La tragedia che coinvolse il transatlantico Lusitania è famosa, famosissima, ma non come quella del Titanic. Perché?

Forse perché c’era la guerra? Forse perché nessuno ha mai fatto un film sul Lusitania con una storia d’amore a corredo del disastro? Anche sul Lusitania viaggiavano miliardari, come Alfred Gwynne Vanderbilt che si comportò eroicamente, o come il collezionista d’arte Hugh Lane, che pare si sia imbarcato con quadri di Rembrandt e Monet chiusi in tubi stagni.

Eppure il fascino del Titanic è insuperato. Forse perché sul Titanic morirono circa 1500 persone su 2200 mentre sul Lusitania ne morirono 1200 su 1960, ma la proporzione non è poi così diversa.

La verità sull’affondamento del Lusitania pare essere un po’ diversa da quella che è sempre stata raccontata all’epoca da inglesi e statunitensi, che utilizzarono il disastro per fare propaganda anti tedesca.

Ma partiamo da principio.

Il Lusitania della Cunard era stato varato nel 1906 e dal 1907 (data del primo viaggio) fino al 1911 fu il transatlantico più grande e veloce del mondo. La nave venne superata soltanto dall’Olympic, la gemella del Titanic, che entrò in servizio nel 1911. Poteva portare 2200 persone fra passeggeri ed equipaggio ed era elegantissimo.

La sala da pranzo della Prima Classe in un dipinto promozionale dell’epoca:

Nell’aprile del 1915 la Germania aveva fatto pubblicare, sui più importanti giornali statunitensi, l’avviso ai passeggeri che, nelle acque intorno alla Gran Bretagna, le navi battenti bandiera inglese o di paesi nemici rischiavano di essere attaccate e distrutte.

Questo avviso però venne sottovalutato

Gli statunitensi ritenevano, giustamente, che i tedeschi non avrebbero colpito navi passeggeri e che comunque si erano sempre comportati in modo cavalleresco e avevano concesso il tempo agli equipaggi di navi disarmate di salvarsi sulle scialuppe prima di affondarle. Era sempre stato così, ma i tedeschi sapevano perfettamente che dagli States partivano aiuti e armi per l’Inghilterra su navi civili inglesi.

Il Lusitania era molto più veloce di un sottomarino e tutti ritenevano che non avrebbe avuto problemi…

Quello che forse la gente non sapeva, ma che molto probabilmente sapevano i tedeschi, era che nella stiva del transatlantico vi erano stipate 170 tonnellate di munizioni e 1250 casse di granate vuote, il tutto imballato in casse etichettate come prodotti alimentari, oltre a 50 fusti di prodotti infiammabili, sempre ad uso bellico.

La zona di esclusione dichiarata della Germania nel febbraio 1915. Le navi all’interno di quest’area erano potenzialmente soggette ad attacchi:

Il 1° Maggio 1915 il Lusitania salpò da NY verso Liverpool. A Bordo c’erano a bordo 1960 persone fra passeggeri ed equipaggio.

I protocolli di sicurezza prevedevano che la nave, arrivata in prossimità delle coste irlandesi, dovesse essere scortata da alcuni incrociatori e seguire una rotta a zig-zag per evitare attacchi dei sottomarini tedeschi e possibilmente seguire la rotta a nord dell’Irlanda, senza costeggiarla. Nonostante l’enorme rischio non venne fatto nulla di tutto ciò.

Gli U-boot rappresentavano un grave pericolo, ed era cosa nota agli inglesi che il sottomarino denominato U-20 fosse in zona a caccia di prede. Molte navi erano già state colpite.

Il Lusitania procedeva verso il porto di Queenstown mentre le navi di scorta nel frattempo erano state ridotte dedicando all’accompagnamento un solo incrociatore, lo Juno, che all’ultimo momento venne dirottato in altra zona. Il Lusitania quindi viaggiava da solo, c’era una fitta nebbia e il comandante aveva dovuto ridurre notevolmente la velocità. Oltre al passo lento, non seguiva nemmeno la rotta a zig zag raccomandata e procedeva lento, nonostante gli avvisi di continui di avvistamenti del sottomarino vicino alla costa.

L’U-20 stava rientrando i Germania e, dopo tante missioni, aveva a bordo un solo siluro residuo

Alle 14:10 del 7 Maggio il Lusitania incrociò l’U-20. Naturalmente il transatlantico rappresentava una bella preda, e il Capitano Schwieger ordinò di lanciare l’unico siluro rimasto. Molti dei passeggeri del transatlantico, in coperta dopo il pranzo, videro la scia del siluro nell’acqua, qualcuno chiedendosi cosa fosse e qualcun altro impietrito dall’orrore.

