La passione per l’egittologia aveva conquistato i ricchi inglesi sin dall’inizio del XIX secolo, attratti dalla possibilità di realizzare collezioni di oggetti preziosissimi razziando le tombe e i siti archeologici egiziani, allora sotto un dominio ottomano in decadenza (analogamente a quanto era avvenuto in Grecia un secolo prima) che avrebbe portato il Regno Unito a governare sull’Egitto per oltre mezzo secolo, dal 1882 al 1936. Durante tutto quel periodo si svolse l’attività di Howard Carter, archeologo, disegnatore e nobile inglese con una passione viscerale per l’egittologia.

Carter fu giovane ispettore per conto del governo inglese, responsabile di zone di cruciale importanza come Karnak e Luxor, Tebe e la Valle dei Re, acquisendo visibilità in Egitto ma anche in campo internazionale. Dopo una vicenda controversa, durante la quale un gruppo di francesi aveva scatenato una rissa con delle guardie egiziane, la carriera di Carter subì un crollo, venendo escluso da qualsiasi tipo di attività istituzionale. E’ il periodo immediatamente successivo che decreta la nascita della coppia Archeologo/Mecenate più famosa della storia.

George Herbert, meglio conosciuto come Lord Carnavon, era infatti alla ricerca di gloria e oggetti da collezione in Egitto, ed entrò in contatto con il disoccupato Carter. Grazie all’influenza di Carnavon, Carter ottenne il permesso di scavo presso la Valle dei Re, dov’era convinto ci fossero almeno due tombe ancora inviolate: quella di Amenothep IV/Akhenaton e di suo figlio e successore Tutankhamon.

Lord Carnavon e Howard Carter all’ingresso della tomba:

Carter-e-Carnavon

Fra il 1917 e il 1922 Carter e la sua squadra si affannarono a cercare nella valle i resti delle tombe, dopo aver suddiviso in settori geometrici l’intera area. Carnavon, che sino al 1922 aveva visto soltanto granelli di polvere, era convinto di interrompere i finanziamenti agli scavi, avendo perso ormai le speranze nelle teorie di Carter. Quest’ultimo riuscì a convincere il Lord inglese a finanziare un’ultima stagione di scavi, sufficiente ad esplorare il settore mancante nella suddivisione della valle.

Tomba-Tutankhamon

Il secondo giorno degli scavi, il 4 Novembre del 1922, un ragazzo che lavorava come portantino d’acqua iniziò a scavare nella sabbia con un bastone. Egli trovò un gradino di pietra e chiamò Carter. La squadra di scavo liberò rapidamente una scala che conduceva ad una porta sigillata. Richiamato in Egitto per l’occasione, Lord Carnavon arrivò il 20 Novembre nella Valle dei Re.

Dall’ingresso della porta, Carter era in grado di scrutare con la luce di una candela e vedere molti dei tesori ancora al proprio posto. Non sapeva ancora se quella che avessero aperto fosse una stanza intermedia o la camera sepolcrale, ma fu in grado di vedere una seconda porta con due “sentinelle” a guardia dell’ingresso.

Quando Carnavon gli chiese: “Can You See Anything?” (riesci a vedere niente?), Carter rispose:

“Yes, Wonderful Things! – Sì, cose meravigliose!”

Il 26 Novembre Carter e Carnavon entrarono nella prima stanza del sepolcro. Il 16 Febbraio dell’anno seguente, Carter aprì la camera più interna della sepoltura, scoprendo il famoso Sarcofago d’Oro del Faraone Fanciullo.

Sotto, Howard Carter, Arthur Callender e un lavoratore egiziano all’ingresso della Tomba, fonte Wikipedia:

Howard-Carter-Tomba-Tutankhamon

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...