A volte, dietro bellissime spiagge incontaminate ed invitanti acque cristalline si annidano pericoli mortali. In alcuni casi, per vivere in isole paradisiache occorre avere una grande dose di coraggio; in altri casi, luoghi meravigliosi sono stati abbandonati dagli abitanti, e per fondati motivi. Abbiamo elencato sette isole fra le più pericolose al mondo: luoghi pieni di colore e fascino naturale, ma assolutamente da evitare, vuoi per il numero di predatori presenti, vuoi per le radiazioni nocive, fino alla presenza di una tribù ostile a qualsiasi contatto esterno.

North Sentinel, isole Andamane

Sentinelese 3

North Sentinel è una sperduta isola nell’arcipelago delle Andamane, nel Golfo del Bengala, in India. La popolazione che la abita è forse l’ultima tribù sulla terra che non ha alcun contatto con il mondo esterno, volutamente: i visitatori sono accolti con lance e frecce. Due pescatori che si erano addormentati sulla loro barca sono stati uccisi, quando hanno cercato di sbarcare sull’isola, nel 2006, mentre gli aiuti inviati dopo lo tsunami del 2004 sono stati rifiutati. Non è chiaro quante persone vivano a North Sentinel, si ipotizza un numero variabile tra le 50 e le 400 persone.

Isola della Reunion, Oceano Indiano

L’isola in sé non è pericolosa, ma le acque che la circondano sì, perché sono densamente popolate di squali. La Reunion è un territorio d’oltremare francese, a est del Madagascar, ed è sempre stato un paradiso dei surfisti, fino a quando non fu istituita, nel 2007, la Riserva Marina Naturale, che ha fatto aumentare esponenzialmente il numero degli squali, e con esso anche il numero degli attacchi all’uomo, che negli ultimi cinque anni hanno provocato sette vittime.

Isola Ramree, Myanmar

L’isola si trova al largo della costa birmana, e durante la 2° guerra mondiale fu teatro di una battaglia, durata sei settimane, fra truppe inglesi e giapponesi. Dei mille soldati nipponici ne sopravvissero solo una ventina, sterminati non dai nemici britannici, ma dai coccodrilli marini, che nella notte tra il 19 e il 20 febbraio 1945 fecero una strage, divorando 400 militari giapponesi che tentavano di sfuggire al nemico attraverso le paludi dell’isola.

Isola di Queimada Grande, Brasile

Queimada Grande è una piccola isola dello Stato di San Paolo, in Brasile, meglio conosciuta come Isola dei Serpenti. Per molti anni l’isola è stata abitata solo dal guardiano del faro, la cui unica compagnia era il Ferro di lancia dorato (Bothrops insularis ), un tipo di serpente velenoso che vive solo a Queimada Grande. Attualmente l’accesso all’isola è consentito solo per motivi di studio, proprio per l’alta densità di rettili velenosi.

Miyake – jima, Giappone

Miyake-jima è una piccola isola a 180 chilometri a sud di Tokyo, che è spesso soggetta alle eruzioni vulcaniche del Monte Oyama. Nel 2000 le autorità ordinano l’evacuazione di tutti i 3600 abitanti, perché l’aria era irrespirabile a causa del biossido di zolfo. Dal 2005 gli abitanti hanno avuto il permesso di far ritorno alle loro case, e nel 2015 la popolazione era tornata a contare 2775 abitanti. La vita è tornata alla normalità, con la ripresa della pesca, dell’agricoltura e dell’attività turistica. Qui però, normalità ha un significato molto relativo, perché il vulcano continua ad emettere periodicamente grandi quantità di biossido di zolfo, così residenti e turisti hanno l’obbligo di portare sempre con sé una maschera antigas, da indossare quando si ode il suono delle sirene, diffuse su tutto il territorio, che avvisano quando il livello dei gas nocivi diventa troppo elevato.

Atollo di Bikini, Isole Marshall

L’atollo di Bikini si trova nell’Oceano Pacifico e fa parte delle Isole Marshall. Nel 1946 l’intera popolazione fu evacuata verso la vicina isola Rongrik, perché gli Stati Uniti volevano effettuare test nucleari. Fino al 1958, furono effettuati sessantasette esperimenti nucleari, tra cui l’esplosione della prima bomba all’idrogeno. Nei primi anni ’70, alcuni degli abitanti tentarono di fare ritorno, ma furono allontanati a causa dell’alta radioattività. Anche se dal 1997 l’atollo è stato dichiarato nuovamente abitabile, rimane praticamente disabitato.

Saba Island, Caraibi

Saba Island, la più piccola isola dei Caraibi olandesi, ha una posizione geografica sfavorevole, perché è proprio sulla rotta degli uragani tropicali, che la colpiscono con più frequenza di qualsiasi altra isola.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.