Dieci persone lontane nel tempo e nello spazio, accomunate da una particolare circostanza: sono le mummie meglio conservate della storia dell’umanità. Alcuni rimasti mummificati con l’intento di non permettere alla morte di alterare la loro fattezze, mentre altri si sono perfettamente conservati grazie a particolari condizioni climatiche.

96 anni fa – Rosalia Lombardo

Le 10 mummie meglio conservate al mondo 05

Quella di Rosalia Lombardo è probabilmente una delle mummie italiane più conosciute, per l’incredibile stato di conservazione, che tuttora la fa assomigliare più ad una bimba addormentata che a una piccola deceduta.

La bambina nacque nel 1918 a Palermo, e morì di polmonite il 6 dicembre 1920. Il padre, inconsolabile per la perdita della figlia, la fece imbalsamare. Il corpo di Rosalia è conservato in una bara di vetro nelle Catacombe dei Cappuccini di Palermo.

500 anni fa – “La Doncella” Inca

Le 10 mummie meglio conservate al mondo 03

“La Doncella”, cioè la fanciulla, fu trovata nel 1999 in una fossa ghiacciata sulla cima del monte Llullaillaco, un vulcano nel nord-ovest dell’Argentina, al confine con il Cile. La ragazza aveva circa 13 anni quando fu sacrificata agli dei del popolo Inca, insieme ad un bambino e ad una bambina di 4 o 5 anni. I test del DNA hanno rivelato che erano estranei fra loro, e le TAC hanno dimostrato che erano ben nutriti e non furono sottoposti a violenze; “La Doncella” soffriva di sinusite e presenta i segni di una infezione polmonare.

Prima di essere scelti come vittime sacrificali, i bambini hanno trascorso gran parte della loro vita seguendo una dieta tipicamente contadina, composta principalmente di verdure e patate. La loro alimentazione poi cambiò notevolmente nei 12 mesi prima della morte, quando iniziarono a mangiare mais, un alimento di lusso, e carne di lama essiccata.

Un ulteriore cambiamento nel loro stile di vita ci fu circa 3-4 mesi prima di morire, si suppone quando iniziarono il loro pellegrinaggio al vulcano, probabilmente dalla capitale Inca, Cuzco. Furono portati sulla vetta del monte Llullaillaco, drogati da molti mesi con birra di mais, la chica, e foglie di coca, e, una volta addormentati, collocati in nicchie sotterranee, dove hanno trovato la morte per congelamento. Il freddo e l’altitudine (6739 metri) del loro ultimo rifugio hanno creato delle mummie naturali, considerate dagli archeologi quelle meglio conservate nella storia degli Inca.

540 anni fa – Bambino Inuit

Le 10 mummie meglio conservate al mondo 02

Il Bambino Inuit fa parte di un gruppo di 8 mummie (6 donne e 2 bambini) trovate nel 1972 in una tomba nei pressi dell’ex insediamento costiero di Qllakitsoq, una zona desolata della Groenlandia. Le tombe sono state datate al 1475 dC.

Una delle donne aveva un tumore maligno alla base del cranio, che molto probabilmente fu la causa della sua morte. Il Bambino Inuit, che doveva avere circa 6 mesi, sembra sia stato sepolto vivo con lei. Era costume degli Inuit, a quel tempo, che un bambino fosse sepolto vivo o soffocato dal padre se, alla morte della madre, non si riusciva a trovare una donna che potesse allattarlo. Gli Inuit credevano che madre e figlio avrebbero viaggiato insieme verso la terra dei morti.

2195 anni fa – Xin Zhui

Le 10 mummie meglio conservate al mondo 10

Xin Zhui era la moglie di un importante feudatario cinese, conosciuto come il Marchese di Han. Morì nei pressi della città di Changsha intorno al 178 aC, quando aveva circa 50 anni. Il suo corpo fu trovato nel 1971 in un enorme tomba della Dinastia Han, sepolto a più di quindici metri di profondità, insieme ad un migliaio di reperti ben conservati. Xin Zhui fu avvolta in 22 abiti di seta e canapa, ornati da 9 nastri di seta, e fu sepolta in 4 bare, poste una dentro l’altra.

