La storia di Yasuke: il Primo Samurai Straniero del Giappone Feudale fu un Uomo di Colore

Yasuke fu un uomo di colore africano vissuto alla fine del ‘500, che servì come Samurai presso il signore della guerra Oda Nobunaga fra il 1581 e il 1582. Secondo la Histoire Ecclesiastique Des Isles Et Royaumes Du Japon, scritto da François Solier della Compagnia di Gesù nel 1627, Yasuke era un musulmano del Mozambico. Il racconto di Solier potrebbe esser stato fuorviato perché scritto oltre 50 anni dopo i fatti. Non ci sono quindi prove se Yasuke venisse dal Portogallo, dall’Angola o dall’Etiopia, oppure addirittura se fosse un mercenario africano al servizio di un sovrano indiano.

Il nome

Un programma televisivo del 2013 (Discovery of the World’s Mysteries ) suggerì che il nome dell’uomo fosse “Yasufe” e che fosse di etnia Makua, ma le prove a sostegno della tesi sono decisamente circostanziali. L’etnia Makua non ebbe alcun conflitto rilevante con i portoghesi sino al 1585, quindi è improbabile che l’uomo fosse già entrato nell’orbita della schiavitù europea qualche anno prima. Yasuke avrebbe più probabilmente fatto parte dell’etnia africana Yao, con il suo nome che potrebbe essere la risultante di “Yao e Suke”, il suffisso giapponese usato per i nomi maschili.

La storia

Yasuke arrivò in Giappone nel 1579 al seguito di Alessandro Valignano, un gesuita italiano che era stato nominato ispettore per conto dei “Gesuiti delle Indie”. Quando l’uomo di colore arrivò in Giappone, lo scalpore per il colore della sua pelle fu tale che, quando si trovò nella zona di Kyoto, la capitale, venne portato al cospetto di Oda Nobunaga, il Signore della Guerra che aveva conquistato quasi tutto il grande paese asiatico. Nobunaga udì il rumore delle persone che affollavano il tempio per vedere Yasuke, e incontrò l’uomo nella sua residenza. Sospettando che la pelle nera fosse una finzione, lo fece spogliare e gli fece grattare la pelle. Soddisfatto del fatto che si trattasse di vera pelle nera, Nobunaga lo prese in simpatia, e gli fu concesso il permesso di entrare al servizio del potente guerriero. Questa serie di eventi sono narrati da una lettera del 1581 del Gesuita Luis Frois a Lorenço Mexia, e dalla relazione annuale della missione dei gesuiti in Giappone redatta dallo stesso Frois.

Sotto: un gruppo di gesuiti portoghesi in visita in Giappone:

Yasuke-222Le “Cronache del Signore di Nobunaga” (信長公記 Nobunaga Kōki) corroborano quanto scritto da Frois, e descrivono il loro incontro: “Il 23 del 2° mese [23 marzo 1581], una pagina nera (黒 坊 主” kuro-Bozu “) arrivò dai paesi cristiani. L’uomo era in buona salute, di bell’aspetto e con un buon comportamento“. Inoltre, Nobunaga elogiò la forza di Yasuke, apostrofandola come quella di “dieci uomini normali”. Il nipote di Nobunaga, probabilmente Tsuda Nobusumi, gli diede una somma di danaro durante questo primo incontro.

Nel mese di maggio, Yasuke sarebbe andato con Nobunaga al castello di Azuchi, e nell’aria c’era una carica nobiliare a favore dell’uomo. Il diarista Matsudaira Ietada lo descrisse come “alto 6 shaku e 2 soli (188 centimetri). Era nero, e la sua pelle era come il carbone“. La sua statura doveva sembrare decisamente imponente ai giapponesi dell’epoca, anche per un uomo alto come Nobunaga. Matsudaira dichiarò che gli venne assegnato il nome di Yasuke.

E’ probabile che Yasuke riuscisse a parlare un fluente giapponese, forse a causa degli sforzi di Valignano di garantire ai suoi missionari una cultura sufficiente a interfacciarsi con i locali. Nobunaga sicuramente aveva lunghe conversazioni con l’uomo, ed è assolutamente improbabile che lo statista parlasse altre lingue che non fossero giapponese o cinese antico, che doveva essere comunque sconosciuto a Yasuke. L’africano divenne una sorta di bandiera dell’esercito di Nobunaga, l’unico straniero al seguito del comandante. All’uomo venne assegnata una Katana cerimoniale e divenne certamente il portatore delle armi dello stesso Nobunaga, un onore immenso segno di un elevatissimo rango sociale.

Sotto: ritratto di Oda Nobunaga del gesuita italiano Giovanni Niccolò del 1583:

Oda-NobunagaNel mese di giugno 1582, Nobunaga fu attaccato e costretto al seppuku (il suicidio rituale giapponese) nel tempio di Honno-ji, a Kyoto, da parte dell’esercito di Akechi Mitsuhide. Yasuke si trovava insieme al condottiero giapponese e combatté le forze di Mitsuhide. Subito dopo la morte di Nobunaga, Yasuke si recò dall’erede Nobunaga, Oda Nobutada, che stava cercando di radunare le forze del clan Oda al Castello Nijo. Yasuke combatté a fianco delle forze di Nobutada per lungo tempo, ma alla fine si arrese agli uomini di Akechi, mentre Nobutada fu costretto a sua volta al Seppuku.

Gli uomini di Akechi chiesero al proprio capo cosa dovessero fare, ma incredibilmente Mitsuhide rispose che l’uomo nero era una bestia e che non sapeva nulla, che non era giapponese, e che doveva portarlo al nanban-dera or nanban-ji (南蛮寺, in modo letterale: il tempio dei barbari del Sud, come i giapponesi si riferivano ai Gesuiti). Il motivo per cui Akechi diede questi ordini era il voler dare una ragione chiara ai suoi uomini per non ucciderlo. I neri non erano discriminati in Giappone, anzi erano assai ammirati perché ricordavano molte sculture e pitture del Buddha, e Akechi voleva semplicemente non offendere i Gesuiti, che potevano rivelarsi amici preziosi durante quelle concitate fasi di instabilità politica.

Dopo che fu liberato, di Yasuke non ci fu più notizia. Frois parla, nel suo “Storia del Giappone“, di un fuciliere africano al servizio di Arima Harunobu nel 1584, poco dopo la sconfitta di Nobunaga. E’ comunque improbabile si trattasse sempre di Yasuke, in particolar modo perché Frois conosceva benissimo la storia dell’uomo.

Nella cultura popolare

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Sopra: una rappresentazione teatrale di epoca moderna

Yasuke fu descritto nel romanzo storico per bambini Kuro-suke (く ろ 助) da Yoshio Kurusu (1916-2001) con le illustrazioni di Genjirou Minoda, pubblicato nel 1968. Il libro è uno dei classici della letteratura moderna giapponese, pluripremiato e citato più volte in molte altre opere. Yasuke appare anche in diversi racconti della vita di Nobunaga, e divenne col tempo protagonista di storie e racconti tramandati oralmente.

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...