Il termine “Mustache Cup” proviene dall’inglese di epoca vittoriana e significa “tazza baffo”, traducibile in un italiano più corretto come “tazza coi baffi”. Barba e baffi erano assai popolari durante l’epoca Vittoriana, ma i baffi erano assolutamente imprescindibili. I gentiluomini dell’epoca applicavano la cera per tenerli fermi ma, durante il “sacro” rito del tè delle cinque, il calore della bevanda poteva sciogliere la cera, finendo nel tè e scompigliando i baffi degli uomini.

Naturalmente, i gentiluomini non potevano rinunciare certo al tè, ma neanche ai baffi!

Qualcosa doveva essere fatto. Così nel 1860, l’inglese Harvey Adams realizzò una brillante invenzione che avrebbe permesso ai signori coi baffi di godersi un ottimo tè all’inglese senza il rischio di sciogliere la cera. La coppa aveva infatti una fascia a mezzaluna in corrispondenza, circa, della parte superiore della bocca. In questo modo, anche con il più baffuto dei gentleman inglesi, non avrebbe corso il rischio di rovinare la composizione del barbiere.

Non fu necessario molto tempo che la tazza divenne famosissima in tutta Europa, e tantissimi artigiani realizzarono le famose tazze coi baffi. La moda si esaurì fra gli anni ’20 e ’30 del XX secolo, quando i signori più moderni iniziarono a perdere la passione per i baffi. Non è difficile notare che, nonostante l’utilizzo esclusivamente maschile della tazza, le ceramiche fossero decorate con fiori e motivi femminili, un particolare che tradisce il ruolo, sicuramente significativo, che ebbero le ladies vittoriane nella diffusione di questo gadget.

Oggi, in piena epoca Hipster, la tazza coi baffi potrebbe tornare di moda…

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...