La scena si svolge alla fine degli anni ’50 in una caffetteria dei Paramount Studios, a Hollywood. Protagonisti sono Elvis Presley, all’epoca ventitreenne e da poco star del cinema, e Sofia Loren, approdata negli States due anni prima e già nota per diverse pellicole a fianco di attori del calibro di Cary Grant, Antony Quinn e Frank Sinatra. Elvis è un divo emergente del jet-set internazionale, e la Loren, all’epoca ventiquattrenne, desidera conoscerlo personalmente.

Secondo il racconto di Bob Willoughby, fotografo statunitense che si trovava lì e realizzò gli scatti, la Loren vide Presley pranzare alla caffetteria e decise di avvicinarlo. Giunta accanto al cantante gli si mise sulle gambe, gli diede un bacio e iniziò ad accarezzargli i capelli, scompigliandogli la pettinatura. A Elvis non importava…

Fra i due si instaurò un curioso dialogo:

Scommetto che vorresti che smettessero di gridare“, gli disse Sofia Loren “Mai“, rispose Elvis, “E ti dirò perché; coprono i miei errori. Molte volte quando inizio a prendere una nota so che non ce la farò, quindi faccio solo dei movimenti folli e i ragazzi urlano e nessuno riesce a capire il trucco“.

Elvis proseguì: “Sai, la cosa più difficile del mondo è essere te stesso. Ogni volta che sono me stesso vengo criticato“. Sofia lo confortò: “Elvis, penso che tu sia un ragazzo molto simpatico.” “Grazie mille!” Rispose Elvis. “Sai che è la cosa peggiore che potevi dirmi?“.

Il “Re del Rock and Roll” era uno dei fan più devoti dell’attrice italiana, e confessò a un giornalista di aver visto tutte le sue fotografie. In quei giorni stava girando il film “La via del male – King Creole”, e di lì a poco sarebbe partito per il servizio militare, ma al ritorno il grande produttore di Hollywood Hal Wallis (che aveva già lavorato con diversi attori italiani, su tutti, Anna Magnani), aveva già pronta la sceneggiatura per un film insieme, che però alla fine non venne realizzato.

Le 5 fotografie di quel giorno raccontano la magnifica spontaneità dell’attrice italiana e l’ingenuo imbarazzo del giovane Elvis, un momento della storia di Hollywood fra i più naturali e sinceri di sempre.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...