La Regina Vittoria e le figlie Segretarie: Elena e Luisa

La Regina Vittoria voleva decidere non solo del matrimonio dei figli, nel caso delle figlie voleva decidere anche della loro vita. Le prime due, Vittoria e Alice, avevano fatto matrimoni dinastici, rispettivamente con Federico di Prussia e con Luigi IV d’Assia, entrambi eredi al trono, si erano stabilite in Germania e da loro pretendeva costanti rapporti su tutto quello che succedeva a corte.

Le ultime tre, Elena, Luisa e Beatrice, voleva che restassero con lei. Se proprio volevano sposarsi i loro mariti dovevano accettare di risiedere in Inghilterra e se non si fossero sposate… meglio ancora, le servivano delle segretarie per preparare le centinaia di quaderni di memorie per la pubblicazione, voleva compagnia nei viaggi e nei soggiorni nella varie località frequentate abitualmente, Osborne, Balmoral, Windsor, le voleva insomma a sua disposizione, soprattutto dopo la morte del marito Alberto nel dicembre 1861.

Di conseguenza, in caso di matrimonio, i mariti non dovevano essere destinati al trono, anzi dovevano esserne ben lontani o meglio ancora venire da famiglie reali o nobili ma senza regno.

Elena era nata 25 maggio 1846, attaccatissima al padre era andata letteralmente in crisi con la sua morte e veniva pertanto reputata dalla regina “inaffidabile” per il ruolo di segretaria svolto fino al quel momento da Alice, che era fidanzata e si sposò nel 1862. Il ruolo di segretaria passò quindi a Luisa, nata nel 1848, mentre a Elena vennero assegnati i compiti più semplici, scrivere lettere e tenerle compagnia.

Elena di Sassonia Coburgo Gotha

Elena era, a detta di tutti, la meno bella, “tozza, grossa, sciatta e col doppio mento” (anche se dalle foto non pare) e veniva sempre messa in ombra dalle sorelle, non solo esteticamente ma anche come capacità, sempre sottostimata. Nonostante la descrizione poco lusinghiera Elena iniziò un flirt con il professore di tedesco del principe di Galles, Carl Rutland. Appena la regina venne a sapere di questa simpatia licenziò il professore, che tornò in Germania, e si mise in cerca di un marito per Elena perché lo dimenticasse.

Visti i requisiti e soprattutto l’obbligo del futuro sposo di vivere in Inghilterra a contatto con la regina, i candidati non erano molti. La scelta di Vittoria cadde sul principe Cristiano di Schleswig-Holstein, ducato da sempre disputato fra Danimarca e Prussia e annesso a quest’ultima dopo due guerre, ma la famiglia del futuro sposo continuava a sostenere i propri diritti sul ducato.

Cristiano di Schleswig-Holstein

Questa scelta causò una terribile crisi familiare. La principessa Alexandra di Danimarca, principessa di Galles, ne fu inorridita, mai avrebbe accettato a corte chi reclamava il trono di un ducato che lei riteneva di suo padre, e il principe di Galles, come anche gli altri figli di Vittoria, la sostenevano, un principe in contrasto sia con la Danimarca sia con la Prussia avrebbe messo in una posizione difficile Elena ed accusavano la madre di sacrificare la figlia per propri desideri.

La regina andò avanti e del resto anche Elena era contenta di sposare Cristiano, che aveva conosciuto a Coburgo, seppur maggiore di lei di 15 anni e figlio minore di un principe senza regno e senza soldi che però non aveva impegni che gli impedivano di vivere in Inghilterra.

Elena e Cristiano fidanzati

I rapporti fra Alexandra ed Elena, pur assolutamente innocente, si guastarono e non ripresero mai, così come si guastarono anche quelli fra Vittoria e la nuora. Elena e Cristiano si sposarono il 5 luglio del 1866, gli ospiti che non conoscevano lo sposo pensarono che fosse uno zio della sposa da quanto sembrava più vecchio della sposa, ma nonostante tutto il matrimonio fu felice ed ebbero 6 figli, due dei quali morti appena nati.

Elena in abito da Sposa

La coppia si stabilì fra Cumberland Lodge a Windsor e in un appartamento a Buckingham Palace.

Oltre che della madre Elena si occupava dell’assistenza infermieristica per il Comitato Femminile della Croce Rossa da lei fondato, voleva formare delle infermiere professionali che venissero registrate in un Albo. La cosa fu fortemente avversata da Florence Nightingale, che preferiva l’assistenza volontaria non professionale. Elena era anche presidente del Servizio Infermieristico Militare, carica che alla morte della Regina Vittoria nel 1901 la nuova Regina Alexandra pretese per sé.

