Erano un tempo ricche domus di personalità pompeiane, e tornano oggi a stupire il mondo con la loro splendente e millenaria bellezza. Il Grande Progetto Pompei ha consentito di portare a termine la restaurazione delle domus di Paquius Proculus, fornaio e politico campano, la Domus dell’Efebo, il laboratorio di Stephanus, la Domus di Fabius Amandio, quella di Sacerdos Amandus e infine la casa del Criptoportico.

Le domus restaurate appartennero a potenti e influenti cittadini di Pompei, che le realizzarono e abbellirono negli anni precedenti la terribile eruzione del 79 d.C. e che le restaurarono a loro volta dopo il terremoto che sconvolse la città nel 63 d.C. Le sei case raccontano la vita, le passioni e lo stile dei loro abitanti, in un’epoca di magnificenza e splendore dell’impero romano. La terribile eruzione del 24 Ottobre (o Agosto, non c’è certezza) del 79 distrusse le vite di circa 1200 persone, che oggi riscopriamo grazie alle testimonianze che vennero conservate per secoli sotto 10 metri di cenere del Vesuvio.

Sotto: Casa del Criptoportico

Criptoportico-Pompei-1

Casa di Pasquius Proculus

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Pittura nella casa dell’Efebo

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Casa dell’Efebo

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Casa di Fabius Amandio

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Casa del Sacerdos Amandus

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Il triclinio della casa dell’Efebo

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Fullonica di Stephanus

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Casa del criptoportico

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Pittura nella casa dell’Efebo

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Casa del Sacerdos Amandus

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Casa dell’Efebo

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Fonte: ANSA, Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...