La Tragica Storia delle 5 Gemelle Dionne

Il 28 Maggio del 1934, nello stato dell’Ontario in Canada, nascono le cinque gemelle Dionne, destinate purtroppo a una fama amara. Prima che gli studi sulla fertilità evidenziassero che le nascite plurigemellari erano tutt’altro che impossibili, quando ne avveniva una veniva celebrata come un evento eclatante, più unico che raro. In questo contesto, quando le cinque gemelle Dionne vengono al mondo, la loro salute mentale e fisica diventa una cosa secondaria, mentre viene messo in atto un piano per renderle un vero e proprio fenomeno mediatico.

I loro nomi sono Cécile Marie Émilda, Émilie Marie Jeanne, Marie Reine Alma, Yvonne Édouilda Marie e Anette Lillian Marie, e nascono dall’unione di Oliva-Edouard ed Elzire Dionne, genitori di altri quattro figli

Partiamo a raccontare la loro storia dai due genitori perché ci riporta a quel momento storico in Canada. La madre si chiama Elzire Dionne, ha 24 anni quando mette al mondo le gemelle, e il padre si chiama Oliva Édouard Dionne. La coppia ha già avuto 5 figli prima delle gemelle, uno però è morto di polmonite, e ne avrà altri 3 dopo di loro. In totale i Dionne avranno quindi 13 figli diventati grandi, peraltro quasi tutti molto longevi, ma quando nascono le gemelle le possibilità economiche sono bassissime. Si tratta di un paio di immigrati francesi che vive in una zona remota del Canada, il paese si chiama Callander in riva a un piccolo lago periferico, il Nipissing, che a inizio ‘900 praticamente è una terra di nessuno.

Elzire rimane incinta e all’inizio si pensa a un parto gemellare, che già è una rarità ma è qualcosa di già visto. A un certo punto, doveva essere il terzo mese, Elzire riporta di aver passato un periodo di crampi, dice che doveva essere più o meno il terzo mese, e di aver visto uscire qualcosa dalla zona intima ma non sa dire cosa. Il sospetto odierno è che si trattasse di un sesto feto, espulso naturalmente durante la gravidanza.

Fatto sta che i mesi passano e la pancia si gonfia sempre di più. Ma le ecografie a quel tempo non esistono e ci sono soltanto i pareri dei medici, immaginiamo anche di che medici stiamo parlando nella remota e sperduta Callander degli anni ’30. I mesi passano e non sarebbe il momento del parto, siamo ancora al settimo mese, ma iniziano le doglie. Elzire è a casa, assistita dal dottor Allan Dafoe, è un nome che ci porteremo dietro a lungo teniamolo a mente, e poi ci sono due ostetriche, la zia Donalda e Madame Benoît Lebel, che erano state chiamate all’ultimo da Elzire.

Le gemelle iniziano a venir fuori. Prima Yvonne, poi Annette, poi Cecile, poi Emilie e infine Marie. Cinque gemelle, vive e vegete. Un miracolo. Emilie e Marie nell’utero condividevano la sacca amniotica, così come Annette ed Yvonne, mentre Cécile era da sola, il che fa nascere la teoria del sesto feto espulso naturalmente durante il terzo mese.

Le bambine in tutto pesano pochissimo, 6 chili sì e no, ed Elzire sviene per lo shock di aver dato alla luce cinque bambine. Chissà cosa pensa in quel momento, noi oggi non possiamo neanche immaginarlo. Le bambine vengono tenute tutte insieme in una cesta di vimini presa in prestito dai vicini, coperta da panni riscaldati. Non si sa come accudirle ma le si posiziona vicino alla stufa per riscaldarle, e una ad una vengono massaggiate con dell’olio. All’inizio danno loro dell’acqua addolcita con dello sciroppo di mais, mentre il secondo giorno le mettono in una cesta della biancheria con delle borse d’acqua calda. Ogni due ore per le prime ventiquattro vengono alimentate con acqua addolcita con sciroppo di mais. Piano piano si passa a un altro tipo di alimentazione: latte vaccino, acqua bollita, due cucchiai di sciroppo di mais e una o due gocce di rum, così, per stimolarle un po’.

