Lo scheletro di quest’uomo sconosciuto è stato scoperto nel Northamptonshire, in Inghilterra, e porta con sé una serie di nuove conoscenze riguardo le sepolture rituali di epoca romana. Le ossa appartengono a un uomo del III o IV Secolo, morto a circa trent’anni, sepolto con una pietra piatta in bocca e il viso rivolto verso terra. La sepoltura ebbe luogo a Stanwick, vicino al fiume Nene, e fu scoperta durante il 1991, ma è soltanto durante il 2017 che gli archeologi hanno iniziato a studiare il sito, che contiene altre 34 tombe.

Simon Mays, biologo specializzato nello studio degli scheletri umani, afferma al Guardian che si tratta di una scoperta sensazionale perché unica: “Non era mai stata registrata una sepoltura di questo tipo, e si tratta quindi dell’individuazione di una nuova pratica. Il fatto che fosse sepolto a faccia in giù è coerente con qualcuno il cui comportamento veniva considerato come una minaccia all’interno della comunità“.

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Le teorie al vaglio degli esperti sono molte. L’uomo potrebbe aver avuto problemi di salute mentale, e così gli venne recisa la lingua, una forma di punizione per i suoi disturbi. Mays contestualizza con riferimenti ad altre nazioni: “Esistono codici di diritto germanico che parlano di tagliare la lingua della gente perché colpevoli di diffondere accuse dannose nei confronti di altre persone. Stiamo cercando riferimenti simili con le leggi Romane, anche se per ora non abbiamo trovato riferimenti“.

Sul fatto che gli Archeologi abbiano ipotizzato che la lingua fosse amputata, Mays spiega: “Abbiamo avuto quest’idea perché sono state trovate altre sepolture in Gran Bretagna dove le parti del corpo mancanti venivano sostituite da oggetti inanimati. La maggior parte delle volte furono decapitazioni, dove una pietra o un vaso veniva posizionato al posto della testa. Abbiamo pensato che, anche in questo caso, una pietra piatta fosse posizionata al posto della lingua“.

A conferma di questa teoria si trovano delle tracce nelle ossa: “Se si amputa una lingua, la bocca si infetta in modo terribile, e le tracce riscontrate nelle ossa confermano un’infezione della zona. L’idea di sostituire una parte del corpo mozzata con un oggetto è interessante. Poteva essere un tentativo di completare un organismo incompleto. Oppure poteva trattarsi di un tentativo di sostituire una parte del corpo con qualcosa di inanimato proprio per evitare che il corpo fosse completo“.

Gli individui sepolti a faccia in giù sono stati trovati sporadicamente nei cimiteri del tardo periodo romano sino all’inizio del periodo sassone. Alcuni archeologi sostengono che furono sepolti in questo modo perché ritenuti una minaccia per la comunità. Mays afferma: “Era un modo per evitare il rischio che il cadavere potesse svegliarsi dalla tomba e salire a minacciare il mondo dei vivi“.

Fonte: The Guardian.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...