La singolare Storia della fotografia dell’Esecuzione di Leonard Siffleet nel 1943

Leonard Siffleet, sergente della forze armate australiane, dopo un corso di addestramento in comunicazioni radio si offrì volontario per operazioni speciali del Dipartimento Servizi di Ricognizione. Nel 1943 fu inviato in missione in Papua Nuova Guinea, per organizzare una stazione di osservazione delle operazioni nemiche. La squadra a cui apparteneva Siffleet fu mandata in ricognizione attraverso un terreno montuoso, ma dopo due mesi fu catturato insieme ad altri due compagni da una tribù di nativi locali, che li consegnò ai giapponesi.

Leonard Siffleet about to be beheaded with a sword by a Japanese soldier, 1943Tutti e tre gli uomini furono interrogati, torturati e imprigionati per circa due settimane, prima di essere portati  alla spiaggia di Aitape, nel pomeriggio del 24 ottobre 1943. Legati e bendati, circondati da spettatori giapponesi e nativi, furono  costretti ad inginocchiarsi, e giustiziati per decapitazione, su ordine del vice-ammiraglio Michiaki Kamada della Marina Imperiale Giapponese. L’ufficiale che eseguì la condanna a morte di Siffleet, Yasuno Chikao, chiese ad un civile di fotografarlo durante l’esecuzione. Alla fine della guerra, Chikao fu catturato, processato per crimini di guerra e condannato all’impiccagione; la sua pena fu commutata in dieci anni di prigione, e al termine della condanna, tornò in Giappone.

L’esecuzione di prigionieri per decapitazione non era una pratica rara per i giapponesi. Secondo il codice Bushido, a cui si conformava l’esercito giapponese in quel periodo, l’atto di decapitare un nemico catturato in realtà consentiva al prigioniero di recuperare l’onore perduto, dal momento che per i guerrieri giapponesi era un disonore essere catturati vivi. Agli occhi dei soldati nipponici, una “resa disonorevole” giustificava il terribile trattamento da loro inflitto ai prigionieri. 

La fotografia dell’esecuzione di Siffleet fu scoperta sul cadavere di un maggiore giapponese, vicino a Hollandia (Papua Nuova Guinea), dalle truppe americane nel mese di aprile 1944. Si pensa che sia l’unica immagine rimasta di un prigioniero di guerra occidentale che sta per essere giustiziato da un soldato giapponese. Pubblicata da un giornale australiano e dalla rivista Life, è diventata una delle foto più rappresentative del secondo conflitto mondiale. Siffleet è commemorato al Lae Memorial di Lae, Papua Nuova Guinea, insieme a tutti gli altri soldati del Commonwealth, morti durante azioni di guerra nella regione, e che non hanno una tomba conosciuta. Un parco commemorativo in onore di Siffleet è stato inaugurato anche ad Aitape nel maggio 2015.

Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.

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