Elena e Cristiano Sposi

Naturalmente Elena fu costretta a lasciare il passo alla Regina minando ulteriormente i già non buoni rapporti. Appassionata di ricamo, Elena fondò anche una scuola per tramandare quest’arte e per insegnare un mestiere alle ragazze. All’epoca tutte le donne sapevano ricamare ma poche lo sapevano fare con grande maestria, e inoltre con la sua perfetta conoscenza della lingua si dedicò alle traduzioni dal/in tedesco che vennero lodate da tutti.

Il figlio Alberto

Dopo la morte della regina Vittoria la coppia dovette lasciare l’appartamento a Buckingham Palace si trasferì a Schomberg House a Londra. Facevano vita tranquilla, i rapporti con i fratelli e le sorelle reali dopo gli screzi all’epoca del matrimonio erano scarsi e freddi, tranne che con il fratello Alfredo e la sorella Beatrice, ed erano considerati i poveri di famiglia.

Elena nel 1882

Nell’ottobre 1917 Cristiano morì, in luglio dello stesso anno con ‘anglicizzazione’ della famiglia reale Cristiano, Elena e le figlie persero perso il loro titolo tedesco che non venne compensato con uno inglese come per i Battenberg/Mountbatten, diventando semplicemente il principe e la principessa Cristiano senza alcuna menzione territoriale, membri reali ma senza una famiglia.

Cristiano in età avanzata

Dei due figli maschi il maggiore Cristiano Vittorio, che serviva nell’esercito britannico, era morto di malaria durante la guerra Anglo-boera nel 1900 e il minore, Alberto, che serviva nell’esercito prussiano come futuro Duca di Schleswig-Holstein (lo divenne ufficialmente nel 1921 alla morte del cugino) mantenne il titolo, e durante la guerra fu dalla parte tedesca ma esonerato dal servizio attivo per il suo rifiuto a combattere i suoi compatrioti e destinato pertanto agli uffici militari a Berlino. Non si sposò mai, ebbe una figlia illegittima, Valeria Maria, data in affidamento alla nascita e che riconobbe legalmente in punto di morte nel 1931.

Elena con Cristiano Vittorio e Alberto 1873

Il primogenito Cristiano Vittorio non si era mai sposato e non si sposò neppure la figlia maggiore Elena Vittoria che seguì l’attività della madre con la Croce Rossa. La figlia minore Maria Luisa invece sposò nel 1891 il principe Ariberto di Anhalt, matrimonio voluto dal Kaiser Guglielmo II.

Cristiano Vittorio

L’unione fu disastrosa, Ariberto, forse omosessuale o bisessuale, pare preferisse i suoi commilitoni alla moglie e Maria Luisa passava lunghi periodi da sola in una corte rigida e antiquata, dove non aveva alcuna libertà.

Nel 1899 durante un lungo tour in Canada e negli Stati Uniti organizzato dalla Regina Vittoria Maria Luisa venne raggiunta dalla notizia che il marito aveva chiesto il divorzio per rifiuto dei doveri coniugali. Intervenne la Regina Vittoria, contraria al divorzio, che ottenne invece l’annullamento del matrimonio. Maria Luisa si stabilì a Londra e non volle mai risposarsi.

Elena rimase a Schomberg House e mantenne la residenza di Cumberland Lodge. Le venne ufficialmente richiesto di lasciarle per ridurre le spese ma fortunatamente riuscì a dimostrare che le erano state concesse a vita. La Regina Alexandra, dopo averle levato la carica di Presidente e i titoli voleva levarle anche la casa.

La Regina Alexandra

Elena aveva avuto per tutta la vita problemi di salute, soprattutto reumatismi, e usava oppio e laudano per i dolori, anche se la madre la riteneva ipocondriaca e con un marito troppo tollerante, e morì il 9 luglio 1923 a Schomberg House. E’ sepolta nel cimitero reale di Frogmore insieme al marito e a tutti i figli e figlie tranne Cristiano Vittorio, sepolto in Sudafrica dove morì.

Luisa

Dopo Elena, la cui vita fu tranquilla con un matrimonio felice anche se guastata dai dissapori familiari, la quarta figlia della Regina Vittoria fu Luisa, considerata la più bella e la più ribelle.

