Il Ryugyong Hotel fu ideato con lo scopo di portare in auge il regime di Pyongyang, mostrandone al mondo le ambizioni e il progresso raggiunti, ma le cose andarono un po’ diversamente. Il progetto fu ideato nel 1987 dalla mente di Kim II Sung – nonno dell’attuale presidente Kim Jong Un- programmandone l’inaugurazione in occasione del XVI Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti, nel 1989.

La prima pietra venne posata con un pizzico di gelosia: nel 1988, infatti, la Corea del Sud avrebbe ospitato le Olimpiadi, esibendo al mondo intero il suo rapido sviluppo economico. In compenso, la Nord Corea avrebbe costruito il più alto hotel al mondo, le cui dimensioni avrebbero superato di gran lunga quelle di un hotel edificato a Singapore, oltretutto da una
compagnia sudcoreana.

I sogni di gloria della famiglia Kim, però, si scontrarono con la cruda realtà: la crisi
economica conseguente al crollo dell’Unione Sovietica (principale sponsor economico del
regime di Pyongyang), comportò un blocco nella disponibilità di fondi per l’esecuzione dei
lavori.

Dal 1992 al 2008 l’edificio che doveva rappresentare la grandezza nordcoreana stette lì,
senza finestre e senza rifiniture, esposto alle intemperie, con il suo arrogante profilo volto a
sormontare la grigia monotonia di Pyongyang. Detenne il record di hotel più alto al mondo
fino al 2009, quando fu sorpassato da un’altra struttura alberghiera di Dubai. La costruzione costò circa 700 milioni di dollari, pari al 2% del PIL nordcoreano: si tratta di cifre esorbitanti se si pensa che il Paese visse negli anni ’90 una tremenda carestia che comportò la morte di un milione di persone.

Il complesso edificio, a struttura piramidale, si compone di 105 piani suddivisi in 300
camere, un casinò e un ristorante rotante. La sfarzosità e il volume dell’edificio sono in netto
contrasto anche con il flusso turistico che ospita il paese: solamente circa 5000 turisti occidentali visitano la Corea del nord ogni anno.

Col passar del tempo, però, il Ryugyong hotel divenne un peso per il regime: fu imposto il
divieto ai turisti di fotografarlo, negandone di fatto l’esistenza. Gli stessi abitanti di Pyongyang si abituarono a chiamarlo “edificio 105”, nel rispetto della sensibilità della classe dirigente.

La cieca follia del regime non si fermò e i lavori ripresero nel 2008, con l’intento di completare la struttura entro il 2012, in occasione del centesimo anniversario della nascita di Kim Il Sung, l’eterno presidente, morto nel 1994 ma tuttora in carica.

Ma ancora una volta i sogni di grandezza si scontrarono con la realtà: l’inaugurazione venne posticipata all’anno successivo per poi essere ulteriormente rimandata a data da stabilirsi.

Attualmente l’hotel è ancora in attesa di ospitare il suo primo cliente

Inoltre, per via dei ritardi nella sua edificazione é addirittura considerato “il peggior edificio del mondo” e – secondo indiscrezioni – l’hotel non é neanche strutturalmente sicuro. Un aneddoto racconta che il progetto mostrò fin dal principio numerosi problemi ma nessuno ebbe mai il coraggio di dirlo al “caro leader” Kim Il Sung, per paura di ritorsioni.

Dunque, nonostante l’opera di edilizia che avrebbe fatto brillare il regime nordcoreano non fosse riuscita nel suo intento, in compenso, ha raggiunto un importante traguardo , entrando nel Guiness World Records: è, infatti, l’edificio disabitato più alto al mondo.

Terence Biffi
Terence Biffi

Sono cresciuto con i libri di Terzani e Kapuscinski quindi era inevitabile che viaggiassi e ne scrivessi. Non amo i luoghi troppo turistici e mi piace capire un paese osservando la gente e ascoltando le loro storie. Sono profondamente sensibile alle tragedie umane senza voce, scriverne è l'unico modo per urlare alle coscienze.