La “conquista del West”, l’Occidente degli Stati Uniti d’America, ebbe inizio quando venne scoperto il primo filone d’oro in California, nel 1848. La “corsa all’oro” diede vita al “California dream”, ovvero il sogno di una possibile e immediata ricchezza per tutti in una terra fortunata e ricca di opportunità, al quale seguì una vera e propria invasione di una vasta regione fino a poco tempo prima considerata di scarsa importanza.

Carta geofisica Nord America. Immagine di pubblico dominio condivisa via Wikipedia

Il West era considerato un luogo dove i sogni potevano realizzarsi, senza troppi problemi, una terra di libertà dove ancora erano assenti regole sociali e legalità. Certo, occorreva conquistarsela quella terra, ma a quei pionieri/avventurieri non mancava l’intraprendenza, supportata dall’uso delle armi. D’altronde, chi arrivava fin lì aveva poco da perdere e tutto da guadagnare, visto che si trattata spesso di persone che si erano lasciate alle spalle storie di miseria, di delinquenza o di poca fortuna.

Fotografia di Luca Nebuloni condivisa con licenza Creative Commons 3.0 via Wikipedia

Alla fine comunque la conquista del West, al netto dello sterminio dei nativi americani, diventa l’emblema dell’America Dream, possibile grazie alle qualità di questi eroi della frontiera, tanto liberi e intraprendenti quanto capaci e laboriosi.

IL West era una terra dove, dalla fine del ‘700 fino alla fine dell’800, la frontiera si spingeva sempre avanti, verso l’Oceano Pacifico, man mano che arrivavano nuovi coloni. In quei territori ancora disabitati (dai bianchi) iniziarono a sorgere dal nulla paesi e città, dove occorreva fissare delle regole da rispettare. Regole che, in quel territorio immenso e lontano, erano un po’ meno restrittive che nell’Est, più strutturato anche a livello legislativo e penale. E’ la “Legge del West”, implacabile per certi versi (con i suoi sceriffi, cacciatori di taglie etc.), ma anche basata su consuetudini meno rigorose e oppressive della libertà individuale.

Locandina che mostrava i colpevoli scortati in prigione. Immagine di pubblico dominio condivisa via Wikipedia


Avendo quindi delle leggi costituite da accordi e norme non scritte riguardanti il comportamento da tenere in presenza di particolari necessità, sconosciute agli abitanti dell’Est, trovare una persona che rispettasse pienamente le disposizioni di legge era raro.

Non era raro invece che tanti di quelli che si erano spinti nel lontano Ovest in cerca di fortuna si ritrovassero a fare i banditi, magari sognando una ricchezza facile e immediata.

Il bandito Bob Dalton.

 

I banditi – per certi versi figure leggendarie rese affascinanti da un certo tipo di narrazione cinematografica – molto spesso venivano catturati, non sempre dalla lunga mano della legge ma più frequentemente dai cacciatori di taglie, e altre volte se la cavavano anche grazie al sostegno della “gente comune”, che talvolta li scambiava per eroi.

Molto meno conosciute dei vari Billy the Kid o Butch Cassidy, sono le donne che in quegli anni avventurosi intraprendevano la pericolosa carriera di fuorilegge, spesso con grandi risultati.

Belle Starr, nota anche come Bandit Queen.

 

Tra le fuorilegge più famose e controverse spicca la figura di Nell Pickerell, meglio conosciuta come Harry Allen. Una donna dalle mille abilità, amata e criticata dai rotocalchi dell’epoca, che divenne una vera e propria star del “gossip novecentesco”.

Nell fu un’anticonformista, non sottostava alle regole maschiliste del vecchio West (come Calamity Jane, che però non divenne mai una fuorilegge). Le donne rispettabili avevano all’epoca esclusivamente due ruoli: mogli e madri, spesso senza alcun tipo di relazioni sociali. Quelle che dovevano guadagnarsi da vivere erano sottopagate e sottostimate in ogni ambito.

La Pickerell assunse un comportamento tutto suo, cominciò a vestirsi da uomo già negli anni adolescenziali, e si fece conoscere per essere dedita all’alcool, alle bische e al gioco d’azzardo. Nacque nel 1882 a Washington, da una famiglia disagiata con un padre violento e alcolizzato e una madre debole; cominciò subito a cercare lavoro e per trovare un’occupazione più velocemente e meglio remunerata sfruttò la sua nuova identità maschile:

Harry Allen

Si diceva che Harry si fosse cimentato in tutti i tipi di lavori maschili: barista, barbiere, bracciante e mozzo. Cantava bene con una profonda voce baritonale, suonava il pianoforte, il violino, la chitarra e il trombone.

Alcune donne vestite in abiti da uomo con Harry Allen.

In alcune raffigurazioni del tempo la si può notare vestita da uomo, da pistolera o da cavallerizza; in un giornale di Philadelphia viene definita come

Una donna nella natura – Un uomo nella scelta

Durante la sua vita si spostò in numerose città del “Far West”, lei come altre persone trans, che “Vedevano l’Occidente come un luogo in cui potevano vivere, trovare lavoro e portare avanti una vita che non avrebbero potuto avere nell’Est più congestionato”, come spiega lo storico della Washington State University, Peter Boag, che durante le sue ricerche (per un libro sulla storia dei gay a Portland) ha trovato molte notizie su centinaia di persone trans vissute nel vecchio West, nonostante la mancanza di una documentazione storica. Ciò non significa che il lontano Ovest fosse più tollerante nei confronti di gay e trans, era semplicemente meno densamente popolato (il che significava non avere gli occhi di tutti puntati addosso) e per di più da persone poco ligie alle regole.

