Scattare foto a colori con precisione di dettagli è stato possibile solo a partire dagli anni ’60 del secolo scorso, ma fino ad allora molti fotografi riuscivano, con diversi sistemi, a modificare le immagini originali, catturando il colore in diversi modi. Una di queste tecniche fu chiamata Photochrome, processo inventato dal litografo svizzero Hans Jacob Schmid, grazie al quale si potevano ottenere stampe a colori dai negativi originali in bianco e nero. Le prime immagini a colori create con Photochrome furono presentate all’Esposizione Universale di Parigi del 1889. Le cartoline illustrate realizzate con questa tecnica divennero molto popolari sia in Europa che negli Stati Uniti, tra il 1895 e il 1914, spesso vendute negli hotel e nei luoghi di villeggiatura.

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In questo periodo l’Impero Germanico, guidato dal Kaiser Guglielmo II, viveva un periodo di boom economico, che lo rendeva un paese pieno di promesse, progressista e cosmopolita, che vide incrementare l’afflusso turistico, prima che l’Europa piombasse nell’inferno della prima guerra mondiale.

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Una splendida collezione di oltre 800 fotografie, raccolte nel libro Germany Around 1900: A Portrait in Colour, consente di gettare uno sguardo sulla Germania a cavallo dei due secoli: castelli fiabeschi, borghi medioevali e boschi incantati. Molte delle immagini sono proprio quelle delle cartoline acquistate dai turisti durante le vacanze, a ricordo del loro viaggio: idilliaci paesaggi tinti di rosa, che non facevano presagire gli orrori di un conflitto imminente.

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Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.