Luisa di Sassonia Coburgo Gotha

Luisa era nata il 18 marzo 1848 e fin da piccola risultò molto portata per il disegno. Le venne concesso dalla regina di studiare disegno e scultura al Royal College of Art. Luisa fu quella che meno accettò l’atmosfera luttuosa e pesante che seguì la morte del padre Alberto nel 1861, a corte era vietato qualunque ballo o divertimento e Luisa era insofferente. La sua unica occupazione, dal matrimonio della sorella Alice, era imparare a fare da segretaria alla madre, aveva solo 14 anni, e seguirla passo passo. Gli unici uomini che incontrava erano gli insegnanti dei fratelli e, come successo alla sorella Elena, Luisa intorno alla fine degli anni ’60 si innamorò del tutore del fratello Leopoldo, Robinson Duckworth, che venne prontamente licenziato nel 1870 e Vittoria iniziò la ricerca di un marito per lei.

Luisa nel 1860

Luisa era bella e un ottimo partito, Alexandra propose suo fratello Federico, erede al trono di Danimarca, la figlia Vittoria propose Alberto di Prussia ma la Regina Vittoria non voleva né un danese né un prussiano, dati i contrasti fra di loro e la scarsa simpatia degli inglesi per un altro matrimonio tedesco, ed essendo inoltre eredi al trono non avrebbero potuto stabilirsi in Inghilterra. Un altro candidato era stato Guglielmo di Orange, erede al trono olandese, ma quando si scoprì che viveva a Parigi con un’amante fu subito depennato.

Luisa nel 1863

Luisa non voleva sposare un principe, lei voleva sposare John Campbell Marchese di Lorne ed erede al ducato di Argyll. La regina fu d’accordo, un matrimonio inglese non si vedeva dal 1515 e avrebbe portato sangue nuovo alla dinastia. Contrario era invece Edoardo Pincipe di Galles dato che la famiglia Campbell era di vedute liberali e sosteneva il ministro Gladstone, ma la Regina non badò alle remore del figlio.

Luisa e John Campbell Marchese di Lorne fidanzati

Luisa e John si sposarono il 21 marzo 1871 ma la felicità non durò molto. Il costante controllo della regina, che fece loro visita anche durante il viaggio di nozze, i figli che non arrivavano e indubbie differenze caratteriali crearono presto una frattura fra gli sposi. Nel 1878 Campbell fu nominato Governatore del Canada, per la coppia l’idea del trasferimento lontani dal controllo della regina fu una ventata d’aria fresca.

Luisa il giorno del Matrimonio

In Canada vennero accolti con pareri contrastanti. Se alcuni erano felici e fieri di avere per governatori membri della famiglia reale, altri temevano che avrebbero favorito la nobiltà e introdotto l’etichetta britannica, e paventavano scherzosamente il dover imparare a “camminare all’indietro” il modo nel quale devono camminare i sudditi per non dare mai le spalle ai reali.

John Campbell

Niente di più sbagliato, erano entrambi liberali, le loro feste erano aperte a tutte le classi, purché adeguatamente vestiti ed educati, e quindi se qualcuno trovò da ridire su di loro furono alla fine proprio i nobili e le classi elevate.

Il matrimonio continuava a non funzionare, ma Luisa si sentì più libera di dedicarsi alla pittura e la scultura, fondò col marito la Royal Canadian Academy of Arts, si dedicò agli sport invernali e al benessere del Canada e dei canadesi.

Luisa nel 1875

In suo onore vennero nominati il lago “Lake Louise”, la provincia dell’Alberta e il monte omonimo, che dovevano portare il nome Louise, ma lei chiese si chiamarli con il nome del padre per onorarlo, Alberta era anche il suo terzo nome, e diversi reggimenti affiancano al nome la dicitura “Princess Louise’s”.

I Campbell rientrarono in Inghilterra nel 1883 e venne loro concessa la residenza di Kensington Palace. Il matrimonio teneva solo perché ognuno si dedicava ai propri interessi e di tempo insieme ne trascorrevano molto poco e solo in occasioni ufficiali. Lui si dedicava alla politica e alle sue amicizia, fra le quali alcuni noti omosessuali, tanto da far vociferare che anch’egli fosse gay, ma di questo vi è alcuna prova. Lei aprì uno studio per dipingere e scolpire, frequentava il mondo degli artisti e fu chiacchierata per presunte relazioni, anche qui senza nessuna prova, ma tutto con grande scandalo nella famiglia reale.

