La straziante esecuzione di Margaret Pole

Era nobile, era anziana ed era assolutamente innocente. Queste sono tre certezze che abbiamo su Margaret Pole, che ebbe la sfortuna di vivere in quel difficile periodo a cavallo fra Medioevo al Rinascimento sotto il regno di Enrico VIII d’Inghilterra ma prima ancora dei suoi predecessori. Di lei si ricorda l’esecuzione, splatter e terrificante a dir poco, ma per capire come arrivò su quel patibolo a farsi prendere a colpi di accetta voglio raccontarne la vita e l’assurda ragione per cui fu ammazzata, che è molto più interessante.

Lady Margaret nasce il 14 agosto del 1473 nel castello di Farleigh Hungerford nel Somerset, in Inghilterra, figlia di Giorgio Plantageneto, duca di Clarence, e di Isabella Neville. La genealogia familiare sarebbe lunghissima ma ve la risparmio, è importante sapere che fa parte della dinastia dei Plantageneti, divisi nella guerra delle due rose fra York e Lancaster, che suo fratello Edoardo viene nominato erede al trono da Riccardo III re d’Inghilterra, e che proprio Edoardo verrà condannato a morte molti anni dopo con un pretesto, quando Caterina d’Aragona deve sposare l’erede al trono inglese, Arturo Tudor, per evitare che avanzi pretese e diventi Re. Prima di lui era stato condannato a morte il padre, Giorgio Plantageneto, da suo fratello e zio di Margaret, il Re inglese Edoardo IV, che lo aveva accusato di cospirazione. Fra l’altro sembra che Giorgio abbia finito i suoi giorni annegato in una botte di vino di Malvasia, almeno così racconta Shakespeare nel suo dramma “Riccardo III”.

Vi siete persi coi nomi? E ne ho detti pochi, ce ne sarebbero moltissimi di più. Per riassumere: Lady Margaret fa parte di un’antica dinastia inglese che è dilaniata da una guerra fratricida, dove saltano teste come fossero pop corn. La guerra delle due rose finisce ufficialmente nel 1485, quando Riccardo III muore nella battaglia di Bosworth e il nuovo Re, Enrico VII, sposa Elisabetta di York, figlia di Edoardo IV e quindi cugina della nostra Margaret. Re Enrico VII è quindi tutore della ragazza, e la dà in sposa a Sir Richard Pole, un lontano cugino, per assicurarsi la sua fedeltà.

Sir Richard Pole è un uomo di corte e per conto del Re ha una serie di incarichi istituzionali di una certa rilevanza. Il più prestigioso è ciambellano di Arturo, principe di Galles e figlio maggiore di Enrico, che si sposa giovanissimo con Caterina d’Aragona. E’ quel matrimonio che causa la morte di Edoardo, fratello di Margaret, lo abbiamo detto prima. Margaret diventa dama di compagnia di Caterina d’Aragona, ma accade un fatto inaspettato: Arturo, erede al trono inglese, muore nel nel 1502 appena sedicenne, e tutta la corte di Caterina viene sciolta, in attesa di capire cosa sarebbe successo.

Nel 1504 il marito di Margaret, Richard Pole, muore, e lascia la donna con cinque figli da mantenere, senza alcuna entrata. In questo contesto Margaret decide di mandare a studiare teologia il terzo figlio, Reginald, una mossa che sembra di poco conto ma che sarà decisiva per il suo destino tanti anni dopo. Margaret e i quattro figli che ha con sé tirano avanti come possono, tanto che è il re Enrico VII a pagare il funerale al fedele Richard Pole.

Dama di compagnia per la seconda volta

Ma Caterina d’Aragona ha in serbo una sorpresa per la nostra Margaret. La vedova di Arturo era rimasta in Inghilterra a lungo, sette anni, perché Edoardo VII non voleva restituirle la dote e rispedirla in Spagna. Caterina è praticamente prigioniera, ma si dimostra caparbia e indomabile, una donna tutta d’un pezzo, e alla fine, nel 1509, sposa Enrico VIII, che ha 18 anni, e diventa regina d’Inghilterra. Caterina richiama a sé le dame di compagnia, fra cui c’è anche Margaret. Nel 1512 le antiche proprietà dei plantageneti, Warwick e Salisbury, vengono restituite a Margaret che le amministra con capacità, tanto che nell’arco di 25 anni circa la sua diventa una delle famiglie di pari più ricche d’Inghilterra.

