Il genere horror attuale e prima ancora quello gotico hanno da sempre avuto una fascinosa predilezione per luoghi macabri e inquietanti. A partire da un classico della gothic literature come il Castello di Otranto di Horace Walpole, i vecchi manieri dalle ampie mansarde circondati da brughiere nebbiose sono diventati i luoghi privilegiati per demoni e spettri. A dispetto di qualunque tentativo da parte delle agenzie immobiliari di far passare l’isolamento per un vantaggio e l’antichità per un valore aggiunto delle abitazioni.

Il genere haunted house fa leva sul contrasto più che evidente tra la casa come luogo di protezione e comfort e l’orrore che invece si nasconde al proprio interno. Vale la pena, in abitazioni di questo tipo, dare un’occhiata sotto il letto, una sbirciatina dentro l’armadio e ficcarsi dentro le coperte. Ma non prima di aver oliato per bene la porta ed esserci messi negli orecchi un bel paio di tappi di cera.

Ma tenete comunque gli occhi aperti perché a questo punto stiamo per entrare nelle case più infestate della letteratura. Ed è meglio lasciare la porta aperta, casomai ci fosse bisogno di scappare.

La casa d’inferno

Qualche lettore potrebbe ricordarsi di Matheson come autore di Io sono leggenda, vero classico del genere vampiresco. Nel romanzo che vi proponiamo in questa carrellata della case più infestate della letteratura, la trama si concentra sul classico studioso dei fenomeni paranormali che proprio non può resistere dal passare qualche notte in una casa apparentemente infestata. La novità in questo caso sta nel fatto che lo studioso è uno scienziato che vuole studiare in maniera empirica i fenomeni che da anni si svolgono nella casa d’inferno, un tempo appartenuta a un certo Belasco; che in fatto di passatempi bizzarri non si faceva mancare davvero nulla. Ad accompagnare lo scienziato un paio di medium e la moglie. La Casa d’inferno è un classico del genere haunted house visto che tra le sue stanze troviamo tutti i cliché che stanno alle origini della letteratura horror. Porte che scricchiolano, tavolini che si ribaltano, poltergeist, fantasmi, gente che da fuori di matto e soprattutto la casa che sembra essere un vero e proprio organismo vivente dalle manie omicide. Matheson crea un prodotto narrativo perfetto carico di suspense e colpi di scena dove il protagonista più potente e coinvolgente sembra essere proprio la casa.

La caduta della casa degli Usher

Se vi capita di ricevere una lettera da un amico che vi invita disperatamente a raggiungerlo in una vecchia casa isolata nella brughiera pensateci su prima di preparare le valige e partire. Perché la casa potrebbe essere quella degli Usher nel romanzo di Edgar Allan Poe. Il romanzo è diventato sinonimo di letteratura capace di perturbare più che terrorizzare. Non ci sono le scene splatter a cui siamo abituati in tanti romanzi horror di epoca moderna, ma una sottile presenza, quella della casa,  che permea l’animo e la mente dei personaggi. Fin dal suo arrivo il narratore ne percepisce l’oscura presenza. La casa è viva e isolata. Potrebbe ricordare la casa infestata di Mudhouse Mansion, ma forse sono solo le suggestioni generate da un vecchio manoscritto che i due amici leggono in una  notte tempestosa tanto per passare il tempo. Che poi sarebbe un po’ come se, tanto per prendere sonno, facessimo una bella passeggiata di notte in un cimitero. Eppure la potenza narrativa di Poe sta proprio in questo. Nella capacità di dare voce alle nostre paure più profonde, nel tirar fuori i nostri inconfessati fantasmi e quale luogo migliore di una vecchia casa che trasuda di mistero e orrore?

L’incubo di Hill House: un horror psicologico

Scrittura raffinata, atmosfere perturbanti più che inquietanti nel romanzo scritto da Shirley Jackson e pubblicato nel 1959. La prima edizione italiana risale al 1979. Pur rifacendosi alla letteratura classica del genere con chiare influenze derivate dai romanzi di Lovecraft, quello che mette in scena la Jackson è un thriller vero e proprio in cui la realtà delle presenze demoniache si presta a una duplice interpretazione. Quello che percepisce la protagonista Eleanor Vance è reale, o frutto di una mente troppo sensibile? L’abilità della Jackson sta nel lasciare in sospeso queste domande per generare stupore e inquietudine proprio come accade nel suo celebre racconto La lotteria. Con un titolo di questo tipo gli ignari lettori potrebbero aspettarsi, che so, una comune lotteria tra amici. Oppure in epoca più recente la mente potrebbe perfino andare a quelle piattaforme di gaming online che come Unibet Italia propongono una miriade di giochi che vanno dal blackjack al poker passando per la roulette. Beh niente di più lontano dal vero. Perché in questo racconto che sembra preannunciare una tranquilla partita di bingo la sorpresa si rivelerà a dir poco agghiacciante. Così come nel finale de L’incubo di Hill House che lascia il lettore con più domande che risposte. Ma del resto è proprio questa l’intenzione di Shirley Jackson, perché l’orrore è tanto più intenso, quanto meno viene descritto.

Giro di Vite di Henry James

La tranquilla campagna inglese non è poi così tranquilla come potrebbe sembrare in apparenza. A ricordacelo, se ce ne fosse ancora bisogno, i racconti gialli di Arthur Conan Doyle o quelli gotici di Montague Rhodes James. E poi Giro di vite di Henry James, da molti definito come la ghost story perfetta. La casa c’è ovviamente, si trova nell’Essex, poco a nord di Londra e appartiene a un ricco aristocratico che affida a una giovane istitutrice il compito di educare i nipoti. In quella casa assistiamo pagina dopo pagina a inquietanti apparizioni, ma il tutto avviene con un crescendo così ben costruito che quasi facciamo fatica ad accorgercene. C’è un elemento perturbante, certo e il giro di vite del titolo è dato dalla presenza dei due fanciulli. Perché in una classica casa infestata la presenza di bambini è già di per sé inquietante, ne è un classico esempio il film The Others di Alejandro Amenábar. Henry James fa penetrare questa vite poco a poco nella fantasia del lettore. La casa è davvero posseduta, i fantasmi sono reali, oppure frutto dell’immaginazione dei protagonisti? Il finale resta aperto a tante interpretazioni. Così tante che non possiamo fare a meno di rileggere alcune parti di questo splendido racconto lungo per capire davvero cosa è successo nella dimora di Bly, nell’Essex.

La casa sull’abisso di William Hodgson

Orrore allo stato puro che lascia ben poco spazio all’immaginazione del lettore. Ma del resto William Hodgson è stato uno degli autori più apprezzati da Philip Lovecraft che dal romanzo in questione ha tratto numerosi spunti per il ciclo di Cthulhu.

La casa è situata in Irlanda, ormai ridotta in macerie, ma dove due compagni di passeggiate trovano un vecchio manoscritto. È leggendo questo antica testimonianza di un orrore ancora più antico che i due scoprono la terrificante storia di questa casa e dei suoi abitanti. Una casa che si apre su di un abisso di oltre cento metri di diametro al cui interno si celano potenze così terribili da essere incomprensibili per la mente umana. E la casa ha rappresentato per il vecchio autore del manoscritto l’unica protezione tra sé e un orrore indicibile. A testimonianza di questo ci sono solo le parole che leggiamo che potrebbero anche essere quelle di un pazzo. Ma tra il credere e il non credere i due amici decidono che mai e poi sarebbero ritornati alle rovine della vecchia casa sull’abisso.

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Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.