La Torre del Diavolo (Matȟó Thípila o Ptehé Ǧí in lingua Lakota, che significa “Torre dell’Orso” e “Il Corno del Bufalo Marrone“) è una formazione di laccolite che si trova nelle Black Hills del Wyoming. Il pinnacolo roccioso, alto 386 metri rispetto al terreno circostante, era un tempo nascosto sotto la superficie della terra, e l’erosione del suolo ha lentamente strappato via gli strati di roccia più morbidi rivelando le parti più dure. I materiali più consistenti risalgono a circa 225 milioni di anni fa, e sono composti da colonne rocciose, massi, piccole rocce e pietre di grande dimensioni, il che fanno comprendere come, in passato, la torre fosse assai più grande dell’attuale.

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Molte tribù di nativi americani considerano il sito come sacro, e fra loro si annoverano le più famose come gli Arapaho, i Corvi, i Cheyenne, i Kiowa, i Lakota e gli Shoshone. Ancor oggi molti gruppi di Nativi Americani visitano la torre per svolgere rituali considerati sacri, in particolar modo a Giugno, quando è richiesto agli scalatori di non raggiungere la vetta della montagna.

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La Leggenda Kiowa e Lakota

Una leggenda dei nativi narra le origini della formazione rocciosa: “Un gruppo di bambine erano intente a giocare (o a raccogliere fiori) alle pendici della torre del diavolo, quando un gruppo di giganteschi orsi iniziò a seguirle per divorarle. Le giovani pregarono il Grande Spirito affinché le salvasse. La divinità fece sollevare la roccia sino al cielo in modo che gli orsi non potessero raggiungerle. Gli animali tentarono di scalare la roccia, e nel tentativo lasciarono i profondi segni dei loro artigli sui lati del pilastro. Quando le ragazze raggiunsero il cielo si trasformarono in stelle”.

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Il nome “Torre del Diavolo” trova la sua origine nel 1875, quando un errore di interpretazione della spedizione del colonnello Richard Irving Dodge tradusse il nome dei nativi in “Torre di un Dio Cattivo”. In realtà la formazione aveva molti nomi fra cui “Tana dell’Orso” e “Corno di Bufalo”. Il 24 settembre del 1906 la Torre del Diavolo fu dichiarata monumento nazionale dall’allora presidente Theodore Roosevelt, il primo in assoluto di tutti gli Stati Uniti.

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...