In una calda notte di agosto del 1930, precisamente il 7, una folla urlante si raduna davanti a un carcere nella cittadina di Marion, nell’Indiana. Migliaia di persone chiedono la scarcerazione di tre adolescenti per ammazzarli, senza attendere alcun verdetto di un eventuale processo, ritenuto da tutti completamente superfluo.

Ovviamente i ragazzi hanno la pelle nera

I tre si chiamano J. Thomas Shipp, Abraham S. Smith e James Cameron. Sono accusati di aver ammazzato un bianco, Claude Deeter, e averne stuprato la ragazza, Mary Ball, la notte prima, il 6 Agosto. La folla li prende dalle celle, naturalmente con l’appoggio della polizia locale, e li picchia selvaggiamente. Poi, è il momento di finirli, impiccandoli. A quel punto James Cameron scampa alla morte perché una donna, rimasta sconosciuta, grida che lui non c’entra con l’assassinio, e viene ricondotto in cella.

Ma per Shipp e Smith non c’è nulla da fare

Gli viene messo un cappio al collo e vengono impiccati. Il povero Smith tenta di liberarsi dalla stretta mortale, ma i presenti lo calano giù e gli spezzano le braccia, per evitare che tenti di liberarsi nuovamente. In poco tempo è tutto finito, i due ragazzi pendono dall’albero, giustiziati da una folla omicida, che ritiene che “giustizia sia stata fatta”.

L’uomo che punta, al centro della foto, è un grande classico dei linciaggi, un monito per quanti si macchieranno (o saranno ritenuti colpevoli) di crimini simili:

A questo link la fotografia con i volti dei due ragazzi.

Un fotografo locale, Lawrence Beitler, scatta una fotografia dei morti appesi all’albero, circondato dalla folla che li ha linciati. Nei successivi dieci giorni venderà decine di migliaia di copie dello scatto, fra simpatizzanti del linciaggio o semplici curiosi.

Mary Ball in seguito testimonierà di non esser stata violentata, e anche l’omicidio dell’uomo bianco non avrà un colpevole accertato. Secondo Cameron, il ragazzo scampato al massacro, Shipp e Smith avevano effettivamente ucciso Claude Deeter, ma non si ha certezza su chi abbia premuto il grilletto, quali fossero le modalità dell’uccisione, le ragioni del gesto e così via.

Tanto i due erano già stati ammazzati

La giustizia non farà mai il proprio corso, nonostante la presenza di Flossie Bailey, funzionario locale della NAACP (Associazione nazionale per la promozione delle persone di colore) a Marion, e l’interessamento del Procuratore generale dello Stato.

Nessuno è mai stato accusato degli omicidi di Shipp e Smith, né del pestaggio a Cameron

James Cameron viene processato nel 1931 come complice dell’omicidio, condannato alla prigione di stato per diversi anni. Dopo essere stato rilasciato sulla parola si trasferirà più volte, lavorando come attivista per i diritti civili e dirigendo un’agenzia per la parità di diritti fra bianchi e neri. Cameron diventerà una figura chiave dei diritti degli afroamericani negli Stati Uniti, e nel 1988 sarà il fondatore dell’America’s Black Holocaust Museum.

Per descrivere quella notte scriverà “A Time of Terror”, dove descrive la voce che proviene dalla folla e lo salva come “Quella di un Angelo”. Cameron è morto l’11 giugno 2006. Aveva di 92 anni, e 76 anni prima aveva rischiato di finire appeso a un albero.

Tutte le immagini sono di pubblico dominio.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...