Yang Kyoungjong fu un soldato coreano che, durante la Seconda Guerra Mondiale, combatté prima nell’Esercito Imperiale Giapponese, poi nell’Armata Rossa Sovietica e infine nella Werhmacht tedesca. Secondo le fonti storiche odierne, Kyoungjong fu l’unico uomo della storia della guerra a combattere per tre diversi eserciti.

Una storia incredibile

Nel 1938 Yang aveva 18 anni e si trovava in Manciuria, dove fu assoldato nell’esercito Kwantung dell’Esercito Imperiale Giapponese, per combattere contro l’Unione Sovietica. La Corea all’epoca era sotto il dominio giapponese. Durante le battaglie di Khalkhin Gol, nel ’39, venne catturato dall’Armata Rossa ed inviato ad un campo di lavoro. A causa delle enormi perdite dell’esercito russo, fu mandato a combattere insieme ad altre migliaia di prigionieri, spedito sul fronte orientale Europeo.

Nel 1943 fu catturato dai soldati della Wehrmacht in Ucraina durante la terza battaglia di Kharkov, e costretto a combattere per la Germania. Yang fu poi inviato nella Francia occupata in un battaglione noto come “Battaglione Orientale”, situato nella penisola di Cotentin, in Normandia, vicino alla spiaggia di Utah. Dopo il D-Day, nel 6 Giugno del ’44, gli americani lo catturarono e finì la sua epopea di guerra.

Inizialmente venne scambiato per un giapponese che combatteva coi tedeschi, come riportò il tenente Robert Brewer, che scrisse di aver catturato quattro soldati asiatici in uniforme tedesca. Yang venne spedito in un campo di prigionia in Gran Bretagna e successivamente trasferito in un altro campo negli Stati Uniti. Dopo esser stato liberato si stabilì in Illinois, dove visse fino alla morte, nel 1992.

Fonte: Wikipedia

La sua vita è stata raccontata nel film “My Way”, del 2011, di cui sotto vediamo la scena dello sbarco in Normandia:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...