Goldfiel è attualmente una città semi-disabitata del Nevada, un centro urbano pieno di edifici abbandonati e con pochi, sparuti abitanti. All’inizio del ‘900 era un attivissimo centro di estrazione mineraria, uno dei luoghi in cui la “Corsa all’oro” era più frenetica. Nel 1906 in città erano presenti circa 30.000 abitanti, che ne facevano il centro principale di tutto lo stato del Nevada. Nel 1904 la locale miniera d’oro produceva qualcosa come 800 tonnellate di metallo prezioso, costituendo il record di tutto lo stato meridionale degli USA.

Sotto, un’immagine da Goldfield nel 1904:

A Goldfield erano presenti diversi hotel, la stazione dello sceriffo, vari saloon e persino la biblioteca, un segno tangibile di quanto attivo fosse l’antico centro abitato. Nei pressi della biblioteca, nel 1908, si svolse una storia che ha dell’incredibile.

Leggenda (o storia, chissà) vuole che un vagabondo vagasse per le strade della città nel luglio del 1908. L’uomo era emaciato, probabilmente soffriva la fame da diverso tempo, e trovò a portata di mano un barattolo di colla per libri. Normalmente la colla per libri non è letale per l’uomo, ma questa aveva anche una forte componente di allume, circa al 60%.

Lo sconosciuto inghiottì la colla e morì fra atroci dolori

Una volta scoperto il corpo, il medico della città, Dottor Turner, eseguì l’autopsia e scoprì il composto che aveva ucciso l’uomo. Lo sconosciuto venne sepolto nel locale cimitero dei pionieri con l’epitaffio:

“Unknown man died eating library paste july 1908 – Sconosciuto morto mangiando colla da libri luglio 1908”

Fotografia di Nevada Bob condivisa con licenza Creative Commons via Findagrave:

La leggenda sembrerebbe priva di fondamento se non fosse che esistono dei riferimenti della cronaca locale che testimoniano la veridicità del fatto.

Sotto, il trafiletto del Reno Gazette-Journal del 20 luglio 1908, che attribuisce all’uomo il probabile cognome di “Ross” per una lettera indirizzata a quest’ultimo trovata nelle sue tasche. Fonte: Newspapers.com:

Gli scettici sottolineano che la vernice rossa della tomba è troppo visibile per avere oltre un secolo, esposta al clima desertico del Nevada. In realtà il particolare potrebbe spiegarsi con i frequentatori del cimitero, che ripassano le lapidi continuamente. Che si tratti di leggenda o realtà, nell’allora strano ambiente di questo centro minerario del Nevada il monito che si volle dare ai cittadini era chiaro:

Non mangiate colla da libri

Chissà se tutti l’hanno osservato…

Sotto, alcuni minatori a Goldfield:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...