In seguito a un’estate 2018 insolitamente calda e secca, il livello del bacino idrico del Derbyshire ha raggiunto i più bassi livelli degli ultimi 23 anni. Sul fondo del bacino sono tornati visibili due villaggi allagati ormai oltre 70 anni fa per la costruzione del bacino, una circostanza accaduta soltanto altre due volte nella storia, nel 1995 e nel 1976.

I due villaggi si chiamavano Derwent e Ashopton

Vedere le rovine di questi luoghi dimenticati nel tempo è qualcosa di toccante e suggestivo, sicuramente nostalgico per chi, tanti decenni fa, abbandonò forzatamente quei luoghi soltanto bambino.

Sotto, il bacino nel 2009:

I resti hanno attirato i visitatori, che si sono avventurati nell’esplorazione del bacino idrico per vedere da vicino le rovine. Fra i tanti, un uomo è rimasto incastrato nel fango, rimanendo bloccato per oltre 30 minuti e rischiando di finire inghiottito dal terreno molle.

Le autorità hanno avvertito i visitatori del pericolo, ma in tanti sono comunque rimasti bloccati nel terreno

Derwent è un nome ancora in uso grazie al fiume omonimo, mentre Ashopton è il nome del viadotto che attraversa il bacino. Il bacino di Ladybower venne costruito fra il 1935 e il 1943. All’epoca erano presenti due riserve d’acqua che alimentavano le città di Derby, Sheffield, Nottingham e Leicester, ma la popolazione durante gli anni ’30 era in forte crescita, e si rese necessaria la costruzione di una nuova forma di approvvigionamento idrico.

I paesi sacrificati furono come detto Ashopton, che contava 100 abitanti, e Derwent, che era un villaggio ancora più piccolo. Il problema maggiore si verificò con il cimitero di Derwent, similmente a quello di Capel Celyn, che prima di essere sommerso dovette esser totalmente svuotato delle salme, che finirono traslate nel vicino cimitero di Bamford.

In seguito all’evacuazione dei villaggi e al trasloco dei sepolti del cimitero, i villaggi furono finalmente abbandonati. La maggior parte degli edifici venne demolita, la valle era praticamente vuota e il lago artificiale pronto a esser utilizzato.

Curiosamente, mentre Ashopton e Derwent venivano evacuati, venne costruito il villaggio di Birchinlee, poco distante, un insediamento temporaneo per coloro i quali stavano lavorando alla diga. Gli edifici erano in legno e ferro, in modo tale da poter essere smantellate una volta terminati i lavori. Birchinlee aveva tutto il necessario a una perfetta vita cittadina: un ospedale, una scuola, alcuni negozi, un pub, una stazione di polizia e una ferroviaria.

Si riuscì persino a creare un quartiere “bene” e uno popolare

I capisquadra e le famiglie vivevano in una zona separata rispetto agli operai, quasi un “sobborgo” all’interno del villaggio.

Terminati i lavori di costruzione, Re Giorgio VI inaugurò il bacino, il 25 settembre 1945. Furono necessari ben due anni perché si riempisse completamente, e oggi possiamo soltanto immaginare l’effetto che abbia fatto osservare le rovine di un villaggio secolare che vengono lentamente sommerse nell’acqua.

Il campanile della Chiesa nel 1946:

La guglia della chiesa parrocchiale di Derwent fu l’ultima cosa a scomparire, ma per alcuni periodi dell’anno tornava ad essere visibile. Per non creare pericoli anche il campanile della chiesa fu infine demolito, nel 1947. L’ultima messa che fu celebrata in chiesa si svolse il 25 settembre del 1939, e l’ultima canzone intonata in assoluto fu “The Day’s Dying in the West – Il giorno sta morendo a Occidente“.

Sotto, il video del bacino semi prosciugato:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...