Il suo corpo è così ben conservato che è stato possibile praticare un’autopsia come se fosse scomparsa di recente: la sua pelle è morbida, gli arti possono essere manipolati, i capelli e gli organi interni sono intatti; i resti del suo ultimo pasto sono stati trovati nello stomaco; il suo sangue, ancora di colore rosso, è stato trovato nelle vene. Gli esami hanno rivelato che soffriva di parassiti, mal di schiena, e le sue arterie erano ostruite, aveva il cuore molto danneggiato da una malattia cardiaca causata da obesità, ed era in sovrappeso al momento della sua morte.

 
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2300 anni fa – Uomo di Grauballe

Le 10 mummie meglio conservate al mondo 01

L’uomo di Grauballe visse verso la fine del 3° secolo aC nella penisola dello Jutland, in Danimarca. Il suo corpo fu scoperto nel 1952 in una torbiera nei pressi del paese di Grauballe. L’uomo doveva avere circa 30 anni, ed era completamente nudo al momento della morte. Aveva capelli scuri, anche se la prolungata immersione nella palude ne hanno alterato il colore, facendolo virare al rossastro, così come quello della pelle. Le sue mani erano lisce e non mostrano segni di lavori pesanti; i denti e le mascelle dimostrano che aveva sofferto periodi di digiuno, o di cattive condizioni di salute durante la sua infanzia.

Il suo ultimo pasto fu una pappa a base di cereali, verdure e semi provenienti da oltre 60 diversi tipi di piante, tra cui la segale cornuta che, a causa della contaminazione di un fungo allucinogeno (l’ergot), potrebbe aver indotto sintomi dolorosi come convulsioni, una sensazione di bruciore in bocca, mani e piedi, ma anche allucinazioni e coma. La causa della morte dell’uomo di Grauballe fu comunque dovuta al taglio della gola, che gli recise la trachea e l’esofago, forse vittima di un sacrificio religioso, o forse condannato a morte per qualche reato.

2400 anni fa – Uomo di Tollund

Le 10 mummie meglio conservate al mondo 07

Come l’uomo di Grauballe, l’Uomo di Tollund visse nello Jutland, in Danimarca. Fu trovato nel 1950, sepolto in una torbiera, dove aveva riposato dal 400 aC. Al momento della morte aveva circa 40 anni, e il suo corpo era in posizione fetale. Portava un berretto a punta fatto di pelle di pecora e lana, fissato sotto il mento, e una cintura di corda intorno alla vita, per il resto era nudo, a parte un cappio attorno al collo.

Aveva i capelli tagliati corti ed era stato rasato di recente, ma non il giorno della sua morte. Il suo ultimo pasto era stato una sorta di polenta a base di verdure e semi, e ha vissuto da 12 a 24 ore dopo aver mangiato. Morì per impiccagione, probabilmente vittima sacrificale durate riti legati alla fertilità. Anche l’ultimo pasto dell’uomo di Tollund fu a base di verdure e sementi, con orzo contaminato dal fungo ergot, probabilmente somministrato di proposito per indurre un’alterazione dello suo stato mentale. La mummia è talmente ben conservata che pare il cadavere di uomo morto di recente: il suo volto era così fresco, che al momento del suo ritrovamento si pensò che fosse la vittima di un omicidio avvenuto poco tempo prima nella zona.

3.000 anni fa – Ur-David

Le 10 mummie meglio conservate al mondo 09

Ur-David fa parte di un gruppo di mummie scoperte all’inizio del 20° secolo nel bacino del Tarim, nell’attuale Xinjiang, in Cina, e risalgono ad un periodo compreso tra il 1900 aC al 200 dC. Ur-David visse attorno al 1000 aC., era alto e con i capelli rossi, aveva quindi un aspetto europeo e un probabilmente parlava una lingua indo-europea.