La notizia di quella nascita incredibile si diffonde a macchia d’olio, ed è il papà che contribuisce a farla girare. Suo fratello contatta un direttore di un giornale locale per far uscire un articolo, e da lì è un tripudio di persone che si interessano alle cinque Dionne. Da tutta l’America arrivano offerte e sostegno, un ospedale invia due incubatrici, c’è chi manda del Whisky, chi dei vestiti e così via. Si creano persino dei posti di lavoro. Siamo nel periodo della Grande Depressione e si cercano piccoli guadagni ovunque. Le donne che inviano delle bottiglie di latte materno ricevono 10 centesimi di dollaro per oncia, poi il latte viene conservato e spedito in treno fino a Callander.

Si mobilitano gratuitamente tante persone, ma molte altre vedono un business gigantesco dietro quelle bambine.

Papà Oliva Dionne viene contattato dalla mostra di Chicago per esporle all’interno della fiera, le bambine erano nate da pochi giorni, e lui firma, senza troppo pensarci, consigliato dal dottor Dafoe e dal parroco di famiglia, padre Daniel Routhier. Si pente quasi subito, e il giorno dopo straccia il contratto, che però viene ritenuto valido.

I responsabili del governo dell’Ontario capiscono che l’affare è grosso, e ci mettono lo zampino. I due coniugi firmano un accordo per cedere la tutela delle bambine alla Croce Rossa, che avrebbe coperto tutte le spese come latte, infermiere e assistenza medica, e addirittura viene costruita una struttura apposta per le gemelle. Nel febbraio del 1935 i Dionne vanno a Chicago come “Genitori di bambini di fama mondiale” e si spendono in apparizioni sul palco. L’allora governatore dell’Ontario, Mitchell Hepburn, sfrutta quel viaggio di avanspettacolo dei Dionne come scusa per estendere la tutela delle piccole.

Sostiene che quelle bambine si devono salvare dallo sfruttamento dei genitori, e nel marzo del 1935 fa approvare il Dionne Quintuplets Act: il governo rende le ragazze protette dalla Corona Britannica e ne estende la tutela fino all’età di diciotto anni. Praticamente le bambine divengono proprietà dello stato del Canada, con pochissima influenza da parte dei genitori.

I tutori delle bambine sono quattro. Oliva Dionne, il Dottor Dafoe che le aveva fatte nascere, Joseph Valin e il ministro del Welfare David Croll. Sono quattro tutori ma in pratica sono in tre, perché Oliva non va mai alle riunioni, trattato alla stregua di un bifolco dagli altri, nonostente sia il padre. Questa commissione gestisce l’enorme giro d’affari che si crea attorno alle bambine come film, fotografie, sponsor di prodotti e il parco divertimenti permanente che è stato creato apposta sulle cinque incredibili Dionne. La cosa che stupisce è che il motivo dichiarato per togliere la custodia ai genitori delle bambine era stato quello di garantire la loro sopravvivenza e la protezione dai rischi di essere sfruttate per la pubblicità.

Il governo canadese si rende conto che c’è un interesse senza paragone nei confronti delle piccole Dionne e crea un’industria turistica su di loro, come fossero una meraviglia immutabile dello stato del Canada.

Dafoe Nursery

E ora inizia l’aspetto più inverosimile della vicenda. A due passi dalla fattoria dei Dionne viene creata la Dafoe Nursery, una clinica per le gemelle che funziona come un parco turistico. All’interno della clinica ci sono le bambine, che seguono un programma precisissimo giornaliero, mentre all’esterno ci sono i migliaia di visitatori che le osservavano ogni giorno.

Le bambine si alzano, bevono succo d’arancia e olio di fegato di merluzzo, si curano i capelli e dicono una preghiera. Un gong annuncia la colazione, e dopo 30 minuti devono alzarsi e sparecchiare il tavolo. Giocano nella veranda per 30 minuti precisi, fanno una pausa e poi c’è l’ispezione del dottor Dafoe, alle 9:00 in punto. La giornata procede regolare, con scuola, giochi e pasti, poi la sera doccia e cena alle sei, poi preghiera e a letto. Ogni bambina viene contraddistinta da un colore, così sono riconoscibili e più spendibili lato marketing. Annette ha il rosso e come disegno una foglia d’acero, Cecile il verde e come disegno un tacchino, Emilie il bianco e un tulipano, Marie il blu e un orsacchiotto mentre Yvonne il rosa e un uccellino azzurro. Questa è la loro quotidianità, per anni e anni.

