La lavorazione del marmo ha radici antichissime, e la roccia metamorfica rappresenta uno dei supporti privilegiati per gli scultori sin dall’alba dei tempi. Il marmo ha particolari doti di lucentezza e traslucenza, che lo rendono perfetto per evidenziare particolari complessi, fra cui sottigliezze anatomiche o drappeggi fluenti. Una scultura che mostra tutto il potenziale della pietra marmorea è la “Vergine Velata”, capolavoro del XIX secolo opera dello scultore italiano Giovanni Strazza (1818–1875).

Sotto, fotografia di Megapixx condivisa con licenza CC-BY SA 2.0 via Flickr:

La vergine velata

Nonostante non sia una scultura antichissima, non si sa molto della creazione della Vergine Velata. Gli storici ritengono che lo scultore milanese abbia realizzato il pezzo mentre lavorava a Roma, negli anni ’50 dell’800, e nel contesto del Risorgimento italiano raffigurasse metaforicamente l’Italia. Il volto femminile mostra la Vergine Maria con gli occhi chiusi, la testa inclinata verso il basso, con uno sguardo che sembra essere assorto nella preghiera o in un pacifico dolore, entrambe espressioni classiche delle raffigurazioni della Vergine.

Sotto, fotografia di Shhewitt condivisa con licenza CC-BY SA 4.0 via Wikipedia:

La scultura è realizzata in prezioso marmo di Carrara, uno dei supporti privilegiati per gli scultori italiani del periodo. Il marmo toscano era inoltre un grande classico per la rappresentazione dei veli, che furono un motivo scultoreo popolare durante i contemporanei dello Strazza. Fra le altre sculture in marmo di Carrara si ricordano la “Dama Velata” di Pietro Rossi e Raffaele Monti (1818-1881).

A sinistra, la “Dama Velata” di Pietro Rossi, 1882, fotografia de “The Gibbes Museum of Art”, e a destra la “Dama Velata” di Raffaele Monti, del 1860, fotografia del “Minneapolis Institute of Art”. Le immagini sono di pubblico dominio.

La Vergine in Canada

L’opera fu inviata nel 1856 in Canada, dove l’allora vescovo di Terranova, John Thomas Mullock, elogiò la nuova acquisizione: “Ho ricevuto una bellissima statua della Beata Vergine Maria in marmo da Strazza (…) E’ una gemma d’arte perfetta“.

Il suo trasferimento fu documentato con grande entusiasmo da un giornale locale, The Newfoundlander. “Dire che questa rappresentazione supera nella perfezione dell’arte qualsiasi pezzo di scultura che abbiamo mai visto, trasmette, ma debolmente, la nostra impressione della sua squisita bellezza. La possibilità di un simile trionfo dello scalpello non era mai entrata nella nostra concezione. Il linguaggio ordinario fallisce sempre nel rendere giustizia a un soggetto come questo, alle rare emozioni che produce in chi lo guarda“.

Nel 1862 la Vergine Velata fu trasferita dal Palazzo Episcopale della cattedrale di San Giovanni a Terranova e Labrador al convento delle Suore della Presentazione, dove è rimasta sin da allora.

Categorie: Arte e Design

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...