Mary Bankes non è un personaggio storico che possa definirsi “famoso”, ma la sua vicenda merita certamente un posto fra le imprese militari più coraggiose di tutti i tempi. Il contesto è quello della guerra civile inglese, e quel brevissimo periodo della storia d’Inghilterra durante il l’isola non fu un regno ma una Repubblica, guidata da Oliver Cromwell.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Durante questo periodo si crearono due fazioni principali: le “teste rotonde” (parlamentaristi), i sostenitori del potere del parlamento, e i “cavalieri” (realisti), fedeli al potere del Re. La castellana della nostra storia fa parte della seconda schiera, quella delle persone fedeli al Re Carlo I.

Sotto: un’illustrazione dell’assedio:

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Il Castello di Corfe, nel Dorset, la parte dell’Inghilterra più a Sud di fronte al canale della Manica, era una fortezza sostanzialmente inespugnabile, nel punto più alto di una ripida collina di gesso. Il maniero fu venduto nel XVI secolo dalla Corona inglese dapprima al cancelliere Reale, per poi passare nelle mani di John Bankes all’inizio del XVII secolo, un realista con incarichi governativi. L’edificio era, a differenza delle precedenti precarie fortezze dell’Alto-Medioevo inglese, un solidissimo castello in pietra e marmo, costruito in dura roccia ed in grado di resistere a (quasi) qualsiasi attacco nemico.

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Immagine via Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 3.0

Dopo un anno dall’inizio della Rivoluzione Inglese, nel 1643 il Dorset era pressoché interamente in mano alle truppe dei parlamentaristi, capeggiate da Oliver Cromwell, e la fortezza di Corfe era rimasta come ultimo baluardo per i fedeli a Carlo I di quella regione. Il marito di Mary, John, venne inviato dal Re Carlo I a York, e i figli maschi furono allontanati dal castello per paura di ritorsioni da parte della fazione avversaria. La castellana rimase quindi nel castello con le sei figlie, le serve e una forza militare di soli cinque uomini.

Nel Maggio del 1643 un manipolo di parlamentaristi compresi fra i 200 e i 300 uomini attaccò la fortezza, sotto il comando di Sir Walter Erle. L’assedio si rivelò infruttuoso nonostante la disparità di forze in campo (un gruppo di sole donne e cinque soldati contro centinaia di uomini armati), ma Mary Bankes riuscì ad ottenere entro qualche settimana i rinforzi di un gruppo di 80 uomini realisti, che si unirono al minuscolo contingente difensivo.

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Immagine via Wikipedia – licenza CC BY-SA 2.0

In Giugno Erle ordinò l’attacco frontale contro la fortezza, contando sul maggior numero di uomini in campo, che nel frattempo erano diventati fra i 500 e i 600. Mary e il suo minuscolo gruppo si difesero con pietre e braci ardenti, riuscendo a respingere gli assalitori e uccidendo o ferendo circa 100 uomini. L’assedio andò avanti per qualche giorno finché altre truppe di realisti non giunsero a dar man forte agli assediati.

Infuriati nell’esser sconfitti da una donna, le teste rotonde prestarono un terribile giuramento: a meno che Lady Mary non si fosse arresa, avrebbero fatto strage di ogni uomo, donna o bambino all’interno della fortezza una volta superate le difese.

Lady Bankes, però, non si fece per nulla intimorire, continuando a difendere la fortezza con coraggio

La situazione di stallo durò sino al 1646, quando il Castello di Corfe era rimasto praticamente l’unico baluardo dei fedeli alla corona inglese.

Fu allora che Mary Bankes venne tradita

Il Colonnello Pitman, in accordo con il Colonnello Bingham nuovo comandante degli assalitori, concordò di portare all’interno del castello un contingente di 100 uomini parlamentaristi travestiti da realisti, in modo da avere le forze attaccanti sia dentro sia fuori le mura.

Giunti all’interno del castello, i parlamentaristi attesero l’attacco delle truppe assedianti da sotto le mura, e cambiarono casacca nel momento in cui infuriava la battaglia. Attaccati dai due fronti, ai realisti del castello non rimase altro che arrendersi contro un’inevitabile sconfitta.

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Immagine via Wikipedia – licenza CC BY-SA 4.0

Il coraggio di Mary Bankes impressionò così tanto i parlamentaristi che non solo le concessero di aver salva la propria vita e quella della sua corte, ma le lasciarono anche le chiavi del castello, che oggi sono conservate a Kingston Lacy vicino a Wimborne Minster, nel Dorset. Il gesto è significativo perché, in un periodo dalle esecuzioni facili, render salva la vita a un nemico tanto esacerbante era una pratica assolutamente inusuale.

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Immagine via Wikivisually – licenza CC BY-SA 3.0

Il parlamento inglese, sovrano in Inghilterra da allora sino ai giorni nostri (una delle eredità di Oliver Cromwell), votò per la demolizione della fortezza, che era talmente ben costruita che fu rasa al suolo soltanto in modo parziale. Da allora il castello non venne mai ristrutturato, e giace oggi come un pacifico ricordo delle gesta di Mary Bankes e del suo minuscolo manipolo di realisti, là, sopra una collina del Dorset.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...