L’epoca Vittoriana (1837-1901) è un periodo caratterizzato da riconoscibili tendenze di moda e bellezza. Capelli lunghissimi, abiti grandi e vaporosi o il vitino da vespa (ottenuto mediante il doloroso e rischiosissimo corsetto) sono entrati nell’immaginario collettivo come appartenenti a quel preciso momento storico. La grande popolarità della seconda parte dell’800 è dovuta in particolar modo all’invenzione della fotografia, che ci consente, per la prima volta nella storia, di osservare con precisione oggettiva le persone che ci hanno preceduto. Di quell’epoca, di cui abbiamo discusso in moltissimi articoli su Vanilla Magazine, vogliamo ricordare 3 fra le più belle donne “comuni”, quindi non principesse come la famosissima Sissi d’Austria o nobili impegnate in complicate missioni diplomatiche come la Contessa di Castiglione.

Se non hai modo di leggere e preferisci ascoltare questa è la lettura dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Lillie Langtry

Lillie Langtry (1853 – 1929) era la sesta figlia di 7 fratelli, nata nella famiglia di un reverendo inglese. Nel 1876 conobbe Oscar Wilde, il quale le prospettò la possibilità di diventare attrice teatrale. La sua indiscussa bellezza (veniva paragonata a Elena di Troia) le consentiva di attrarre le attenzioni di artisti, nobili e ricchi uomini d’affari, che per lei si improvvisavano menestrelli impegnati in appassionate serenate.

Nel 1877 conobbe il Principe del Galles e futuro Re d’Inghilterra, Edoardo VII, con il quale divenne rapidamente amante. Il suo fascino la portò ad esser presentata alla Regina Vittoria in persona, e anche ad Alessandra di Danimarca, moglie di Edoardo e madre dei suoi sei figli, la quale non mostrò alcun sintomo di gelosia.

Sotto, Lillie Langtry ritratta da John Millais:

La relazione col principe finì nel 1880, quando Lillie rimase incinta. Ella si recò a partorire a Parigi accompagnata da Arthur Jones, suo amico e probabile padre della bambina. Precedentemente la stampa scandalistica aveva puntato i riflettori sulla relazione di Lillie col Principe, affermando che il marito avrebbe chiesto il divorzio citando Edoardo come causa scatenante della separazione.

La potenza della corona inglese mise a tacere le voci, e il giornalista autore dell’inchiesta fu incarcerato per 2 anni

Nonostante le potentissime amicizie le finanze di Lillie non erano floride, e nel 1880 la donna fu costretta a vendere buona parte delle sue proprietà per evitare la dichiarazione di bancarotta del marito, Edward Langtry.

In cerca di denaro per mantenere se stessa e la figlia Jeanne Marie, nel 1881 iniziò la carriera teatrale, che le consentì di calcare, nell’arco di pochi anni, i più grandi e prestigiosi palcoscenici del mondo. La sua bellezza fu il traino per il successo, ma Lillie si impegnò a imparare le tecniche di recitazione, trascorrendo sei mesi presso il Conservatoire de Paris.

Sul set di uno spettacolo “As in a Looking-Glass” nel 1887:

La sua carriera fu un susseguirsi di successi sino al 1917, quando calcò per l’ultima volta il palco di un teatro. Grazie alla sua stabile presenza negli Stati Uniti, Lillie fece in tempo ad apparire anche in un film, His Neighbor’s Wife, del 1913.

 
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Lillie Langtry e Leslie T. Peacocke in una scena:

Durante la sua vita la signora Langtry si sposò ed ebbe relazioni con numerosi uomini, imprenditori o nobili, sia negli Stati Uniti sia nella natia Inghilterra. Durante l’ultimo periodo della sua vita, quando i successi teatrali erano ormai lontani, visse a Monaco con l’ultimo marito, Sir Hugo Gerald de Bathe, ricco ereditiere di una nobile famiglia inglese. Lillie morì nel 1929, e con la sua morte svaniva il mito della più celebre bellezza dell’epoca Vittoriana.

Lillie Langtry nel 1915 come Lady de Bathe:

Helene Anna Held

Helene Anna Held (1872 – 1918), celebre semplicemente come Anna Held, fu un’attrice e cantante di Broadway nata a Varsavia, in Polonia. La sua carriera iniziò in Europa, fra i teatri di Parigi e Londra, ma divenne una celebrità a New York, che raggiunse con il famoso impresario Florenz Ziegfeld.

