L’arte e la creatività nella quotidianità dei bambini: una gita al museo

In queste settimane ci siamo occupate di tematiche importanti come il mettersi in ascolto dell’altro, l’”outdoor education”, l’importanza del prendersi cura e in special modo il rapporto tra animali e bambini, il trasloco.

Quando parliamo di educazione, di studio, spesso si pensa alla scuola e a dei noiosissimi libri di testo: certamente servono anche quelli, ma perché non accompagnarli a delle “attività sul campo” stimolanti e divertenti? Nel corso della nostra ricerca abbiamo avuto la prova che ci sono innumerevoli modi per imparare, uno di questi è proprio l’esperienza, il cosiddetto “imparare facendo”. Non a caso, il Metodo ACA ci insegna che “l’esperienza genera competenza”.

Le alternative sono diverse, a seconda degli interessi, dell’età del bambino, del ragazzo e senza dubbio dalle opportunità offerte dal territorio. Una di queste può essere una semplice gita al museo con tutta la famiglia. Molto probabilmente, nel sentire questa parola vi torneranno alla memoria ricordi di gite scolastiche piacevoli o al contrario, particolarmente noiose. Andare al museo per molte persone vuol dire vedere qualcosa che non gli interessa o che magari non capiscono, ascoltare delle spiegazioni poco interessanti e non vedere l’ora di uscire da lì.

Perché invece non imparare ad apprezzare questi spazi per quello che sono, sfruttando pienamente le loro potenzialità? Da genitori come possiamo fare per poter aiutare i nostri figli in questo “percorso”?

Innanzitutto proporre la gita/visita  come un momento unico da passare in famiglia, per condividere dei momenti insieme, imparare qualcosa di nuovo divertendosi. Ebbene sì, prestando un po’ più di attenzione, ci si renderà conto che sono sempre di più i musei che organizzano attività didattiche per grandi e piccini.

La cosa migliore da fare è iniziare questa pratica, se così la possiamo chiamare, fin da quando i bambini sono piccoli: se riusciamo a organizzare al meglio la giornata, senza starci troppe ore, quasi sicuramente non si annoieranno e anzi, ci chiederanno di andarci più spesso.

Qualcuno penserà ancora: “Perché con tutti i posti che ci sono devo andare proprio al museo?” Ricordiamoci che i piccoli seguono i più grandi: se i primi a mostrarsi svogliati sono gli adulti, i bambini avranno davanti un esempio negativo e difficilmente si sentiranno invogliati; al contrario, se i genitori mostrano entusiasmo e apprezzamento per ciò che vedono, i figli accoglieranno con piacere questa proposta. Ricordiamoci che la miglior forma di insegnamento è proprio l’esempio.

“Mio figlio è piccolo, non va ancora a scuola, alcune cose sono troppo difficili per lui.” Non necessariamente! Innanzitutto è importante scegliere il museo in base agli interessi del bambino, poi non bisogna per forza visitarlo tutto, ci si può concentrare anche solo su alcune sale in modo da rendere la visita non troppo lunga e pesante.

Per capire meglio quello di cui stiamo parlando, facciamo un esempio “pratico”.

Elena, qualche settimana, fa è andata al museo con i suoi genitori. Essendo un’appassionata di dinosauri, la sua mamma e il suo papà si sono preoccupati di portarla in un museo a misura di bambino, che dedicasse ampio spazio ai dinosauri e così è stato. Non era la prima volta che li vedeva, eppure hanno suscitato in lei così tanta eccitazione che non voleva andare via. Resti di dinosauri, uova, fossili, grandi e piccoli predatori, creature marine, animali che la piccola aveva visto sui libri e finalmente poteva vedere o rivedere più da vicino; oltretutto molti di questi provenivano dalla provincia del Guangxi, proprio dove abita Elena.

Nonostante non fossero previsti laboratori o altre attività didattiche, Elena, così come i suoi genitori, hanno passato dei momenti piacevoli tanto che vorrebbero replicare l’esperienza fatta.

Questo ci fa capire quanto sia fondamentale aiutare i bambini fin da piccoli a cogliere il bello; vedere con occhio critico ciò che gli viene proposto e allo stesso tempo, proporre loro attività pratiche che uniscano lo studio al divertimento, ancora meglio se queste riprendono concetti già studiati a scuola. A volte i genitori hanno paura di non essere all’altezza, non sanno come fare per aiutare i  figli, eppure basta davvero poco, bisogna avere solo un briciolo di immaginazione e voglia di mettersi in gioco.

Ricordiamo, a questo proposito, che stimolare la creatività nei bambini è fondamentale per aiutarli a crescere in maniera sana ed armonica. Arte e creatività svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo di ciascun individuo e possono condizionare la vita e il futuro degli adulti di domani.

Numerosi studi dimostrano che stimolare la creatività  aiuta  a sviluppare numerose capacità e a migliorare l’autostima.

L’immaginazione e il desiderio sono i primi mezzi attraverso i quali i bambini possono esprimere il loro mondo interiore, fatto di emozioni  ancora sconosciute, che nell’arte trovano espressione e gratificazione, quindi abituiamo i bambini a vivere allenando gli occhi allo stupore e alla meraviglia: una semplice visita al museo, una mostra d’arte, un parco botanico, sono tutte esperienze importanti da non sottovalutare che aiutano e sostengono la crescita sana ed armonica non solo dei piccoli ma anche dei grandi.

Per oggi è tutto, se avete dubbi, perplessità, curiosità, non esitate a contattarci. Al prossimo articolo!

Articolo a cura di Haidi Segrada e Federica Mascheroni

Haidi Segrada

Haidi Segrada è esperta in glottodidattica infantile, formatrice e docente a contratto all’Università degli Studi dell’Insubria nell’ambito dei corsi CIM (Comunicare e Interagire con i Minori). Direttrice di Scuola dell’Infanzia, è autrice di diversi testi a carattere pedagogico- didattico e ideatrice del Metodo educativo-pedagogico per bambini dai 2 ai 6 anni “A.C.A. – Ascolto, Comunicazione, Azione”.