I suoi figli fanno matrimoni importanti con personaggi di spicco dell’epoca, con alterne fortune, ma oggi approfondiremo la vita di solo uno di loro, Reginald. Margaret è dama di compagnia di Caterina d’Aragona e al battesimo dell’unica figlia che rimarrà viva della coppia Enrico/Caterina le fa da madrina. La chiesa Anglicana non è ancora nata, l’Inghilterra è ancora sotto la chiesa di Roma, e Giulio II ha concesso la dispensa papale per il matrimonio di Caterina d’Aragona ed Enrico, perché era necessaria per il matrimonio con la vedova di un fratello.

Quando Maria I Tudor e Reginald iniziano a crescere si parla addirittura di un possibile matrimonio fra i due, forti del fatto che Reginald non ha ancora preso i voti da sacerdote. Alla fine però non se ne fa nulla, Reginald segue la sua carriera vicino al papato di Roma che curiosamente lo porterà di nuovo vicino a Maria, ma di questo parleremo a fine video.

Nel 1525 Enrico VIII perde la testa (no non letteralmente) per la giovane Anna Bolena, e sono in tantissimi a dire la propria. In due parole: Enrico chiede a Papa Clemente VII di dichiarare nullo il matrimonio con Caterina d’Aragona, fra l’altro probabilmente lo considera maledetto perché aveva sposato la moglie del fratello, ma il Papa si rifiuta e si compie il celebre scisma anglicano, voluto dal Re per poter sposare Anna Bolena.

In tutto questo periodo si tenta persino di dichiarare Maria illegittima. Lady Margaret chiede con forza di tenerla con sé ed accudirla a sue spese, immagino avesse paura che Enrico potesse farle fare la fine di tanti suoi parenti, ma Enrico si rifiuta e le toglie la custodia della giovane Maria, espellendo di fatto Margaret dalla corte reale.

In questo trambusto di persone, intrighi e sotterfugi gioca un ruolo Reginald, il figlio di Margaret, che aveva tentato di intercedere per far sciogliere il matrimonio fra Enrico e Caterina. Lui personalmente era contrario, ma probabilmente aveva capito che sarebbe finito a schifìo, come si dice in Sicilia, e aveva ottenuto parere favorevole allo scioglimento dai canonisti della Sorbona. Come sappiamo la cosa va a finire male e lo scisma anglicano va avanti, così Reginald Pole finisce nella lista nera di Enrico VIII, e la situazione della famiglia Pole si fa via via più critica. Reginald raggiunge allora l’Italia, al sicuro dalle grinfie di Enrico, e ha una importante carriera cardinalizia, tanto che a un certo punto il suo nome viene fatto anche al conclave come potenziale Papa, ma poi non se ne fa nulla.

Nel 1536 Anna Bolena viene condannata a morte con il pretesto di tradimento, ma lo “sgarro” di Reginald Pole non viene dimenticato, così come non vengono dimenticate le potenziali rivendicazioni dinastiche alla corona d’Inghilterra da parte dei Pole, e nel 1538 Enrico VIII fa arrestare tutta la famiglia, in senso allargato naturalmente.

Finiscono alla Torre di Londra Margaret, i suoi figli Henry Pole duca di Montagu e Sir Geoffry Pole, cavaliere del Re, poi Edward Neville, loro parente e molti altri. Enrico sta facendo pulizia di quelle persone che ritiene potrebbero tradirlo o che l’abbiano già tradito.

Margaret viene arrestata e interrogata da William Fitzwilliam e Thomas Goodrich, vescovo di Ely. Questi riferiscono a Thomas Cromwell che hanno impegnato un sacco di tempo con lei, ma che non avevano cavato fuori un ragno da un buco. Concludono che o i suoi figli non l’avevano messa a parte di nessun piano di tradimento oppure lei era “la traditrice più arrogante che sia mai vissuta”.

I magistrati continuano con gli interrogatori, chiedono e torturano, e alla fine Geoffrey confessa qualcosa, qualcosa che con la fantasia degli inquisitori riesce a far incriminare la madre e il fratello Henry.

Sono bastate poche parole sbagliate di Geoffrey e la sentenza è implacabile:

Condanna a morte per tutti

La prima esecuzione si svolge l’8 Dicembre del 1538, muore Edward Neville, zio di Henry e Geoffrey. Il 9 dicembre viene decapitato Henry Courtenay, un cugino, poi il 9 Gennaio 1539 vengono decapitati tutti gli altri, Henry e gli altri che non hanno confessato il tradimento ma che costituiscono un pericolo per la corona. Almeno così la pensa Enrico VIII, e vai a discuterci.