In un’intervista del 1908 al Seattle Sunday Times, Harry Allen confessò il disagio che provava ad essere donna:

Non mi piaceva essere una ragazza; non mi sentivo come una ragazza, e non sono mai assomigliata a una ragazza. Soffrivo al pensiero che sarei stata un’emarginata del genere femminile, concepii così l’idea di divenire un uomo

L’identità libera e autodefinita di Harry affascinava i giornali locali, che ne fecero l’emblema dello spirito del tempo nella frontiera americana. Harry era noto anche per la sua costante presenza nelle risse o in una qualche impresa da fuorilegge: spesso finiva in prigione e le forze dell’ordine mettevano sempre lui in cima alla lista dei sospettati ad ogni retata. Nell’agosto del 1902, ubriaco, picchiò un poliziotto, che lo portò in prigione.

Harry Allen. Fotografia di pubblico dominio condivisa via Wikipedia

Quando Edward ‘Black Jack’ Morse, un criminale proveniente dall’Alaska, venne ucciso durante un tentato furto a Seattle, nel 1900, e nella sua tasca venne trovata una fotografia di se stesso e Allen scattata a Tunnel City, Harry venne subito incarcerato e trascorse un breve periodo in prigione.

Nel giugno 1912 Harry e un’amica prostituta, Isabelle Maxwell, si recarono a Portland, Oregon, e presero una stanza. Allen fu accusato ai sensi del Mann Act del 1910 per aver attraversato i confini dello stato per scopi immorali (schiavitù bianca, che oggi definiremmo sfruttamento della prostituzione).

L’arrivo di un poliziotto che conosceva Allen e la sua storia personale ormai famosa, portò alla caduta di quell’accusa, ma Harry fu comunque condannato a 90 giorni di prigione per vagabondaggio.

Nel 1919 Harry ebbe una lite con il padre di settantanove anni, che lo pugnalò alla schiena: l’ospedale della città riuscì a salvarlo, ma restò fortemente debilitato. Nel 1920 fu arrestato per aver usato oppio e morì due anni dopo, all’età di 40 anni, di meningite sifilitica.

Harry divenne famoso non solo per la sua scelta di vita e per le attività da fuori legge, ma anche come rubacuori irresistibile.

Fece innamorare di sé numerose donne che lo definivano il più bell’uomo dello Stato

Alcune delle sue più convinte spasimanti, quando scoprirono che in realtà Harry non era un uomo, tentarono addirittura il suicidio: a Tunnel City una cameriera di nome Dolly Quappe si uccise il giorno di Natale del 1901, bevendo acido carbolico; a Seattle invece, nel 1903, Pearl Waldren si sparò nel parco di Denny Oark, dichiarando il suo amore non corrisposto per Harry.

Nei giornali locali questi avvenimenti avevano largo spazio, considerate com’erano storie molto emozionanti. Nella narrativa novecentesca infatti erano comuni le vicende di uomini che portavano alla follia le donne per amore, ma non certo quella di una donna che si fingeva uomo e che portava le donne alla rovina.

Locandina che mostra Harry Allen come uomo più amato del periodo.

Harry Allen, che diventa famoso in quegli anni proprio perché non nasconde la sua scelta di vivere come un uomo, era comunque in buona compagnia, anche se a differenza sua, molti trans mantenevano segreto il loro genere di nascita.

Nel Montana è famoso il caso del boscaiolo Sammy Williams, che morì ottantenne nel 1908: fu il becchino che scoprì il sesso femminile del defunto solo al momento della sepoltura, sconcertando la comunità che lo aveva conosciuto sempre e solo come un uomo.

In altri casi, la scelta di passare per uomo era dettata dalle condizioni sociali: in un territorio dominato dai maschi, violento, fisicamente esigente, dove le donne erano considerate meno di nulla, è comprensibile che alcune donne, rimaste sole, abbiano deciso di travestirsi da uomini, ma non per una scelta di tipo sessuale quanto per un bisogno di sicurezza personale e per accedere a un’occupazione che garantisse la sussistenza.

La Costa Occidentale attualmente rende omaggio ai suoi antenati transgender e a Harry Allen nel Museum of Trans History & Art – MOTHA, che si dedica a portare la storia e l’arte dei transgender al centro della vita pubblica.

Il museo si impegna a sviluppare un solido programma espositivo e di programmazione che mira ad arricchire il mito transgender sia attraverso l’esposizione di opere di artisti viventi sia onorando la storia dei loro predecessori nel corso della storia.

Martina Manduca
Martina Manduca

Vivo a Venezia e ho studiato Archeologia medievale tra l’Università di Padova e l’Università di Cordoba in Spagna. Sono appassionata di arte, letteratura e cucina e mi piace scoprire un aspetto nuovo di ognuna di esse viaggiando per il mondo.