Inghilterra e Scozia furono due stati storicamente in guerra durante buona parte del Medioevo. Nonostante la sconfitta subita nel 1314, gli inglesi riprovarono a sottomettere i fastidiosi scozzesi nel 1338.

Il 13 gennaio di quell’anno gli inglesi di Edoardo II si accamparono fuori dalle possenti mura del castello di Dunbar, apparentemente facile da espugnare, perché il suo padrone, il Conte di Dunbar e March, era a combattere, sempre contro gli inglesi, nella Scozia del nord.

Il castello era custodito, cosa non insolita nel medioevo, dalla moglie del conte, Lady Agnes Randolph, soprannominata Black Agnes, per i suoi capelli corvini e la carnagione olivastra.
Lady Dunbar aveva solo una manciata di uomini per difendere il castello, ma non si lasciò intimidire da William Montagu, conte di Salisbury e comandante degli inglesi, che iniziò l’assedio lanciando grandi pietre con le catapulte.

Durante le pause dell’attacco, Agnes mandò le sue ancelle, nei loro abiti migliori, a scrollare dei panni dai bastioni, come se stessero tranquillamente occupandosi delle pulizie, un raffinato insulto ai soldati inglesi.

Salisbury fu costretto ad usare la sua arma segreta, un enorme ariete (o scrofa), dotato di una copertura in legno a protezione dei soldati che lo usavano. La contessa consigliò al comandante inglese di “prendersi cura della sua scrofa”, perché lei aveva intenzione di far volare “i suoi maiali” (i suoi uomini) attorno alle mura del castello. Infatti fece gettare un enorme masso dai bastioni, che centrò in pieno l’ariete, facendo schizzare via i soldati inglesi.

Sempre più frustrato, Salisbury tentò la via dell’inganno, corrompendo la guardia che custodiva il principale ingresso al castello. Il furbo scozzese però, dopo aver preso i soldi dall’inglese, riferì la faccenda ad Agnes, che si fece trovare pronta quando i nemici tentarono di entrare al castello.

Fallito anche l’inganno, Salisbury provò con il ricatto: portò al castello il fratello di Agnes, Sir John Randolph, che era prigioniero degli inglesi. Il nobile scozzese fu costretto a chiedere alla sorella di arrendersi, altrimenti sarebbe stato ucciso. Giocando d’azzardo, questa straordinaria “lady di ferro” rispose: ”Se viene ucciso, lui non ha eredi, e quindi la sua terra diventerà la mia.” Non esattamente quello che ci si aspetterebbe da una sorella amorevole… Comunque Randolph fu riportato in prigione, e Salisbury continuò l’assedio, sempre più impotente.

Intanto l’inverno era passato, e la primavera vedeva ancora gli inglesi accampati sotto al castello, in attesa che finissero le scorte alimentari: prendere la contessa per fame sembrava l’unica soluzione.

Salisbury però non sapeva che il castello aveva un ingresso segreto semisommerso, dal lato in cui si affacciava sul mare. Quando l’eroe scozzese Ramsay di Dalhousie seppe della situazione a Dunbar, entrò nottetempo al castello, via mare, insieme a quaranta uomini, portando preziosi rifornimenti. Pare che la mattina seguente Agnes abbia mandato agli inglesi una pagnotta di pane caldo e del buon vino…

Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Il 10 giugno 1338, dopo cinque mesi di assedio, Salisbury si rese conto che non avrebbe mai avuto la meglio su Agnes, e abbandonò l’impresa.

La contessa morì nel 1369, sopravvivendo ai suoi due figli. Per un caso curioso, il fratello John rimase senza eredi, e alla sua scomparsa, nel 1347, tutti i suoi beni andarono ad Agnes.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.