La tomba di Kasta fu uno dei ritrovamenti archeologici più spettacolari e discussi del 2014. I primi scavi risalgono in realtà a molto prima, nel 1964 e nel 1970, quando furono riportati alla luce una parete perimetrale e alcuni resti antichissimi. Fu solo nel 2014 che gli archeologi sono riusciti ad entrare all’interno del sepolcro, ma probabilmente non sapevano che sarebbero andati incontro ad uno dei più grandi enigmi dell’archeologia moderna:

Chi era sepolto nella Tomba di Kasta?

La tomba risale all’ultimo periodo del IV secolo avanti Cristo, fra il 325 ed il 300. La sua enorme estensione rende al confronto minuscolo il sepolcro Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno, che si trova certamente nella vicina Verghina. Date le dimensioni, inizialmente si pensò che Kasta potesse essere l’ultimo luogo dove le spoglie terrene di uno dei più grandi conquistatori della Storia, appunto Alessandro il Grande, avesse trovato riposo.

Sotto, lo schema a camere della tomba. Immagine condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Il dubbio secondo il quale Alessandro non fosse sepolto ad Alessandria d’Egitto durò però pochissimo, perché tutte le fonti storiche testimoniano che il condottiere fu sepolto in quel luogo. La grandezza del sepolcro fece avanzare però un’altra interessante ipotesi, ovvero che Efestione, amico fraterno di Alessandro, avesse trovato in Anfipoli, il luogo della tomba, l’ultima dimora. Questa teoria viene sostenuta dalla direttrice degli scavi, Katerina Peristeri, alla quale però il Ministero Greco ha impedito ulteriori interviste, proprio per la delicatezza dell’argomento.

Chi è stato trovato all’interno della tomba

Dentro il sepolcro, completamente invaso dai detriti di millenni, sono state trovate le ossa di diverse persone. Una donna di circa 60 anni, due uomini fra i 35 e i 40 anni, un neonato ed una quinta persona non identificabile a causa della frammentarietà dei resti ossei. Un esame del DNA potrebbe in futuro rivelare maggiori dettagli sui morti, ma i risultati si faranno attendere a lungo a causa dell’enorme mole di lavoro necessario ad analizzare tutti i 300 altri campioni provenienti dalle tombe limitrofe.

Immagine di pubblico dominio via Wikipedia:

L’ipotesi Efestione

Che non si tratti del sepolcro di Alessandro Magno è quasi una certezza. Il generale morì come noto a Babilonia, per poi esser sepolto ad Alessandria. Nonostante non si possa ancora escludere con sicurezza l’ipotesi più “grandiosa”, una prova fornita da Peristeri porterebbe a pensare che l’inquilino principale del sepolcro fosse Efestione, amico fraterno di Alessandro prima e chiliarca dell’impero poi, ovvero il braccio destro e sostituto del generale. All’interno della tomba è stata infatti trovata l’iscrizione “ΠΑΡΕΛΑΒΟΝ” (ricevuto) accanto al monogramma di Efestione.

Sotto, i due volti di Alessandro ed Efestione al museo Getty. Fotografia di pubblico dominio via Wikipedia:

L’amico di Alessandro morì a Ecbatana un anno prima di lui, nel 324 a.C., e fu celebrato con giochi funebri mai visti sino ad allora. Furono spesi qualcosa come 10.000/12.000 talenti d’oro, una cifra che è paragonabile a 200/300 milioni di euro, ed Alessandro fu il principale cerimoniere dei giochi funebri. Dei resti terreni di Efestione, però, non v’era traccia altrove. Efestione fu inoltre membro della famiglia Reale di Alessandro Magno, perché sposò la sorella della seconda moglie.

Il fatto che gli fu dedicato un sepolcro tanto imponente non sarebbe quindi incompatibile con il suo ruolo e status sociale, tantopiù che, secondo la realtà storica dei fatti, Efestione avrebbe potuto essere l’amante di Alessandro, oltre che consigliere ed amico.

Alcuni indizi provengono dai monumenti scoperti all’interno della tomba:

  • Due sfingi di marmo alte 2 metri che sorvegliano l’ingresso
  • Un affresco che imita un peristilio ionico
  • Due cariatidi alte 2,27 metri che sostengono l’ingresso del secondo compartimento della tomba
  • Una porta in marmo in pezzi di fronte alla porta della terza camera
  • Un mosaico largo 3 metri e lungo 4,5 nella terza camera, che rappresenta forse Persefone rapita da Plutone, che indossa una corona d’alloro. La raffigurazione del rapimento di Persefone fa pensare alla connesione con il gruppo di tombe reali di Verghina, con la stessa scena a decoro di una delle tombe.
  • Nella Terza camera è stata trovata la testa di una sfinge dell’ingresso

Sarà stata davvero la Tomba di Efestione? Oppure fu il sepolcro di Alessandro Magno, portato sino in Macedonia da un suo fedele generale? Oppure nessuna delle due ipotesi precedenti? L’enigma rimane irrisolto…

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...