Per molti accaniti lettori, quelli che non escono mai di casa senza avere un libro con sé, la più grande invenzione dopo la macchina da stampa di Gutenberg è indubbiamente il lettore di ebook, un piccolo e leggero dispositivo grazie al quale si possono avere a disposizione centinaia di titoli, ovunque si vada.

Agostino Ramelli (1531-1608)

Gli e-reader fanno storcere ancora un po’ il naso ai fedelissimi della carta stampata, ma Agostino Ramelli, vissuto nel 16° secolo, avrebbe sicuramente apprezzato l’invenzione. Perché Ramelli aveva in mente un concetto del genere quando ideò la sua Ruota dei Libri.

Agostino Ramelli non era un uomo di lettere, ma un ingegnere/architetto che dal piccolo paese lombardo dov’era nato, nel 1531, si trasferì in Francia, per mettere a servizio del Duca d’Angiò, il futuro re Enrico III, le sue doti di ingegnere/inventore. In realtà, prima di passare oltralpe, Ramelli era stato capitano nell’esercito dell’imperatore Carlo V. Uomo d’armi quindi l’ingegnere, che stupì il duca d’Angiò con un dispositivo esplosivo usato durante l’assedio di La Rochelle. L’inventore fu comunque catturato dagli Ugonotti, ma poi liberato grazie alle insistenze del Duca.

L’assedio di La Rochelle – 1627/28

Ramelli era un vulcano d’idee, nelle sua mente si affollavano progetti di macchine volte a risolvere ogni sorta di problema quotidiano: da quelle per macinare i cereali ad altre per trasportare oggetti pesanti o scavare un fossato o difendere una città. E poi macchinari che sfruttavano la forza dell’acqua o la sollevavano, e dispositivi bellici, come un carro armato anfibio, che poteva attraversare corsi d’acqua grazie a due ruote a pale.

Dispositivi per attingere acqua da un pozzo

Nel 1588, l’ingegnere raccolse tutte le sue idee in un libro, 195 invenzioni descritte in italiano e in francese, ciascuna rappresentata da un’incisione a tutta pagina. L’opera fu intitolata “Le diverse et artificiose machine del Capitano Agostino Ramelli Dal Ponte Della Tresia Ingegniero del Christianissimo Re di Francia et di Pollonia: nelle quali si contengono uarij et industriosi Mouimenti, degni digrandißima speculatione, per cauarne beneficio infinito in ogni sorte d’operatione”.


Uno dei suoi progetti più famosi è la Ruota di Libri, una macchina che doveva risolvere il problema di consultare più libri contemporaneamente. Era l’epoca di tomi enormi e pesanti, che per essere studiati e confrontati dovevano necessariamente essere disposti su grandi tavoli. Ramelli descrive così la sua invenzione: “Questa è una macchina bella e geniale, molto utile e comoda per chiunque abbia piacere nello studio, specialmente per coloro che sono indisposti e tormentati dalla gotta, perché con questa macchina un uomo può vedere e sfogliare un gran numero di libri senza spostarsi (…)”.

Frontespizio del libro di Agostino Ramelli

L’invenzione di Ramelli assomiglia a una ruota panoramica odierna, dove i piani d’appoggio dei libri rimangono sempre rivolti verso l’alto, in modo da non far cadere i volumi. Il lettore, comodamente seduto, utilizzava i comandi, azionati con una mano o con un piede, per far girare la ruota nella posizione desiderata. Gli ingranaggi epicicloidali, usati fino ad allora solo negli orologi astronomici, garantivano appunto la posizione stabile dei leggii. Forse (almeno secondo l’architetto canadese Witold Rybczynski) sarebbe bastata la forza di gravità, ma Ramelli amava mettere in mostra le sue doti di progettista, anche per rimarcare l’importanza della matematica e della geometria in campo ingegneristico. Nella prefazione del libro, Ramelli infatti scrive: ”Sull’eccellenza della matematica in cui viene mostrato quanto la matematica sia necessaria per l’apprendimento di tutte le arti liberali”.

Il libro dell’inventore, in particolare le sue dettagliate illustrazioni, ebbero una grande influenza sulla futura ingegneria meccanica: nel 1661 uscì Theatrum machinarum novum, dell’ingegnere tedesco Georg Andreas Böckler, che copiò diciotto progetti di Ramelli, ma ancora più avanti nel tempo, nei primi decenni del ‘700, la scuola di meccanica di Gaspard Monge si rifaceva all’opera di Ramelli.

Ruota di Libri costruita nel 1626, alla Herzog August Bibiliothek in Germania

Fonte immagine: Kerstin Namuth via Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 4.0

A differenza di altre invenzioni di Ramelli, alcune Ruote di Libri furono prodotte in Europa, tra il 17° e il 18° secolo, e qualcuna di esse ha retto all’usura del tempo. Forse, in un senso molto lato, l’ingegnere italiano ha ispirato anche l’invenzione dei lettori di libri digitali…

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Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.