Le armate del Rinascimento: Scienza militare tra Medioevo ed Età Moderna

1 – La cavalleria

Le milizie comunali italiane, dotate di molti balestrieri ed archibugieri, e l’esercito inglese con le sue addestrate schiere di arcieri, avevano causato la necessaria trasformazione della cavalleria.

Nel 14° secolo si era sviluppata la “ lancia ” raggruppamento minimo di armati perfezionata poi nel secolo successivo. Questo corpo di armati variava la sua composizione secondo i paesi. In Francia era composta da sei persone a cavallo:

– un uomo d’arme in armatura pesante,

– uno scudiero,

– due arcieri o balestrieri

– un valletto armato, un paggio

Illustrazione di Stefano Cozzaglio:

Mentre in Borgogna, oltre agli elementi già citati vi erano anche un archibugiere, un balestriere ed un picchiere appiedati.

Questa variazione tende ad aumentare il numero dei combattenti a cavallo, senza dover pagare i prezzi esorbitanti necessari per l’addestramento e le armi di un uomo in armatura completa. Diminuisce quindi il numero dei cavalieri puri a favore di una cavalleria leggera e di altri armati che utilizzano armi da tiro.

Parallelamente la tendenza della carica di una formazione compatta viene sempre più sostituita dall’uso di schiere più articolate e mobili. Ma anche questa metodologia verrà posta in crisi dall’utilizzo di corpi compatti di fanteria, ma soprattutto dall’uso dell’artiglieria da campagna.

Illustrazione di Stefano Cozzaglio:

2 – La fanteria

Dalla metà del 1300, per ragioni che esamineremo, si sviluppano formazioni militari povere, formate cioè da persone non nobili. Dall’anno 1000 in poi c’era stata in Europa una crescita della popolazione che aveva portato ad avere un esubero di popolazione, che liberata dai lavori agricoli necessari per produrre il cibo necessario si era rivolta ad altre occupazioni.

Illustrazione di Stefano Cozzaglio:

Queste occupazioni erano il commercio e la guerra. Coloro che si dedicavano al commercio dovevano difendere i mercati conquistati e le vie di accesso relative, mentre coloro che si dedicavano alla guerra sfruttavano la necessità endemica dei signori e degli Stati di avere eserciti sempre pronti e addestrati.

Nella guerra compare l’influenza del danaro in modo molto forte. Chi vuole la guerra deve essere ricco per poterla gestire, mentre chi la vive direttamente può, con i guadagni effettuati, aspirare a una vita più libera nel senso moderno.

Illustrazione di Stefano Cozzaglio:

Queste formazioni militari erano poveramente armate, scarsamente specializzate per il combattimento e poco disposte ad apprendere cicli di addestramento lunghi e complicati.

Le armi dovevano essere simili ai loro attrezzi da lavoro, gli schemi tattici semplici, la disciplina ferrea. Gli Svizzeri e poi di seguito i Lanzichenecchi e gli Spagnoli si muovevano in formazioni serrate, composte prevalentemente dalle seguenti quattro tipologie di armati.

A ) Il picchiere era armato di una lancia lunga diversi metri che in formazione appariva impenetrabile anche da una carica di cavalleria pesante. A Grandson (1476) la cavalleria borgognona venne appunto fermata dai quadrati dei picchieri svizzeri

Illustrazione di Stefano Cozzaglio:

B ) L’alabardiere era armato di alabarda, una lancia corta un paio di metri, ma dotata sul fianco della punta di un’ accetta per il doppio uso. Negli scontri tra formazioni di fanteria, con essa ci si faceva strada fra le picche avversarie schiacciate a terra e spezzate.

Lo spadiere era un corpo con specializzazione simile. L’arma era uno spadone a due mani, che poteva essere utilizzata anche come lancia nella mischia che si formava dopo lo scontro delle prime linee.

C ) L’archibugiere era l’armato che sarebbe divenuto poi il soldato dei secoli seguenti.