Le visite alla clinica si svolgono in modo regolare e controllato, senza disturbare le piccole. Ci sono circa 3.000/4.000 persone che ogni giorno pagano un biglietto per vedere quella meraviglia della fertilità umana, quel miracolo del dottor Dafoe. Cinque gemelle vive, non si era mai sentito. Le osservano mentre giocano, mentre studiano, mentre mangiano, e comprano souvenir e gadget, tanto che in quel periodo la nursery con le Dionne diventa addirittura più visitata delle Cascate del Niagara, che si trovano lì vicino.

Ma le bambine non hanno contatti con il mondo esterno, vengono istruite all’interno di questa Nursery/prigione, e i genitori praticamente non possono vederle. In una delle rare volte che la madre Elzire riesce a entrare per poco non si prende a botte con le infermiere perché secondo lei sbagliano nel dar loro da mangiare.

Insomma la vita delle Dionne viene gestita dal Dottor Dafoe, che passa dall’essere un medico di campagna in una remota regione del Canada a medico più celebre d’America per competenza in fatto di natalità. E Mister Dafoe ne approfitta fino all’ultimo centesimo. Realizza trasmissioni radio in cui parla di natalità, scrive libri e riviste, vende e sponsorizza prodotti. Insomma si crea un patrimonio milionario solo grazie alla sua vicinanza con le Dionne. Si stima che entro il 1943, anno in cui termina la sua attività alla nursery, guadagni qualcosa come 183 mila dollari, una cifra che oggi corrisponde a circa 3 milioni di dollari.

In quegli anni dalla nursery di Dafoe passano circa 3 milioni di persone, in un paese che all’epoca aveva poco più di 10 milioni di abitanti. I genitori delle gemelle non hanno quasi rapporti con loro, ma sono proprio i Dionne che aprono un negozio di souvenir di fronte alla nursery. Vendono di tutto. Fotografie, cucchiai, tazze, piatti, targhe, barrette di cioccolato, libri, cartoline, bambole e via discorrendo. Le donne che vogliono dei figli toccano Elzire Dionne, alcune sono davvero convinte che abbia il potere di aumentare la fertilità, poi ci sono dei contenitori d’acqua di fertilità riempiti in modo gratuito e così via.

In quegli anni si stima, ma naturalmente sono cifre non precise, che le gemelle Dionne muovano decine di milioni di dollari, un’industria vera e propria. D’altronde bisogna capire il periodo. Siamo negli anni prima della guerra, le famiglie sono convinte che la loro forza siano i figli e tutti ne vogliono quanti più possibile, e l’esempio delle gemelle Dionne è unico in tutto il mondo.

Fra le tante stelle di Hollywood che arrivano a vederle ci sono nomi che ricordiamo ancor oggi. Clark Gable, James Stewart, Bette Davis, James Cagney, Mae West e persino Amelia Earhart prima dell’ultimo volo sull’Atlantico.

Le sorelle vengono ingaggiate da un’infinità di aziende, spesso insieme proprio al Dottor Dafoe. Lo sciroppo di mais Karo, Quaker Oats, Lysol, il sapone Palmolive, Colgate, Aluminium Goods Manufacturing &Co., Beehive Corn Syrup, Canada Starch Company e Carnation Milk. I prodotti sono il latte condensato, il dentifricio, il disinfettante, le barrette di cioccolato e chissà cos’altro.

Ma le Dionne non sono buone solo per i prodotti, anche il cinema le nota e le sfrutta. Partecipano a tre film nel corso di un paio d’anni. Partono nel 1936 con “The Country Doctor”, il Dottore di campagna, in cui non è difficile capire che Dafoe sia stato l’ispirazione per il soggetto principale, “Reunion”, che è il sequel del Dottore di Campagna, e infine “Five of a Kind”, del 1938, in cui le gemelle hanno già quattro anni e riescono a recitare in modo più compiuto. Poi partecipano a un’infinità di documentari e film corti, ma arriva la guerra e l’ultimo degno di nota che girano è nel 1942, quando sono già tornate con i genitori.

Ma le Dionne sono una gallina dalle uova d’oro di proporzioni inimmaginabili. Le pagano 10/15 mila dollari per servizi fotografici o le includono in percentuale in aziende milionarie, basta che ci mettano il loro nome. Insomma in pochi anni, solo nel 1936 a due anni, le gemelle hanno un patrimonio di 250 mila dollari, più di 4 milioni odierni.

