La “conquista del West” ebbe inizio quando venne scoperto il primo filone d’oro in California, nel 1849, al quale seguì una vera e propria invasione di un territorio fino a poco tempo prima considerato di scarsa importanza.

Carta geofisica Nord America. Immagine di pubblico dominio condivisa via Wikipedia

Nell’immaginario statunitense il West rappresentava un vero e proprio ideale: una terra di frontiera, tutta da esplorare e costruire, dove la legge e l’ordine sociale ancora non erano arrivati e dove si poteva essere liberi. Rappresentava il prototipo di una conquista sudata metro dopo metro, a dispetto di condizioni ambientali e naturali non sempre propizie, e quindi frutto della forza di volontà e delle armi, un luogo dove coloro che non avevano avuto fortuna nel Paese di origine trovavano l’opportunità di creare una vita nuova.

Fotografia di Luca Nebuloni condivisa con licenza Creative Commons 3.0 via Wikipedia

Questa grande conquista formò la coscienza e il mito del nuovo cittadino americano:

Libero, laborioso, efficiente, capace di iniziativa individuale

Gli storici sostengono si possa indicare nel 1890 la data in cui il Far West fu definitivamente conquistato. Una conquista avvenuta con ondate di continue migrazioni, iniziate alla fine del Settecento e terminate alla fine dell’Ottocento; in alcuni momenti queste ondate furono particolarmente intense, come nel 1849 quando si scatenò la corsa all’oro verso le miniere californiane.

Erano gli stessi pionieri, che edificarono da zero le nuove città, a darsi le prime regole del vivere comune. Si sviluppò così, in sostituzione del codice legale dell’Est, le cui norme erano restrittive, un sistema di consuetudini dal contenuto fondamentalmente libertario – basate sulla reciprocità, sulla lealtà, sull’onestà, il buonsenso – note come “Legge del West”.

Locandina che mostrava i colpevoli scortati in prigione. Immagine di pubblico dominio condivisa via Wikipedia


Avendo quindi delle leggi costituite da accordi e norme non scritte riguardanti il comportamento da tenere in presenza di particolari necessità, sconosciute agli abitanti dell’Est, trovare una persona che rispettasse pienamente le disposizioni di legge era raro.

Il susseguirsi delle successive crisi finanziarie che gettarono sul lastrico moltitudini di risparmiatori, il costante assalto degli speculatori, la difficoltà a fronteggiare una natura implacabile, la delusione ricevuta dalla “terra promessa” in nome della quale molti avevano abbandonato l’Europa o gli stati orientali degli U.S.A. furono tutti elementi importanti che spinsero molti ai margini della legge, alla ricerca disperata della semplice sopravvivenza o, talvolta, del sogno della ricchezza facile divenendo dei banditi.

Il bandito Bob Dalton.

Si iniziava la carriera del banditismo da piccoli, spesso all’interno di contesti degradati in cui tutta la famiglia e lo stesso contesto sociale imponevano e praticavano quella scelta.
In alcuni casi si entrava in una banda di banditi già attiva, in altri casi si creavano i presupposti per avviarne una nuova. Lo stesso vivere all’interno di una banda era un’appartenenza identitaria molto importante per gli aderenti; dava sicurezza e consentiva la sopravvivenza.

I banditi erano spesso difficili da catturare, si nascondevano in territori immensi e scarsamente difesi dalla legge o dall’esercito, e qualche volta potevano pure contare sulla solidarietà delle popolazioni che in essi vedevano autentici eroi.

Non mancavano le figure femminili e non sempre erano figure di semplice supporto all’interno delle bande. C’erano donne che praticavano il banditismo con grande professionalità e capacità, talvolta oscurando le tristi imprese dei colleghi uomini.

Belle Starr, nota anche come Bandit Queen.

Tra le fuorilegge più famose e controverse spicca la figura di Nell Pickerell, meglio conosciuta come Harry Allen. Una donna poliedrica, amata e criticata dai rotocalchi dell’epoca, che divenne una vera e propria star del “gossip novecentesco”.

Nell fu un’anticonformista, non sottostava alle regole maschiliste del vecchio West. La donna all’epoca aveva esclusivamente il ruolo di educatrice e di madre e nessun tipo di relazioni sociali, sottopagata e sottostimata in ogni ambito.

La Pickerell assunse un comportamento tutto suo, cominciò a vestirsi da uomo già negli anni adolescenziali, dedita all’alcool, alle bische e al gioco d’azzardo. Nacque nel 1882 a Washington da una famiglia disagiata con un padre violento e alcolizzato e una madre debole; cominciò subito a cercare lavoro e per trovare un’occupazione più velocemente e meglio remunerata sfruttò la sua nuova identità maschile:

Harry Allen

Si diceva che Harry avesse lavorato in tutti i tipi di lavori maschili: barista, barbiere, bracciante e mozzo. Cantava bene con voce profonda da baritono, suonava il pianoforte, il violino, la chitarra e il trombone.

Alcune donne travestite in abito da uomo con Harry Allen.

