La chiesa, una torre e una manciata di case: il minuscolo paese di Cospaia oggi non è nulla di più di un villaggio adagiato tra le colline che si rincorrono tra Umbria e Toscana. Ma andando indietro nel tempo, anche solo di duecento anni, Cospaia era ben altro:

Il luogo dell’utopia anarchica realizzata

Che può sembrare una contraddizione in termini, eppure è storia: in un villaggio abitato da poche centinaia di contadini analfabeti, del tutto ignari di teorie politico-filosofiche, per quai quattrocento anni si realizzò il sogno di pensatori del calibro di Tommaso Campanella e della sua Città del Sole, ma anche di Tommaso Moro e della sua Isola di Utopia. Anzi, qualcosa di molto meglio…

Cospaia – data sconosciuta

La Repubblica di Cospaia, che prosperò tra il 1441 e il 1826, nacque per caso grazie a due circostanze diverse: un debito non pagato e un rilievo topografico (anzi due) mal fatto.

Correva l’anno 1431, e il neoeletto papa Eugenio IV aveva bisogno di soldi per condurre la sua battaglia con il Concilio di Basilea. Venne in suo aiuto il banchiere fiorentino Cosimo de’ Medici, che di fatto governava Firenze pur non avendo nessuna carica.  Cosimo “il Vecchio” prestò al pontefice l’esorbitante somma di 25.000 fiorini, non certo sulla fiducia, ma ottenendo in garanzia addirittura un intero paese, Sansepolcro, che all’epoca faceva parte dello Stato Pontificio.

Cosimo non vide tornare indietro nemmeno un fiorino, e scaduti i dieci anni previsti, il territorio di Sansepolcro divenne parte della Repubblica di Firenze. Per ridefinire i nuovi confini andarono, separatamente, due commissioni, una per Cosimo e una per il papa, con l’indicazione di prendere come nuovo limite di demarcazione un torrente chiamato “Rio”. Peccato che di torrenti con quel nome ce ne fossero due, uno più a sud e uno più a nord, a circa 500 metri di distanza fra loro.

I fiorentini presero come riferimento il Rio che scorreva più a nord, mentre i delegati dello Stato Pontificio considerarono quello più a sud. La striscia di terra, lunga qualche chilometro e larga tra i 500 e i 700 metri, era improvvisamente diventata una “terra di nessuno”, ma non disabitata: proprio lì sorgeva il borgo di Cospaia, abitato da circa 350 persone, tutti contadini analfabeti, che però non si fecero scappare l’opportunità di dichiarare il loro paese “libero”.


I due stati non ritennero conveniente rivendicare, ognuno per sé, un fazzoletto di terra di nessuna importanza:

Era nata la Repubblica di Cospaia, riconosciuta formalmente nel 1484

I suoi abitanti decisero di non creare nessun tipo di organizzazione statale, optando per la totale libertà individuale. L’unica legge della Repubblica era in realtà un motto, “Perpetua et Firma Libertas” (Perpetua e sicura libertà): nessun governo, né esercito, né tribunali, né carcere, solo un Consiglio degli Anziani e Capi Famiglia, che aveva solo scopi esecutivi.

Ma soprattutto non c’erano tributi da pagare, e le merci di passaggio non pagavano dazio: un paradiso fiscale ante-litteram. Ma la vera fortuna di Cospaia iniziò poco più di un secolo dopo: i cospaiesi iniziarono a coltivare una pianta arrivata in Europa da non molto tempo, il tabacco. Ancora qualche decennio, e l’ostilità dei governanti europei (Papa Urbano VIII minacciò di scomunicare chiunque avesse fatto uso di tabacco in chiesa) per il fumo e il tabacco da fiuto consentì al paese di diventare un importantissimo centro di coltivazione della pianta, e del conseguente commercio clandestino.

La fama di Cospaia, come luogo al di fuori della legge, attirò molti aspiranti evasori fiscali, un gran numero di contrabbandieri, e delinquenti in fuga. La libertà che così bene i cospaiesi avevano gestito per quasi 400 anni dava ormai decisamente fastidio: né il Papa Leone XII, né il granduca di Toscana Leopoldo II potevano tollerare oltre quello stato-cuscinetto che non faceva più comodo a nessuno.

E così, nel 1826, la micro-repubblica di Cospaia fu costretta a rinunciare alla sua indipendenza, con un atto di sottomissione allo Stato Pontificio siglato dai quattordici capo-famiglia. A titolo di risarcimento della perduta libertà ogni abitante del paese ricevette una moneta d’argento (che misero valore ha sempre avuto la libertà per i potenti della Terra!), ma almeno alla piccola comunità di agricoltori fu concessa l’autorizzazione a continuare la coltivazione del tabacco, anche se con un limite massimo di mezzo milione di piante.

Bandiera dell’antica Repubblica di Cospaia

 
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Oggi Cospaia non è altro che un piccolo e silenzioso borgo, dove però ancora sventola l’antica bandiera di quella incredibile Repubblica anarchica dimenticata dalla storia: troppo bella per essere considerata vera…

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.