La sua fama raggiunse prima di lei la Grande Mela, dove la stampa aveva iniziato a descrivere le sue bizzarre cure di bellezza. Fra tutti i falsi scoop spiccava quello che la voleva operata con la rimozione di due costole per avere un perfetto “vitino da vespa”. Quando esordì a Broadway, nel 1897, i suoi spettacoli conseguirono un grande successo di pubblico, e nel giro di pochissimo tempo la Held divenne milionaria.

Nel 1907 fu l’interprete del più grande spettacolo di Ziegfeld, “Ziegfeld Follies”, che si ispirava alle Folies Bergère di Parigi e che fu un successo enorme negli anni dal 1907 al 1913. Anna rimase incinta dell’impresario nel 1908, ma l’uomo interruppe la relazione, sposando infine un’altra donna nel 1914. Nel 1916 comparve nel suo unico film, “Madame La Presidente”, per il quale fu pagata l’astronomica cifra di 25.000 dollari.

Dopo l’impegno a Broadway e il film, trascorse gli anni della prima guerra mondiale lavorando nel vaudeville e visitando la Francia, esibendosi per i soldati francesi e raccogliendo fondi per lo sforzo bellico. Per il suo contributo viene considerata un’eroina di guerra, e all’epoca era molto apprezzata per il coraggio dimostrato nell’esibirsi in prima linea, vicino ai luoghi del combattimento, dove poteva confortare i soldati impegnati in trincea.

In una pubblicità del 1890:

Morì alla fine della Prima Guerra Mondiale, nel 1918, di Mieloma multiplo, a New York, dopo che la stampa aveva prima dato la notizia della sua morte e poi l’aveva “resuscitata” per qualche ora. La sua vita viene narrata nel film “Il Grande Ziegfeld”, del 1936, per il quale l’attrice che la interpreta, Luise Rainer, vinse l’Oscar come Migliore Attrice Protagonista.

Lotta Crabtree

Lotta Crabtree (1847 – 1924) fu un’attrice e comica statunitense. Nata a New York da genitori inglesi, crebbe nell’ambiente delle miniere d’oro fuori San Francisco, dove divenne famosa già come attrice bambina. Dall’inizio sino al ritiro, a 45 anni, fu denominata la “Nation Darling”, il Tesoro della Nazione.

Nel periodo dell’infanzia seguì la famiglia durante la celebre “corsa all’oro” in California, e qui ebbe modo di essere incoraggiata dalla famosa ballerina Lola Montez (di cui abbiamo parlato nell’articolo: Scandalosa Lola Montez: la Ballerina che fece abdicare Ludwig I di Baviera).

 
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Nel 1856, la famiglia tornò a San Francisco, dove Lotta iniziò a ballare nei teatri e nei saloon della città. Nel 1859, a 12 anni, era già diventata “Miss Lotta, the favourite of San Francisco”, e sua madre iniziò a portare tutti i suoi guadagni in una borsa di cuoio, che col tempo divennero tanto ingenti da aver bisogno di un baule portato su un treno.

Durante gli anni ’60 dell’800 si trasferì sulla costa Est, dove i suoi spettacoli la fecero diventare una celebrità conosciuta in tutti gli Stati Uniti. Negli anni ’80 era talmente famosa da guadagnare cifre inimmaginabili:

5.000 dollari a settimana

Lotta, talmente famosa da esser considerata patrimonio nazionale dagli statunitensi, fu costretta al ritiro da una caduta a Delaware, nel Maggio del 1889. Tentò un recupero nel 1891, ma le condizioni fisiche non le consentirono il ritorno alle scene. Abbandonò i teatri all’apice della sua celebrità come la più ricca attrice d’America, ma concesse un’ultima performance durante una giornata a lei intitolata, il “Lotta Crabtree Day”, alla Panama-Pacific Exposition di San Francisco.

A causa del suo lavoro e anche alla complicata relazione con la madre-manager, Lotta non si sposò mai, e pensò per tutta la sua vita alla cura della famiglia. Le sue proprietà erano talmente ingenti che, in diverse zone degli Stati Uniti, numerosi bambini attraversavano i suoi terreni per andare a scuola. L’ex-attrice fu impegnata a gestire l’enorme patrimonio accumulato dai 45 anni in poi, ma fu anche attiva in fondazioni caritatevoli.

Quando morì, nel 1924 a 76 anni, fu descritta dal New York Times come:

L’eterna Bambina

La sua vita è descritta nel film del 1951 “Golden Girl”, interpretata da Mitzi Gaynor:

 
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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...