Analisi del DNA hanno dimostrato che apparteneva ad un gruppo genetico caratteristico dell’Eurasia occidentale. Quando morì indossava una tunica rossa e pantaloni scozzesi, il cui tessuto è simile a quelli usati nell’europa centro-occidentale già nell’età del bronzo (1200 aC.). Ur- David probabilmente morì insieme al figlio di un anno, un bimbo dai capelli castani che spuntavano da un berretto di feltro rosso e blu.

3000 anni fa – Mummia del Tarim

Le 10 mummie meglio conservate al mondo 06

Come Ur-David, anche la mummia di questa donna fa parte di quelle trovate nel bacino nel Tarim, in Cina. La donna, di circa 40 anni, visse intorno al 1000 aC, era alta, con il naso dritto e lunghi capelli biondi, acconciati in lunghe trecce perfettamente conservate. La stoffa dei suoi vestiti sembra simile ai tessuti celtici.

3340 anni fa – Tutankhamon

Le 10 mummie meglio conservate al mondo 08

Tutankhamon, il leggendario faraone egiziano, visse circa tra il 1341 e il 1323 aC. Nel 1922 la scoperta della sua tomba fu una delle più rilevanti di tutta l’archeologia mondiale, perché fu trovata quasi intatta, con tutte le sue ricchezze. I test del DNA hanno dimostrato che Tutankhamon era il risultato di un rapporto incestuoso tra suo padre Akhenaton e una delle sue 5 sorelle. Il faraone soffriva di diverse malattie ereditarie, ed era costretto ad usare un bastone per camminare.

Fu sepolto con 2 feti mummificati, che erano probabilmente i suoi due bambini nati morti, avuti dalla moglie (e sorellastra) Ankhesenamun. La causa esatta della morte prematura di Tutankhamon, avvenuta quando aveva meno di 19 anni, è ancora incerta; oltre a diversi difetti genetici causati dalla consanguineità, fu colpito diverse volte da una grave forma di malaria, e forse soffriva di una malattia ossea invalidante. Una TAC ha dimostrato che si era malamente rotto una gamba poco prima di morire, e probabilmente la morte può essere avvenuta per una necrosi ossea complicata da un’infezione malarica.

5300 anni fa – Uomo di Similaun (Ötzi)

Le 10 mummie meglio conservate al mondo 04

Ötzi visse circa nel 3.300 aC e fu trovato nel 1991, congelato in un ghiacciaio delle Alpi Venoste, al confine tra Austria e Italia. L’ottimo stato di conservazione è dovuto alle particolari condizioni climatiche del ghiacciaio in cui è stato ritrovato. Al momento della morte, Ötzi aveva un’età compresa tra i 40 e i 50 anni. Le analisi di pollini, grani di polvere e la composizione isotopica del suo denti indicano che trascorse la sua infanzia presso l’attuale paese di Velturno, nel nord Italia, ma in seguito si spostò nelle valli a circa 50 chilometri più a nord.

L’uomo di Similaun era probabilmente un pastore, anche se alcuni oggetti ritrovati vicino al corpo, come un’ascia di rame, indicherebbero piuttosto la sua appartenenza a una classe “nobiliare”. Era affetto da diversi disturbi, come i parassiti intestinali, carie dentali, problemi articolari alle ginocchia e caviglie, e probabilmente è stato il primo essere umano a cui è stata diagnosticata la malattia di Lyme. Ötzi aveva diversi tatuaggi, che potrebbero aver avuto, per la posizione in cui sono, una funzione curativa per l’artrite da cui era affetto.

L’uomo di Similaun morì di morte violenta: aveva la punta di una freccia conficcata nella spalla sinistra, lividi e tagli alle mani, ai polsi e al torace, e i segni di un colpo alla testa che probabilmente ha causato la sua morte. Le analisi del DNA hanno rivelato tracce di sangue di altre 4 persone, una sul suo coltello, due sulla stessa punta di freccia, e una quarta sulla giacca. Ötzi potrebbe aver ucciso 2 persone con la stessa freccia, e il sangue sul suo mantello può essere quello di un compagno ferito che portava sulla schiena, suggerendo che facesse parte di un gruppo di uomini fuori dal proprio territorio di origine, forse un gruppo di incursori armati coinvolti in uno scontro con una tribù vicina.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.