltura. Fotografia di Rüdiger Stehn condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Gli déi egizi vegliano sul sepolto. Fotografia di Jerrye & Roy Klotz, MD condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Accesso alla sala. Fotografia di Roland Unger condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Uno dei tre sarcofagi con decorazioni egizie. Fotografia di Roland Unger condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Alcune nicchie adatte ad ospitare le mummie. Fotografia di Rüdiger Stehn condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

L’ingresso alle catacombe dall’esterno. Fotografia di Roland Unger condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

*Le Sette meraviglie del mondo medievale vennero stilate durante la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 e comprendono strutture, come appunto le catacombe di Kom El Shoqafa ma anche il Colosseo e Stonehenge, che hanno poco o nulla a che vedere con il periodo che va dal 476 d.C. al 1492, periodo noto come “Medioevo”.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...