La nave venne colpita e gravemente danneggiata, cominciando a imbarcare acqua e sbandando a destra. Immediatamente cominciò a diffondersi il panico, ma pochi minuti dopo una seconda esplosione, ancora più forte, squassò la nave che si inclinò ancor di più, repentinamente.

La seconda esplosione, che venne in seguito attribuita convenientemente a un secondo siluro tedesco, era invece dovuta ad un’esplosione interna.

Forse esplosero le caldaie, forse si incendiò la polvere di carbone… o forse esplosero le munizioni

In seguito all’esplosione morirono molte persone, colpite dalle parti metalliche, e molti altri si tuffarono per sfuggire alle fiamme. La nave si inclinò fortemente sul lato destro. Il Lusitania aveva abbastanza mezzi di salvataggio per consentire di mettere in salvo tutti i passeggeri, ma delle 23 scialuppe e dei 25 pieghevoli molte piombarono sui ponti a causa dello sbandamento, staccandosi dalle gru e colpendo i passeggeri.

Altre finirono in mare addosso ai naufraghi che si erano tuffati

Quelle del lato destro pendevano lontane dalla nave e si riuscì a calarne solo 6 che poi raccolsero i naufraghi in mare.

La nave affondò in soli 18 minuti, imprigionando moltissimi passeggeri nei saloni e trascinando nel vortice dell’affondamento molti di quelli già in mare. Per tentare di salvare i bambini che non sapevano nuotare questi vennero calati con delle ceste, molte delle quali furono a propria volta risucchiate dal gorgo dell’affondamento.

Come da protocollo l’ultimo a lasciare il Lusitania fu il capitano William Thomas Turner

Il capitano del Lusitania:

Morirono 1193 persone, inclusi 3 clandestini tedeschi, forse spie, che erano stati arrestati dopo la partenza mentre cercavano di scattare fotografie e imprigionati. Oltre agli affogati, altre 4 persone morirono per i traumi riportati, facendo a salire il conto delle vittime totali a 1197 dei quali 124 erano bambini.

Dopo il naufragio furono recuperati soltanto 215 cadaveri

E’ da notare che, contrariamente a quanto accadde per il Titanic, sul Lusitania si salvarono soprattutto giovani uomini. L’affondamento in 18 minuti esatti, contro le 2 ore e 40 del Titanic, e la mancanza di scialuppe utilizzabili condannarono donne, bambini e anziani che erano finiti in mare.

L’unico incrociatore che captò l’SOS alle 14,15 era lo Juno, quello che avrebbe dovuto scortare la nave, il quale però venne fermato mentre stava andando in soccorso per non correre il rischio di essere attaccato da un U-Boot.

Tutte le imbarcazioni nei paraggi, principalmente pescherecci, accorsero per tentare di salvare quante più persone possibile, ma il loro supporto fu poco influente in termini numerici. Nei giorni seguenti il disastro sulle spiagge irlandesi arrivarono moltissimi corpi, trascinati dalla corrente.

Dopo la tragedia Gran Bretagna e Stati Uniti accusarono la Germania di aver lanciato due siluri contro il Lusitania, mentre i tedeschi sostennero che il missile fu soltanto uno, e che la seconda esplosione non fosse causa loro.

La vera causa dell’attacco, ovvero il trasporto del materiale bellico, passò totalmente sotto silenzio

Le tesi moderne, dopo il ritrovamento del relitto, confermano la seconda esplosione dall’interno e la presenza di munizioni e attribuiscono grosse responsabilità a Winston Churchill.

Una settimana prima dell’affondamento del Lusitania, Winston Churchill scrisse a Walter Runciman, presidente del Board of Trade: “E’ molto importante attrarre spedizioni neutrali sulle nostre coste, nella speranza soprattutto di coinvolgere nel conflitto gli Stati Uniti contro la Germania”.

I servizi segreti britannici sapevano perfettamente dell’U-20 che cacciava in zona, grazie ai messaggi intercettati, Churchill sapeva ma non fece nulla e cancellò perfino la scorta, forse, ma sono accuse che non furono mai provate, per costringere gli State a scendere in guerra contro la Germania.

Alcuni superstiti qualche giorno dopo il naufragio:

Sia come sia, il relitto del Lusitania fu ritrovato nel 1993 da Robert Ballard. L’ex-transatlantico giace a 93 metri di profondità a 15 chilometri circa dalla costa irlandese, in pessime condizioni e ricoperto da reti da pesca impigliate fra le lamiere. Le reti, le correnti e l’acqua gelida rendono molto pericolose le immersioni alla ricerca di tesori e memorabilia, e il governo irlandese ha vietato le immersioni nella zona.

 

Giovanna Francesconi
Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.