Nell’antica mitologia greca Medusa è la più famosa di tre sorelle mostruose, passate alla storia col nome di “Gorgoni”. Il primo scritto conosciuto sulle loro gesta si trova nella Teogonia di Esiodo (VIII secolo a.C. – VII secolo a.C.). Secondo l’autore, le tre sorelle, Steno, Euriale e Medusa, erano le figlie di Forco e Ceto, e vivevano “al di là del famoso Oceano ai margini del mondo”. Delle tre, solo Medusa veniva considerata mortale, mentre Steno ed Euriale erano immortali.

Pieter Paul Rubens, Medusa, olio su tela, 1617-1618

Medusa prima che fosse maledetta

Sebbene Esiodo dia un resoconto delle origini di Medusa e della sua morte per mano di Perseo, di lei non racconta molto altro. Al contrario, un resoconto più completo di Medusa può essere trovato nelle Metamorfosi di Ovidio (43 a.C.-17/18 d.C.), poeta latino di secoli successivo. Ovidio descrive Medusa come originariamente una bella fanciulla. La sua bellezza attirò le attenzioni di Poseidone, dio del mare, che la desiderò e la prese nel santuario di Atena, divinità delle Arti, della Sapienza e della Guerra. La dea allora trovò vendetta trasformando i capelli di Medusa in serpenti, in modo che chiunque la guardasse direttamente si trasformasse in pietra.

“Perché la ruvida sabbia non sciupi la testa anguicrinita (anguiferumque caput dura ne laedat harena), egli rende soffice il terreno con uno strato di foglie, vi stende sopra dei ramoscelli nati sott’acqua e vi depone la testa di Medusa a faccia in giù”

Ovidio, le Metamorfosi

Michelangelo Merisi da Caravaggio, Scudo con testa di Medusa, olio su tela, tra il 1595 e il 1598, Galleria degli Uffizi.

La storia di Medusa e Perseo

Nel mito di Perseo, l’eroe viene inviato da Polidette, re di Serifo, a tagliare la testa di Medusa. Polidette in realtà cercava semplicemente la morte di Perseo in modo da poter ottenere l’amore di Danae, sua madre. Tale missione avrebbe dovuto far morire l’eroe, ma questi era figlio di Zeus e venne aiutato dagli dei. Perseo ricevette l’elmo dell’invisibilità da Ade, un paio di sandali alati di Ermes, uno scudo di bronzo riflettente da Atena e una spada da Efesto.

Con questi doni divini, Perseo cercò Medusa e la decapitò mentre dormiva

Immediatamente dopo che la Gorgone venne decapitata, il cavallo alato Pegaso balzò fuori dal suo collo. Nella Teogonia, Esiodo menziona anche Crisaore, un gigante nato con una spada d’oro in mano, che fuoriuscì dal collo reciso di Medusa, rimasta incinta dall’incontro avuto con Poseidone. Dopo l’uccisione della Gorgone e la fuga dalle sorelle di questa, grazie all’elmo dell’invisibilità di Ade, Perseo tornò a Serifo dopo aver passato altre avventure e peripezie.

Pegaso e Crisaore nascono dal corpo di Medusa in un’illustrazione di Edward Burne-Jones

Nonostante il protagonista sia Perseo, la testa della Medusa diviene quasi un “aiutante magico” dell’eroe, che la usa in diverse occasioni. Passando dall’africa pietrifica il titano Atlante (che darà il nome alla catena montuosa), un mostro marino che stava per uccidere la vittima sacrificale Andromeda (che sarà poi sua moglie), e poi Fineo, lo zio della ragazza suo precedente promesso sposo. La scia di uccisioni grazie alla testa della Gorgone non si ferma all’Africa ma giunge in Grecia, dove Perseo pietrifica prima il prozio Preto, fratello del nonno Acrisio, poi Polidette, che voleva sposare la madre Danae a tutti i costi.

Perseo con la testa di Medusa, di Benvenuto Cellini (1545-54). Fotografia di Morio condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

La testa della Gorgone viene usata da Perseo per uccidere anche tutti i cortigiani del pretendente della madre e persino per il nonno Acrisio, reo di non volerlo far passare attraverso il proprio territorio. Infine, la gorgone finisce sull’egida di Atena, la quale dona alcuni dei serpenti magici a Ercole.

Anonimo fiammingo, olio su tavola, 16° secolo, Galleria degli Uffizi:

I poteri protettivi della testa di Medusa

Sebbene Medusa sia comunemente considerata un mostro, la sua testa viene inquadrata miticamente come un amuleto protettivo, in grado di tenere lontano il male e rendere giustizia all’eroe. L’immagine della testa della Gorgone si può trovare in numerosi reperti greci e romani come scudi, corazze e mosaici. Uno di questi esempi è un pendente di testa medusa protettivo romano del II-IV secolo d.C. scoperto nella campagna del Cambridgeshire.

Sotto, la raffigurazione di Medusa rinvenuto recentemente in Gran Bretagna:

In tempi molto più recenti, l’immagine più conosciuta della testa di Medusa appartiene forse al logo dell’azienda di moda italiana Versace.

Sotto, Ornamento romano in bronzo della testa di Medusa presso il Museo Romano-Germanico di Colonia. Fotografia di Carole Raddato condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Wikipedia:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...