Rimangono vivi sicuramente Geoffrey, Margaret e il figlio di Henry, che muore di stenti nel 1540 circa. Margaret, già, dama di compagnia di Caterina d’Aragona, madrina e donna vicinissima al re, come si fa a giustiziarla?

Enrico forse ci pensa, forse non vuole farla finire decapitata per non aver commesso nulla, ma alla fine la voglia di chiudere qualsiasi partita è troppo forte. Il 27 Maggio del 1541, quasi un anno e mezzo dopo suo figlio Henry, l’anziana Margaret Pole si avvia verso il patibolo, ma lo fa a suo modo. Quando le comunicano che sarebbe dovuta morire dice: “Mi sembra strano, non mi hanno condannato per nessuna accusa!”. Lei forse non sa che sarebbe dovuta morire al rogo, ma Enrico le ha convertito la pena in decapitazione in virtù della sua importante casata nobiliare. Voleva essere un favore, ma alla fine la pezza si rivela peggio del buco.

Di quel giorno rimangono tre testimonianze. Una è di Marillac, l’ambasciatore francese, l’altra di Chapuys, ambasciatore del Sacro Romano Impero. I resoconti differiscono leggermente; Marillac dice che l’esecuzione ha luogo in un angolo della Torre con così poche persone presenti che, in serata, si mette in dubbio la notizia dell’esecuzione di Margaret. Chapuys scrive invece due settimane dopo l’esecuzione, e afferma erano presenti centocinquanta testimoni, compreso il sindaco di Londra. Ma il racconto va più nel dettaglio, perché descrive il boia. Si legge: “L’esecuzione fu eseguita da un giovane miserabile e goffo che le fece a pezzi la testa e le spalle nel modo più pietoso”.

Un terzo resoconto si trova nel Burke’s Peerage, che descrive la tremenda esecuzione. Quando Margaret arriva al patibolo si rifiuta di appoggiare la testa sul ceppo. Spiega: “Così dovrebbero fare i traditori, e io non lo sono”. Inizia a muovere la testa in ogni modo, in modo da rendere difficilissimo il compito al boia. “Se vuoi la mia testa te la devi prendere se ci riesci”. Altri la tengono ferma, la povera signora si reggeva in piedi a malapena, e il ragazzo inizia il supplizio con la scure. Prima le dilania la spalla, poi forse la faccia, poi ancora le spalle, insomma il collo non lo prende neanche per sbaglio. Alla fine sono necessari 10 colpi per finire la donna, uno strazio infinitamente lungo e doloroso che viene ricordato come una delle peggiori esecuzioni della storia della pena capitale.

Margherita viene sepolta nella cappella di San Pietro ad Vincula all’interno della Torre di Londra. I suoi resti vengono poi scoperti quando la cappella venne rinnovata, nel 1876.

E Geoffrey, il figlio che con la sua confessione aveva forse consentito la morte di tutte quelle persone?

Nel 1541 il figlio di Margaret non è morto, è ancora nella torre di Londra, custodito lì dopo aver testimoniato contro i suoi stessi parenti, fra cui sua madre. Alla fine gli danno indietro parte delle terre confiscate ai Pole, ma poi viene esiliato dall’Inghilterra, siamo nel 1548 circa, e si rifugia dal fratello, Cardinal Reginald Pole. Questi non solo non lo accoglie ma neanche vorrebbe saperne di lui, gli intima di non chiamarlo fratello perché ha fatto condannare l’altro suo fratello. Strano ma della madre non parla nessuno.

Cinque anni dopo, nel 1553, entrambi i Pole esuli dall’Inghilterra tornano in patria. Geoffrey come signore dei suoi possedimenti, che gli vengono restituiti evidentemente per il servizio svolto. Reginald non solo torna, ma ottiene il ruolo ecclesiastico più prestigioso del regno: diventa arcivescovo di Canterbury sotto la cattolica Maria, che lo mantiene come consigliere speciale fino alla morte, nel 1558. La regina muore il 17 Novembre, probabilmente per le complicanze di un’influenza su di una donna già malata, mentre Reginald muore 12 ore dopo, sempre a causa dell’influenza. Sembra un incredibile caso del destino ma persino Geoffrey muore pochi giorni dopo, a Novembre del 1558, sempre per l’influenza.  Maria aveva ripristinato il cattolicesimo per il quale Reginald e la sua famiglia si erano battuti, aveva ammazzato oltre 280 persone, eretici protestanti dal suo punto di vista, ma era stato tutto vano: la figlia di Anna Bolena, Elisabetta I, ripristinerà il protestantesimo anglicano, che da allora è la religione ufficiale del regno d’Inghilterra. Ma questa è un’altra storia.


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