La tomba di Ramses VI è certamente, per almeno una ragione, una delle tombe più interessanti della Valle dei Re. Le sue decorazioni rappresentano una sorta di un trattato di teologia, in cui gli elementi fondamentali sono il sole e il suo viaggio quotidiano nel mondo delle tenebre. In generale, le decorazioni forniscono la storia delle origini del cielo, la terra, la creazione del sole, la luce e la vita stessa. Il piano decorativo di questa tomba è uno dei più sofisticati e completi nella Valle dei Re. Tuttavia, secondo gli studiosi, Ramses VI non fu l’originale costruttore della tomba, perché il monumento venne originariamente costruito dal suo predecessore e nipote Ramses V. Ramses VI fu solo il faraone che la ampliò, ma è giunta a noi famosa come appartenente a quest’ultimo.

Tomba Ramses VI 1

Le iscrizioni di Ramses V si trovano nelle prime parti della tomba, e fortunatamente non furono usurpate. La tomba rimase per ben poco tempo segreta, ed era certamente nota ai romani e ai greci, che lasciarono qui 995 graffiti (fonte Wikipedia).  La tomba è di per sé semplice, senza scale, e per il resto simile ad altre tombe della ventesima dinastia.

Ci sono tre corridoi che conducono all’altare, seguiti da una sala a quattro colonne. Questa è seguita da due corridoi, un vestibolo e quindi la camera di sepoltura. L’ultimo corridoio (numero 5 nella figura) è unico perché il pavimento è inclinato mentre il tetto è orizzontale, un accorgimento architettonico fatto per evitare parte della tomba KV 12.

Tomba Ramses VI 4

In questa tomba i soffitti disegnati con fantasie astronomiche sono presenti in ogni passaggio. Le pareti del primo al terzo corridoi sono dipinte con le immagini del “Libro dei Cancelli” e il “Libro delle Caverne”, mentre quella della camera mortuaria con il “Libro di ciò che è nel Duat”, mentre è notevole la mancanza delle Litanie dei Re, che si trova in tombe precedenti.

Tomba Ramses VI 2

La mummia di Ramses VI non fu trovata nella camera del faraone, ma in quella di Amenophis II, dato che i cacciatori di tesori entrarono pochi anni dopo la sepoltura e che il monumento venne definitivamente saccheggiato entro pochi decenni. Oggi possiamo ancora ammirare i dipinti con cui vennero affrescate le pareti calcaree, sopravvissute al passare dei secoli e giunte fino a noi per trasmetterci tutta la magia dell’antico Egitto. All’interno di questa tomba dormirono moltissimi archeologi dell’800, e divenne praticamente una stanza d’albergo per tutte le spedizioni archeologiche dell’epoca, che rovinarono in parte lo stato di conservazione di questo magnifico monumento.

Categorie: Storia

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...