L’antica città di Pompei, tra i tanti siti archeologici che il nostro paese può vantare, è sicuramente quello di maggiore impatto, sia perché il visitatore viene catapultato indietro di quasi 2.000 anni in un’antica città romana rimasta “congelata” nel tempo, sia per la consapevolezza della fine tragica della città e dei suoi abitanti. Pompei è nel suo complesso un enorme tesoro, e sicuramente la Villa dei Misteri rappresenta il gioiello più prezioso: una casa di 3.700 metri quadrati, che nel corso degli anni, e a seconda del dominus, fu sia fattoria sia villa di lusso, dove il proprietario accoglieva gli ospiti nelle 60 stanze e organizzava sontuose feste.

La villa dei misteri a Pompei. Fotografia di Elfrin condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

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Una delle gemme più preziose di Pompei, la Villa dei Misteri, è a rischio di crollo a causa dell’attività sismica nel golfo di Napoli, così come per le vibrazioni della vicina linea ferroviaria per il trasporto dei turisti. Questa è la conclusione di un recente studio condotto dall’Agenzia Nazionale Italiana per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA). La notizia arriva a pochi mesi della riapertura della casa, i cui affreschi sono stati da poco restaurati. Lo studio, svolto con le più recenti tecnologie disponibili, ha mostrato che, oltre le vibrazioni del Vesuvio e quelle del treno, la villa è minacciata dal peso della copertura di cemento, legno e acciaio costruita 50 anni orsono.

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La Villa dei Misteri di Pompei 05 La Villa suburbana, che aveva già 200 anni quando fu coperta dall’eruzione del Vesuvio, si distingue per la sua posizione: le stanze, le sale da pranzo, i porticati e i giardini godono di un meraviglioso paesaggio, ideale per coltivare quelle attività intellettuali e meditative, che insieme ai piaceri del corpo rappresentavano quello spazio di libertà personale che i Romani chiamavano otium.

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La Villa sorge su una collina e guarda il mare da lontano, per proteggere i suoi abitanti dagli attacchi dei pirati. Le pareti della casa sono decorate da meravigliosi affreschi, tra i quali spicca quello della sala del triclinio, dove figure a grandezza naturale sono rappresentate mentre compiono, probabilmente, un rito di iniziazione al culto di Dioniso.

Questo prezioso monumento, come molti altri di Pompei, corre dei gravi rischi, secondo uno studio in corso condotto dall’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

L’Agenzia ha iniziato il monitoraggio sulle strutture in cemento armato, legno e acciaio, costruite a protezione della Domus 50 anni fa, che con il loro peso minacciano la Villa. Per esaminare dall’alto la struttura di copertura, i tecnici si sono avvalsi di droni, mentre tecnologie d’avanguardia, come sismometri ad alta sensibilità, sono state utilizzate per eseguire rilievi delle vibrazioni ambientali.

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In particolare ENEA vuole valutare la “vulnerabilità di questo luogo sottoposto a continue vibrazioni per la vicinanza alla linea ferroviaria e la sismicità dell’area”, come spiega Paolo Clemente, dirigente di ricerca dell’Agenzia.

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Quando la villa fu iniziata a scavare, nel 1909, gli affreschi e le strutture stesse dell’edificio vennero esposti a seri danni. Come scrive Jarrett A. Lobell: “Cinque mesi dopo che la Villa dei Misteri fu scoperta non aveva ancora avuto alcuna copertura per proteggerla. L’umidità cominciò ad infiltrarsi e ad indebolire le pareti, oltre che a danneggiare gli affreschi millenari. I sali del terreno bagnato lasciarono macchie sui dipinti, e il sole iniziò a sbiadire il pigmento“.

La Villa dei Misteri fu coperta da un tetto in stile moderno, ma la struttura fu costruita in tempi diversi, con materiali diversi, e con una conseguente mancanza di coerenza strutturale. Le tecniche errate di conservazione dell’epoca danneggiarono irreparabilmente la villa, non solo gli affreschi, ma anche la solidità strutturale dell’edificio, sigillando l’umidità infiltrata con delle iniezioni di cera all’interno dei muri.

Dopo il crollo del 2012 di una trave portante del guscio protettivo sopra il peristilio, gli addetti alla conservazione di Pompei sono diventati assai cauti nel considerare la sicurezza dell’edificio. L’ENEA ha successivamente valutato l’integrità strutturale della villa, e le conclusioni sono state inequivocabili: alcune delle strutture sono altamente vulnerabili all’attività sismica, ed i principali problemi strutturali riguardano le pesanti travi di legno che sostengono il tetto. La squadra di restauro e conservazione ha pulito gli affreschi con il laser, valutando il decadimento delle pareti con gli ultrasuoni e l’imaging termico. Ma oggi il tetto della casa va riconsiderato, dopo che la squadra di ENEA ha utilizzato i droni per esaminare in modo completo la struttura dall’alto.

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Dopo il crollo della Villa dei Gladiatori nel 2010, ed altri nel 2011, l’Unione Europea ha imposto all’Italia di investire, nel corso di quest’anno, 105 milioni di euro in progetti di manutenzione e restauro a Pompei, proprio per evitare che altri pezzi di questo patrimonio mondiale vadano persi per sempre.

Fonte: ArchDaily

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.