La Strana Vita degli Odierni Studiosi di Mostri Medievali

Esistono argomenti, per i quali molti studenti potrebbero spaventarsi qualora se ne parlasse in classe. “Se dovessi entrare in classe dicendo: “Oggi parliamo di discriminazione religiosa” o “rapporti razziali in America”, in molti si ritirerebbero in un angolo“, afferma Asa Mittman, professore di storia dell’arte della California State Università, di Chico.

Le carte nautiche, a partire dal 1539, erano piene di mostri, ognuno significato specifico. OLAUS MAGNUS / DOMINIO PUBBLICO

Quindi, per approcciare tali argomenti, Mittman ha deciso di intavolare una discussione sui Blemmi, mostri presi molto seriamente dagli studiosi del medioevo. “Si dice fossero una tribù di individui privi di testa, che viveva nel Mar Rosso“, spiega Mittman”. Emersero due importanti domande in merito ai Blemmi fra gli studiosi del tempo:

possono essere convertiti al cristianesimo? E qualora lo facessero, potrebbe questo far loro ricrescere la testa?

Questi problemi vennero affrontati da MEARCSTAPA, un’organizzazione fondata da Mittman nel 2007 che privilegia lo studio delle comunità emarginate nel Medioevo supportando studiosi che rappresentano identità e comunità emarginate. MEARCSTAPA inoltre rappresenta Monsters: un’Associazione sperimentale impegnata nella criptozoologia (studio degli animali la cui esistenza è ipotizzata su basi indiziarie). Attraverso studi teorici e applicazione pratica, Monsters si è focalizzata sullo studio dei mostri medievali: da dove sono venuti? che cosa si sa circa le persone che ne hanno tramandato l’esistenza? cosa potrebbero ancora insegnarci oggi?

Illustrazione di un testo medievale, raffiguranti svariati mostri. SEBASTIAN MUNSTER / DOMINIO PUBBLICO


Ad oggi MEARCSTAPA vanta alcune dozzine di membri attivi. Essi collaborano su più progetti: Orrendi demoni volanti, libri su mostri marini e serial killer, ritrovandosi poi per conferenze medievali. Il nome del gruppo risulta un acronimo decisamente lungo (Monsters: the Experimental Association for the Research of Cryptozoology through Scholarly Theory And Practical Application), ma è anche una parola contenuta in Beowulf, coniata per descrivere il mostro Grendel, che si traduce in “border-walker” o “margin-stepper”.

Con questa parola vogliamo descrivere come i mostri dei quali ci occupiamo siano spesso relegati ai margini“, continua Mittman.

Un manichino a Ginevra, illustrato nel 1587. JOHANN JAKOB WICK / DOMAIN PUBBLICO

Ad esempio, i Blemmi: un gruppo di mostri dei quali si pensava che con il solo cambiamento della religione si sarebbe potuto verificare un cambiamento nella fisicità. Seguendo questa linea di pensiero si può quindi giungere ad una conclusione, afferma Mittman: “Si sosteneva in sintesi che chi non è in grado di appartenere a una religione non è a sua volta un membro legittimo di una nazione, in conclusione la “cittadinanza” basata sulla razza“.

Per MEARCSTAPA, la “caccia al mostro” può spesso essere scovata laddove un gruppo di persone spaventate da qualcosa trasforma la propria paura nel mostro stesso. “Infatti le mostruosità erano spesso connesse a periodi storici dominati da particolari paure“, asserisce Mittman. Ad esempio, negli anni ’50, mentre il maccartismo era la regola negli Stati Uniti, i film horror si concentrarono su extraterrestri e altri travestimenti mostruosi. L’epoca vittoriana, sessualmente repressiva, ci ha portato i vampiri. Proprio per questo, afferma Mittman, queste curiose “apparizioni” risultavano facilmente prevedibili per coloro che conoscevano a fondo il particolare momento storico:

L’economia sta crollando – perfetto – Arrivano gli zombie

Le tempeste assursero il posto dei mostri marini come simboli per l’ansia da fenomeni naturali. SEBASTIAN MUNSTER / DOMINIO PUBBLICO

Altre volte, i mostri possono essere avvistati per questioni meno evidenti. Osservando come i giornalisti parlano degli uragani di questi ultimi anni, Thea Tomaini, professore di inglese presso USC Dornsife e membro del consiglio di amministrazione di MEARCSTAPA, è rimasto colpito di come li si dipinga con toni violenti. “Gli sono addirittura stati dati dei nomi” afferma “Spesso nei notiziari vengono definiti come mostri o mostruosi“.

Questa è la risultante del grande problema del cambiamento climatico. Mentre le persone si confrontano cercandone le sue cause e le relative soluzioni, Tomaini solleva una linea di interrogativi molto più antica:

Perché il mostro viene da noi? Chi ha mandato il mostro e perché? Cosa vuole il mostro?

Altri problemi possono anche sorgere laddove le persone non concordano sull’identità dei veri mostri. Tale confusione rimanda a un’altra scoperta medievale: il falso profeta, spesso rappresentato come una creatura spaventosa dalle molte teste. Naturalmente, a coloro che lo seguono, questo non pare affatto spaventoso. “Sarebbe meraviglioso avere dei mostri buoni e rassicuranti, dei quali si possono osservare le zanne e le corna, ma che nonostante tutto non sono causa di preoccupazione per nessuno, semplicemente da combattere senza il peso del terrore” continua Mittman. “Ma, ahimè, non è la realtà dei fatti“.

San Giovanni e un falso profeta, raffigurato qui come una bestia con molte teste. WIKICOMMONS / DOMAIN PUBBLICO

Recentemente MEARCSTAPA ha affrontato questo particolare tipo di mostro vicino a casa. Quando alcuni fondamentalisti bianchi hanno iniziato ad usare immagini medievali per sottolineare la loro devozione a un passato immaginario e razziale omogeneo. “le opinioni degli studiosi medievali si sono spaccate infiammandosi particolarmente su questo preciso caso” dice Mittman

Quando MEARCSTAPA prese vita fu vista come un esperimento eccentrico. Se dici che lavori sui mostri in un’intervista di lavoro non hai grosse possibilità. Ma negli ultimi dieci anni l’interesse per gli studi sui mostri è cresciuto esponenzialmente. Ora è branca normale del settore” afferma Mittman.

La spiegazione della propria professione a chi non è del campo è naturalmente difficoltosa: “Quando mi viene chiesto di cosa mi occupo, e rispondo che studio “i mostri”, dovreste vedere le facce delle persone“, conclude Tomaini.

I mostri possono cambiare, ma alcune cose restano uguali

Fonte, Atlas Obscura.


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