Taliesin, la casa-studio del grande architetto americano Frank Lloyd Wright, nacque come un dono d’amore: doveva essere un rifugio discreto e lontano dal mondo, dove Wright voleva vivere insieme alla donna che amava, che però non era sua moglie.

Il capolavoro architettonico, costruito vicino alla città natale di Wright, nel Wisconsin, si trasformò invece in una nefasta scena degna di un film dell’orrore, dove si consumò un omicidio plurimo, per mano di un domestico della casa, che uccise sette persone.

Il quarantasettenne Frank Lloyd Wright si inginocchiò accanto ad una bara aperta: il corpo carbonizzato, all’interno di una semplice cassa di pino tappezzata di fiori, era quello di Martha “Mamah” Borthwick in Cheney, la donna che aveva lasciato il marito e i due figli per vivere accanto all’uomo che avrebbe cambiato la storia dell’architettura.

Julian Carlton era arrivato a Taliesin nel giugno del 1914. Diceva di provenire dalle Barbados, e aveva buone credenziali, fornite da un importante ristoratore di Chicago. Non si sapeva molto altro di lui: forse sarebbe stato meglio fare qualche verifica in più… Carlton e la moglie Gertrude furono assunti da Wright per lavorare in cucina e servire i pasti, ma solo due mesi più tardi, in un tragico pomeriggio di mezza estate, l’uomo si trasformò in un brutale assassino.

Facciamo un passo indietro, e spieghiamo le premesse della strana situazione familiare. Circa un decennio prima Wright, che era all’apice della sua carriera ma alla fine del suo matrimonio con Catherine Lee Tobin, la donna con la quale aveva avuto sei figli, conobbe Marha Borthwick. Nel 1903, il marito della donna aveva chiesto a Wright di progettare per lui una casa a Chicago. Nel giro di poco tempo la conoscenza con Martha (che l’architetto definì “la sua ispirazione e anima gemella”), donna libera e colta che traduceva le opere della femminista svedese Ellen Key, si trasformò in un grande amore, certamente non approvato dalla società puritana dell’epoca.

Per sfuggire ai pettegolezzi i due si trasferirono per qualche tempo in Europa, soggiornando anche a Fiesole, ma nel 1910 tornarono negli Stati Uniti. Mamah aveva divorziato da Cheney, ma la moglie di Wright non accettava la separazione, perché era convinta che prima o poi il marito sarebbe tornato da lei. Questo non impedì a Wright di progettare un rifugio per sé e la sua compagna: nacque così Taliesin, un bucolico ritiro dove vivere abbastanza isolati, per non urtare troppo la sensibilità dei clienti conformisti (in quel periodo Wright perse molte commesse).

Tuttavia, molti giornali locali e predicatori indignati tuonavano contro la coppia, indicando la tenuta come un luogo di peccato

In quel maledetto agosto del 1914 Wright era a Chicago per lavoro, mentre Mamah era rimasta a Taliesin, insieme ai suoi due figli, John e Martha, che trascorrevano l’estate con lei.

All’ora di pranzo, Mamah e i due bambini erano seduti in una veranda; Carlton servì loro una zuppa, e immediatamente dopo colpì la donna alla testa, con un’accetta. Subito dopo la stessa sorte toccò al figlio dodicenne, John. Martha, di otto anni, tentò di scappare, ma l’assassino la raggiunse e la colpì per quattro volte. Poi, l’assassino cosparse di benzina i corpi e diede loro fuoco.

L’arma del delitto tenuta in mano da un investigatore:

In una sala da pranzo sul lato opposto della casa, cinque collaboratori di Wright, e il figlio di uno di loro, erano seduti a tavola. Carlton portò loro da mangiare, e uscì rapidamente dalla stanza. Uno dei sopravvissuti, Herbert Fritz, poi raccontò di aver notato “qualcosa che scorreva sotto la porta, dall’esterno. Abbiamo pensato che fosse solo acqua, caduta là fuori. Il liquido scorreva sotto la mia sedia, e ho sentito odore di benzina”. Un attimo dopo tutta la stanza, e i suoi occupanti, erano in fiamme. Carlton aveva chiuso la porta, e gli uomini cercarono di scappare dalle finestre:

l’assassino li aspettava con l’ascia in mano

Il disegnatore Emil Brodelle morì subito; Ernest, il figlio tredicenne di Billy Weston, morì qualche giorno dopo, come Thomas Brunker, e David Lindblom. Sopravvissero solo Herbert Fritz e Billy Weston.

Carlton ingoiò dell’acido e fu poi trovato, vivo, con ancora l’ascia insanguinata in mano.

Sopravvisse per 7 settimane, senza mai spiegare i motivi del suo folle gesto

Secondo alcuni, l’uomo voleva vendicarsi per alcuni insulti razzisti ricevuti da Brodelle, secondo altri si era trattato di una ritorsione per il suo imminente licenziamento, ma la moglie disse che era stato infiammato dai sermoni dei bravi predicatori dei dintorni, che paragonavano Mamah a una novella Jezabel, la più famosa prostituta biblica.

Addirittura ci fu chi parlò di punizione divina, arrivata a colpire la vita peccaminosa della coppia:

La tragica rovina del “regno dell’amore” è la migliore dimostrazione che l’angelo vendicatore vola ancora

Scrisse il giornale Ogden Standard.

Wright ricostruì Taliesin, perché “lo spirito dei mortali che l’hanno amata continui a vivere nello stesso luogo”. Mamah rimase lì, in una tomba senza nome, perché l’uomo che l’aveva tanto amata non poteva sopportare di ricordare quella tragedia. Da ormai quasi sessant’anni riposano insieme nella soffice terra del Wisconsin.

Le immagini sono di pubblico dominio

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.