Durante i lunghi periodi trascorsi fra le trincee che dividevano l’Europa durante la prima guerra mondiale non c’era grido più terrificante del richiamo:

Gas! Gas!

L’urlo precedeva la corsa alla maschera da parte degli uomini sotto attacco, che speravano di proteggersi dalla nebbia velenosa che li avrebbe avvolti in pochi secondi. I diversi eserciti impiegati nel conflitto utilizzavano i gas tossici principalmente per tentare di intossicare il nemico, ma spesso riuscivano anche a uccidere diversi uomini.

Le principali sostanze che venivano scagliate contro gli avversari erano cloro, fosgene e iprite, ma anche molti altri. Durante il conflitto furono circa 100.000 i soldati a morire direttamente per gli agenti chimici, ma oltre 1 milione di uomini rimasero gravemente intossicati o ustionati.

Oltre agli uomini impiegati in trincea, anche gli animali che li aiutavano erano vulnerabili agli attacchi. Fra loro i più utilizzati furono i cani, che sin dai tempi antichi venivano addestrati per diventare delle sentinelle, dei messaggeri, degli aggressori oppure, più bonariamente, delle mascotte.

I cani uccisi durante la prima guerra furono circa un milione

Un sergente francese e un cane indossano le maschere antigas nel 1915:

Dopo il primo utilizzo di gas velenosi da parte delle forze tedesche nell’aprile del 1915, furono inventate e prodotte una serie di maschere per filtrare i gas tossici e mantenere in vita i soldati. A causa dell’importante ruolo svolto nella guerra dai cani, i governi delle due fazioni in campo progettarono anche delle maschere antigas per cani.

Un cane dell’esercito francese nel 1918:

I tedeschi usarono circa 30.000 cani sul fronte occidentale mentre l’Intesa circa 20.000. Alcuni animali tiravano mitragliatrici pesanti sui carrelli, altri usavano il loro acuto senso dell’olfatto e dell’udito per fare le sentinelle o gli scout. Le loro ridotte dimensioni li aiutavano a scivolare sopra e in messo alle trincee per consegnare i messaggi, trasportare le forniture mediche o posare i fili per la comunicazione.

Soldati e cani tedeschi durante alcune manovre nella Germania settentrionale durante la prima guerra mondiale. Fotografia scattata fra il 1916 e il 1918:

Oltre al cruciale lavoro di campo, i cani aiutavano anche a migliorare il morale dei soldati, e alcune razze venivano impiegate con l’unico scopo di dare la caccia ai topi fra le trincee.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...