La VERA storia dei Gemelli Tocci – Ho preso un Granchio!

Questo è un racconto che parte da un mio errore, quindi in primo luogo chiedo scusa a tutti voi perché quando ho scritto l’articolo e ho girato il video sui Gemelli Tocci mi son fatto “fregare” dalle pagine sul web che riportano le nozioni sbagliate che analizzeremo poi in seguito. A volte, purtroppo, capita di prendere delle cantonate grosse come una casa, soprattutto quando, come in questo caso, le fonti sono concordi nel propagare dati totalmente errati. Mi riferisco certo a Wikipedia, sia in italiano sia in inglese, ma anche a tanti altri siti che avevo consultato per scrivere il testo. Vi basterà fare una ricerca per rendervene conto.

In secondo luogo vorrei ringraziare uno, o una, degli eredi Tocci, che mi ha scritto per farmi notare le imprecisioni. E’ stata, o stato, molto gentile, ha capito la mia totale buona fede e mi ha consentito di utilizzare le informazioni che vi riporterò di seguito. Per ragioni di privacy preferisce che il suo nome non venga menzionato, e quindi, ovviamente ne rispetto religiosamente la volontà :)

E quindi passiamo alla storia, quella falsa, dei Gemelli Tocci, arrivando poi a quella vera. Trovate su Vanilla il video corrispondente. Nell’articolo e nel video i primi dati biografici sono corretti. In sintesi: i gemelli Tocci nascono a Locana, un comune piemontese, nel 1877, anche se la data sembrava non fosse certa. Il padre si chiama Giovanni Battista mentre la madre Maria Luigia Mezzano-Rosa. Il capofamiglia fa esaminare i gemelli e poi decide, per ovvie necessità, di farli esporre come fenomeni da baraccone negli spettacoli itineranti fra Europa e Stati Uniti. Nel testo che avevo scritto si mostrava la ricerca statunitense che venne fatta sui gemelli, che giunse alla conclusione che i due gemelli erano dotati di personalità differenti. Uno apprezzava la birra mentre l’altro beveva solo acqua, uno era taciturno mentre l’altro più solare e così via.

Fin qui tutto giusto. Poi inizia la parte di “leggenda”, che invece è totalmente sbagliata. Si narra che i due Tocci tornarono in Italia nel 1897, ormai ricchi e famosi. Acquistarono una villa a Venezia nella quale restavano rintanati, uscendo di rado. Secondo le voci i due si sposarono con due donne diverse nel 1904, e non si sa neppure se ebbero figli. E infine la ciliegina sulla torta: la data di morte. Si parte da una prima ipotesi nel 1906, poi nel 1911, poi ancora nel 1922, giusto in tempo per vedere la Marcia su Roma, e infine l’ultima data possibile, nel 1940, ormai anziani alla veneranda età di 63 anni, un record battuto solo in tempi recentissimi per dei gemelli siamesi.

In realtà, cara signora Longari, questa parte è totalmente sbagliata. Mi è caduta sull’uccello avrebbe detto Mike Bongiorno. La VERA storia dei Gemelli Tocci si trova riportata nel sito del comune di Locana, in Provincia di Torino, e l’ha raccontata Alberto Serena, la cui versione mi è stata confermata anche dall’erede che mi ha contattato per segnalarmi le imprecisioni. I due bambini andarono sì negli Stati Uniti e fecero fortuna, se così possiamo dire, ma al loro ritorno non accadde nulla di quel che abbiamo detto prima.

Nel 1894, quindi all’età di 17 anni, tornarono in Italia con il padre e la nuova moglie, che era anche loro zia, dato che quando Papà Giovanni Battista era rimasto vedovo aveva sposato la sorella della moglie defunta, che si chiamava Antonia. Fra l’altro Giovanni Battista ebbe una vita sconvolta dai lutti perché anche Antonia morì, nel 1898, e lui si risposò successivamente con la terza e ultima moglie, Domenica Vernetti, anch’ella originaria di Locana.

I due gemelli Tocci, che erano nati con certezza il 4 ottobre 1877 (non come erroneamente indicato ovunque forse nel 1875 o 1877) comprarono una grande casa a Vesignano, nel comune di Rivarolo Canavese, ma morirono nello stesso anno in cui tornarono in Italia, il 16 Dicembre del 1894. Le leggende non iniziarono nell’epoca di internet, come oggi siamo facilmente portati a pensare, ma si scatenarono immediatamente dopo la loro morte. Il ricercatore Alberto Serena riporta un articolo de La Stampa dell’8 Aprile 1919 che si intitola “Tragico fatto di sangue tra due fratelli fenomeno. Da una singolare unione ad un delitto”, in cui uno dei due gemelli, secondo il giornale miracolosamente divisi fisicamente l’uno dall’altro, avrebbe compiuto un omicidio nei confronti della moglie dell’altro gemello per una questione di soldi. Epoca che vai, fake news che trovi, mi vien da dire.

Dopo la loro morte la grande casa acquistata con i proventi delle esibizioni rimase in famiglia, ed è ancor oggi abitata da eredi di Giovanni Battista. Il papà dei gemelli, che aveva avuto un esaurimento nervoso alla loro nascita, ebbe altri 17 figli, da cui si dipanano anche gli eredi che mi hanno contattato. Nel video mettevo forse troppo in risalto la parte di “esibizione” dei gemelli siamesi come fenomeni da baraccone, parte che non è piaciuta a chi, lontanissimo parente dei Ragazzi Tocci, ne ha ravvisato un’esagerazione. Ed è probabilmente vero. Giudicare, o anche solo lasciar trasparire un giudizio su persone che vissero un secolo e mezzo fa, in un altro mondo, è totalmente sbagliato e non era mia intenzione, e parlare di questi eventi pone sempre il divulgatore nella sfida di mostrarsi il più imparziale possibile.

Il padre dei ragazzi non ha approfittato della situazione. Ha semplicemente fatto quello che avrebbe fatto quasi chiunque altro: tentare di mantenere economicamente la propria famiglia, famiglia che era composta anche da due membri che necessitavano di assistenza quotidiana per qualsiasi operazione (ricordo fra l’altro che non erano in grado di camminare). Visto che non abbiamo notizie riguardo la loro condizione di animo, non è assurdo pensare pensare che in fondo vissero una vita serena, in cui furono al centro dell’attenzione di migliaia di persone cui elargivano autografi e dispensavano aneddoti, e non emarginati in chissà quale ospedale o, peggio, manicomio ottocentesco. Non ci sono prove che furono sfruttati o che subirono chissà quali angherie, e se il corpo non consentì loro di vivere una vita piena e longeva, almeno la loro famiglia rimase unita, nonostante le difficoltà e i viaggi in tutta Europa e negli Stati Uniti. Una famiglia le cui radici sono cresciute salde nel terreno, e la prova è che oggi mi ha fatto notare un granchio che ho preso nel raccontarvi l’incredibile vicenda di due gemelli “Straordinari”.


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