L’affidabilità delle armi di cui erano dotati è stata in crescita costante fino a soppiantare altre specialità di armati come gli arcieri ed i balestrieri.

Illustrazione di Stefano Cozzaglio:

A Pavia ( 1525 ) la cavalleria francese venne fermata e vinta proprio grazie a queste armi.

D ) L’arciere o il balestriere derivavano la loro funzione dagli eserciti medioevali con lo scopo identico a quello che sarebbe diventato dell’archibugiere.

Con passare del tempo le proporzioni reciproche di questi armati si modificarono sostanzialmente dalla fine del 1400 ( 180 balestrieri, 190 arcieri, 342 picchieri e 294 alabardieri) all’inizio del 1500 ( 324 archibugieri e 1108 picchieri )

3 – L’artiglieria e le armi da fuoco

Due sono le importanti modifiche che si attuano in questo settore. Con la specializzazione della produzione archi e balestre vengono sostituite dagli archibugi che, oltre ad essere più semplici da utilizzare, divengono sempre più efficaci.

Anche qui prevale il concetto di maggiore semplicità di uso, di produzione di massa e di minore necessità di addestramento. Il secondo cambiamento è consistito nella realizzazione di artiglieria da campagna, cioè trasportabile sul campo di battaglia e spostabile anche durante il combattimento.

Illustrazione di Stefano Cozzaglio:

Questo fattore ha posto in crisi tutta la tipologia di attacchi realizzati in formazioni compatte, sia di cavalleria che di fanteria, che offrivano un goloso bersaglio alle pur imprecise artiglierie del tempo.

Per ovviare a questo fatto l’unica soluzione era di aumentare la mobilità dello schieramento o almeno di adottare formazioni più aperte e quindi meno vulnerabili.

4 – Fortificazioni e lavori campali

Con l’avvento dell’artiglieria i castelli medioevali si trovano in blocco superati per i seguenti motivi. L’altezza eccessiva offriva un facile bersaglio alle migliorate artiglierie del nemico, in compenso le mura relativamente sottili non potevano permettere di porre dei cannoni sulla cima degli spalti, perchè lo sforzo dinamico prodotto dallo sparo avrebbe provocato il crollo delle fortificazioni.

Le mura a piombo e le torri alte e strette sono sostituite da bastioni bassi e larghi atti a ospitare sulla loro sommità le artiglierie per la difesa ed allo stesso tempo a resistere al maggiore impatto dei proiettili sempre più devastanti.

Illustrazione di Stefano Cozzaglio:

Le nuove fortezze sono smussate, sfuggenti, con forme geometriche stellari studiate per colpire l‘assediante sia di fronte che sul fianco. Gli italiani eccellono in questa arte ed in particolare voglio ricordare la famiglia degli architetti Sangallo.

Un esempio ancora visitabile di queste fortificazioni si trova intorno alla città veneta di Palmanova realizzata alla fine del 1500.

Bibliografia:

Le costune , l’armure et les armes au temps de la chevalerie. Volumi 1 e 2. Liliane e Fred Funcken Testi ed illustrazioni. Editrice Casterman 1977

The Scottish and Welsh Wars 1250-1400. Rhothero Christhopher testo e illustrazioni. Editore Osprey 1985. Men at Arms series 151

Gli eserciti medioevali italiani 1300-1500. David Nicolle testo. A. Embleton illustrazioni. Edizioni del Prado 1999

L’impero veneziano 1200-1670 . David Nicolle testo. Christopher Rhothero illustrazioni. Edizioni del Prado 1999

Gli eserciti medievali germanici 1300-1500. Cristopher Gravett / Douglas Miller testo. Angus McBride illustrazioni. Edizioni del Prado 1999

Gli Svizzeri in guerra 1300-1500. G.A. Embleton testo. G.A. Embleton illustrazioni. Edizioni del Prado 1999

 


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