Louise viaggiava molto, sempre in incognito come Mrs. Campbell, era indubbiamente anticonformista, con orrore della Regina consultava Elizabeth Garret, prima donna medico inglese e nota femminista, era in contatto con la suffragetta Josephine Butler e si interessava particolarmente delle donne e all’educazione delle ragazze, ma è difficile dire se questi comportamenti fossero dovuti a un vero femminismo o semplicemente all’insoddisfazione personale.

Louise era in pessimi rapporti con le sorelle Elena e Beatrice, e il suo comportamento pare quello di una donna gelosa e invidiosa dei loro matrimoni felici e dei figli, inoltre le accusava di aver diffuso le voci sulle sue relazioni. Le criticava e le sminuiva, soprattutto Beatrice della quale lodava il bellissimo marito Enrico di Battenberg, quasi la sorella non lo meritasse, e nel 1896 alla morte di lui (che era fra i sospettati di aver avuto una relazione con lei) si definì la sua più grande amica e confidente, che soffriva più di ogni altro mentre la moglie non era niente per lui. Tipica frase da donna invidiosa.

Il Principe Enrico di Battenberg

Nel 1900, alla morte del padre, John e Luisa divennero il 9° Duca e Duchessa di Argyll, e lui divenne membro della Camera dei Lord, rifiutò però la nomina di Governatore dell’Australia.

I rapporti di Luisa con la madre non erano mai stati buoni e solo dopo la morte della Regina Vittoria, nel 1901, Luisa riprese a frequentare la corte, ora sotto l’egida del fratello Edoardo VII, al quale era sempre stata legata, ma dove il marito continuava ad essere malvisto per le sue idee politiche e non c’è da stupirsi se, appena possibile, non accompagnava la moglie.

La salute del marito cominciò a deteriorarsi nel 1911 e questo portò a un riavvicinamento della coppia, ora Luisa gli stava sempre accanto e quando lui morì nel 1914 Luisa ebbe un esaurimento nervoso, la solitudine la opprimeva, il marito le mancava come mai prima.
Luisa continuò a vivere a Kensington Palace e nella sua vita vide succedersi 4 sovrani oltre alla madre, Edoardo VII, Giorgio V, Edoardo VIII e Giorgio VI, anche se non poté partecipare all’incoronazione perché già malata.

Luisa di Sassonia Coburgo Gotha

Luisa morì il 3 dicembre 1939 a Kensington, curiosamente per l’epoca volle essere cremata ed è sepolta al Cimitero Reale di Frogmore.

Non si sa se Elena e Luisa fossero portatrici di emofilia. I due figli maschi di Elena erano sani ma le due femmine non ebbero figli e non ebbe figli neppure Luisa, quindi è impossibile saperlo. Curiosamente neppure la figlia legittimata di Alberto di Schleswig-Holstein, Valeria Maria, ebbe mai figli nonostante due matrimoni e il ramo inglese di Cristiano e Elena si estinse.

Era invece portatrice la sorella Beatrice che la trasmise a un figlio e alla figlia Vittoria Eugenia, poi regina di Spagna (di Beatrice si parla nel post dedicato alla figlia Vittoria Eugenia.) Solo per dovere di cronaca la voce che gira nei giornali britannici e nel libro “The mistery of Princess Louise” di Lucinda Hawksley:

Nel 2004 tale Nick Locock sostenne di essere di essere pronipote di Luisa, che avrebbe avuto nel 1866-67 un figlio dal Tenente Walter Stirling, attendente di Leopoldo, il figlio emofiliaco della Regina Vittoria, assunto nel 1866 e licenziato 4 mesi dopo perché il bambino aveva bisogno di una persona con maggior esperienza.

Secondo Locock, come da racconti familiari, Stirling avrebbe messo incinta la principessa Luisa, la gravidanza fu nascosta e alla nascita il bambino, chiamato Henry, sarebbe stato preso dal ginecologo di corte Sir Charles Locock e fatto adottare da suo figlio Frederick, che alla sua morte avrebbe lasciato un’eredità troppo cospicua per essere solo frutto di risparmi.

Nick Locock chiese pertanto di prelevare il DNA di suo nonno Henry per confrontarlo con quello della Regina Vittoria, che è disponibile, e gli venne negato il permesso. Seguono decine di prove tutte indiziarie, supposizioni, forse fantasie. Ma perché tanta curiosità morbosa? Cosa cambierebbe nel nostro giudizio su Luisa se avesse avuto una relazione e un figlio?

Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.