In alcune raffigurazioni del tempo la si può notare vestita da uomo, da pistolera o da cavallerizza; in un giornale di Philadelphia viene definita come

Una donna nella natura – Un uomo nella scelta

Durante la sua vita si spostò in numerose città del “Far West” poiché era un luogo dove poteva vivere, trovare lavoro e portare avanti una vita con l’identità desiderata, che non avrebbe potuto condurre nell’est più congestionato, impostato e mentalmente più rigido.

In un’intervista del 1908 al Seattle Sunday Times, Harry esplicò il disagio che aveva con il suo sesso:

Non mi piaceva essere una ragazza; non mi sentivo come una ragazza, e non sono mai assomigliata a una ragazza. Soffrivo al pensiero che sarei stata un’emarginata del genere femminile, concepii così l’idea di divenire un uomo

L’identità libera e autodefinita di Harry affascinava i giornali locali, che ne fecero un’emblema dello spirito del tempo della vita nella frontiera americana. Harry era noto anche per essere sempre presente alle risse o alle attività da fuorilegge, spesso finiva in prigione e le forze dell’ordine mettevano sempre lui in cima alla lista dei sospettati ad ogni retata. Nell’agosto del 1902, ubriaco, picchiò un poliziotto, che lo portò in prigione.

Harry Allen. Fotografia di pubblico dominio condivisa via Wikipedia

Quando Edward ‘Black Jack’ Morse, un criminale proveniente dall’Alaska, venne ucciso durante un tentato furto a Seattle nel 1900 e nella sua tasca venne trovata una fotografia di se stesso e Harry scattata a Tunnel City, Harry venne subito incarcerato e trascorse un breve periodo in prigione prima di essere rilasciato grazie alla sua fama.

Nel giugno 1912 Harry e un’amica prostituta, Isabelle Maxwell, si recarono a Portland Oregon e presero una stanza. Allen fu accusato ai sensi della Mann Act del 1910 per trasporto attraverso le linee statali a scopi immorali.

L’arrivo di un poliziotto che conosceva Allen e la sua storia personale ormai famosa portò nuovamente alla caduta delle accuse della Mann Act, patteggiando un arresto di 90 giorni nella prigione della città con accusa di vagabondaggio.

Nel 1919 Harry ebbe una lite con il padre di settantanove anni, che lo pugnalò ai polmoni e alla schiena: l’ospedale della città riuscì a salvarlo, ma restò fortemente debilitato. Nel 1920 fu arrestato in una retata per oppio e morì due anni dopo, all’età di 40 anni, di meningite sifilitica.

Harry divenne famoso non solo per la sua scelta di vita e per le attività da fuori legge, ma anche come rubacuori irreprensibile.

Fece innamorare di sé numerose donne che lo definivano il più bell’uomo dello Stato

Alcune delle sue più affiatate spasimanti, quando scoprirono che in realtà Harry non era un uomo, tentarono addirittura il suicidio; a Tunnel City una cameriera di nome Dolly Quappe, si suicidò il giorno di Natale bevendo acido carbolico nel 1901, a Seattle invece nel 1903 Pearl Waldren si sparò nel parco di Denny Oark, dichiarando il suo amore non corrisposto per Harry.

Nei giornali locali questi avvenimenti costituirono storie molto emozionanti, nella narrativa novecentesca infatti vi erano gli uomini che portavano alla follia le donne per amore, in questo caso è una donna che finge di essere un uomo che porta le donne alla rovina.

Locandina che mostra Harry Allen come uomo più amato del periodo.

In recenti studi è emerso come nel XIX secolo vi erano più casi di quanto si pensasse di transgender, in parte per scelta identitaria come per Harry Allen.

Nel Montana è famoso il caso del boscaiolo Sammy Williams, che ottantenne morì nel 1908: fu il becchino che scoprì il sesso femminile del defunto solo al momento della sepoltura, sconcertando la comunità che lo aveva conosciuto sempre e solo come un uomo.

In altri casi era una scelta dettata dalla necessità sociale, il “Far West” era una terra dominata dagli uomini:

Violenta, fisicamente esigente e immersa nell’oppressione delle donne

Sembrava logico che alcune donne rimaste sole dovessero travestirsi da uomini per la loro sicurezza personale e per accedere a un’occupazione per la loro sussistenza.

La Costa Occidentale attualmente rende omaggio ai suoi antenati transgender e a Harry Allen nel Museum of Trans History & Art – MOTHA che si dedica a portare la storia e l’arte dei transgender al centro della vita pubblica.

Il museo si impegna a sviluppare un solido programma espositivo e di programmazione che mira ad arricchire il mito transgender sia attraverso l’esposizione di opere di artisti viventi sia onorando la storia degli eroi e dei predecessori nel corso della storia.

Martina Manduca
Martina Manduca

Vivo a Venezia e ho studiato Archeologia medievale tra l’Università di Padova e l’Università di Cordoba in Spagna. Sono appassionata di arte, letteratura e cucina e mi piace scoprire un aspetto nuovo di ognuna di esse viaggiando per il mondo.