Ma dove ci sono tanti soldi ci sono anche tanti approfittatori, e quel fondo viene prosciugato dalle persone che riescono ad averne accesso, dello stesso governo canadese e poi soprattutto dai loro genitori, e le bambine si trovano via via più povere. Quando hanno 18 anni il loro fondo ammonta a zero, è stato speso tutto e la contabilità è finita bruciata, e sarà oggetto di un’infinità di azioni legali da parte delle Dionne adulte, che tenteranno di riprendersi i soldi anche dal governo canadese. Alla fine, ma molti anni dopo, accetteranno 4 milioni di dollari, sapendo comunque di averci perso moltissimo.

Il ritorno alla famiglia

Nel 1939 le piccole Dionne hanno 5 anni e riescono a riunirsi con la propria famiglia, ma non escono da quella prigione/nursery che era stata costruita per farle fruttare il più possibile. Per farle ricongiungere con i genitori si muovono associazioni come la chiesa cattolica e la comunità francese del Canada, e alla fine ci si riesce. Tutti i 13 Dionne vanno a vivere nella nursery in attesa che la loro nuova casa venga completata, ovvero fino al novembre del 1943. Naturalmente anche quella casa è stata pagata dal fondo delle gemelle dalle uova d’oro ed era di un lusso sfrenato. Aveva l’elettricità, l’acqua corrente, il telefono e un’infinità di spazio. Insomma per l’epoca era un paradiso, pagato con il lavoro delle piccole gemelline.

Ma la famiglia era tutt’altro che idilliaca. I Dionne parlano francese mentre le bimbe solo inglese, le cinque gemelle vengono trattate come una famiglia a parte e non come sorelle e figlie come le altre, in più i genitori le abusano, sia la madre che le picchia sia il padre che forse, ma questo lo ricorderanno solo 50 anni dopo, nel 1995, ne abusa anche a livello sessuale.

Insomma le piccole gemelle passano dall’essere trattate come principessine ad essere con la propria famiglia che le maltratta e ne abusa, in tutti i modi. Ma non solo. I genitori fanno una vita da nababbi. Auto di lusso, casa da sogno, vacanze e tutti i comfort. Ma naturalmente chi paga sono le gemelline, galline dalle uova d’oro che continuano a macinare introiti per un po’, ma cui alla fine viene prosciugato tutto il fondo che avevano messo da parte.

Gli anni passano e le piccole Dionne crescono, pur se fra mille sofferenze. Nel 1952, quando hanno 18 anni, tutte e cinque lasciano quella casa di dolore e si separano. Tre di loro si sposano e hanno dei figli, Emilie diventa una suora e Yvonne va a lavorare come libraia. La povera Emilie muore nel 1954, appena due anni dopo esser andata via di casa, dopo un attacco epilettico che la fa soffocare sul cuscino del suo letto in convento. Marie, che aveva avuto due figli, muore nel suo letto nel 1970, ad appena 36 anni, senza che nessuno si accorga che ormai era morta da giorni. Una storia triste di solitudine, strano per una donna che aveva vissuto la sua vita più giovane con tantissima gente.

Le tre superstiti, Annette, Cecile e Yvonne hanno vissuto a lungo a Montreal, riunendosi poi nel 1990 per vivere tutte insieme, come tanti anni prima. Di loro si accorgono autori e registi, che raccontano la loro storia in documentari da titoli che non lasciano spazio a interpretazioni. “Gli anni delle Dionne: un dramma degli anni ’30”, nel 1978; “la tragedia delle Dionne”, nel 1986;” poi “le bambine da un milione di dollari” in una serie TV del 1994. Insomma, tutti si accorgono di quel che è successo alle Dionne, e tantissime persone si rendono conto, grazie alla loro storia, dei rischi connessi alle bambine oggetto di interesse da parte dello showbusiness.

Finisce così la storia delle Dionne, in modo abbastanza banale, con Annette e Cecile che sono ancora vive e insieme, a Montreal, mentre Yvonne se n’è andata nel 2001. Finisce con la consapevolezza di uno sfruttamento che oggi sarebbe illegale ma che all’epoca era quantomeno immorale, sfruttamento che però non è stato fine a sé stesso: oggi i diritti dei bambini artisti sono tutelati da leggi e tribunali, all’epoca era tutto aleatorio. Ma questi traguardi sono stati ottenuti sulla pelle di bambini come le Dionne, innocenti sfruttati per la loro unicità.


Pubblicato

in

da