La Route 1 è la strada che attraversa tutti gli Stati Uniti, dal confine col Canada fino a Key West, il miglio zero del viaggio. Nel mezzo alle Keys, arrivati a una cittadina di nome Sugarloaf c’è un incrocio come un altro, dove c’è un motel come un altro, ma basta una deviazione di un minuto o poco più e si arriva a Perky, una località dove c’è la casa di un uomo con la barba lunghissima e un cortile pieno di animali, dove c’è una sorta di comune hippy in delle roulotte e dove, in fondo alla Bat Street, c’è anche un piccolo campo volo con aerei privati parcheggiati al sole. La strada prende il nome dalla Bat Tower, la folle idea di un impresario edile di nome Richter Perky.

Siamo nel 1929 e il signor Perky ha un sogno: trasformare Sugarloaf in una località turistica e fare un sacco di soldi. In effetti qui il mare è bello, il sole è caldo tutto l’anno e qualche anno prima (nel 1909) hanno anche fatto arrivare fin là una ferrovia dal continente. Si dice che in pochi anni arriverà anche una vera e propria strada. Insomma, tutto sembra perfetto tranne che per un fastidioso particolare: le zanzare! Il posto prescelto da Perky per il suo pionieristico resort turistico ne è letteralmente invaso, specialmente nella stagione calda. Qui entra in gioco il dr. Charles Campbell (come la zuppa), pioniere delle ricerche sui pipistrelli e tra i nominati al Premio Nobel per la Fisica.

Perky legge su un giornale degli studi che questo luminare della scienza stava portando avanti per combattere la malaria tramite l’utilizzo dei pipistrelli. In pratica funziona così: i pipistrelli si nutrono di zanzare, dunque tu porti una colonia di pipistrelli dove vuoi eliminare le zanzare ed ecco che hai risolto il problema. Perky è euforico: scrive al dr. Campbell e acquista da lui i progetti per costruire una torre alta dieci metri che, una volta realizzata, somiglia un po’ a una postazione di vedetta atzeca. L’obiettivo è chiaro da subito: ficcare dentro la torre un’intera colonia di pipistrelli e aspettare l’ora di cena degli animaletti. Qualcosa però non funziona: una volta costruita la torre, i pipistrelli non iniziano a frequentarla come fosse casa propria ma prendono e se ne vanno, volando via chissà dove e lasciando la Bat Tower vuota e sola.

Sotto, la Sugarloaf Key Bat Tower. Fotografia di Ebyabe via Wikipedia:

La torre resterà in piedi (vuota e sola) per quasi un secolo, fino a che l’uragano Irma – senza rispetto per i sogni altrui, né per la solitudine – la tirerà giù nel 2017. Adesso c’è un cartello che dice di non oltrepassare, e non si sa si troveranno i soldi per rimetterla in piedi. Ma la storia non finisce qui: la Bat Tower di Perky non è l’unica bat tower. Il dr. Campbell, preso dalla frenesia di quegli anni, sembra che ne fece costruire ben sedici.

La torre dopo l’uragano Irma:

Dopo il flop di Perky, Campbell sparisce sui monti a meditare per diverse settimane, arrivando a una conclusione logica: se i pipistrelli erano scappati da qualche parte erano andati. Sarebbe bastato trovarli e spaventarli con del rumore provocato magari da tamburi e pentole. I volatili sarebbero andati alla ricerca di una nuova casa, imbattendosi, guarda caso, proprio in una bat tower.

Una parata durante il Fantasy Fest, raffigurante la storica torre di pipistrelli completa di pipistrelli e zanzare che volano intorno ad esso, Ottobre 2008:

La routine forse non sarà degna di un Nobel ma funziona: in Texas, ad esempio, non si muore più di malaria. La fama di Campbell attraversa l’oceano e una decina di torri gli vengono commissionate proprio in Italia, dove negli anni ’30 c’era il problema della bonifica dell’Agro Pontino e delle zone acquitrinose pugliesi. Sembra che proprio a Brindisi sia rimasta la base in pietra di uno dei progetti di Campbell. Due invece le torri (intatte e restaurate) che fanno ancora raccontano questo sogno, tra le steppe del Texas.

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