La Principessa di Lamballe: fedele alla Regina Maria Antonietta fino alla Morte

Non fu certo tra i personaggi chiave della Rivoluzione francese. I libri di storia la ignorano o la liquidano in poche righe, citandola appena per la sua amicizia con la regina di Francia Maria Antonietta. Fu però una donna dal grande coraggio e dalla inossidabile fedeltà alla corona: questa è la storia di Maria Teresa Luisa di Savoia-Carignano, principessa di Lamballe.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Nata a Torino l’8 settembre 1749, quartogenita di Luigi Vittorio di Savoia-Carignano e di Cristina Enrichetta d’Assia-Rotenburg, Maria Teresa Luisa apparteneva al ramo cadetto di casa Savoia, i Carignano. Di carattere riservato e mite, era sempre vissuta lontana dai bagliori della corte, crescendo nella quiete della città piemontese. Non bella ma graziosa, venne scelta come moglie di Luigi Alessandro di Borbone, principe di Lamballe e discendente, attraverso l’omonimo nonno, del re Luigi XIV e della sua favorita Madame de Montespan.

Maria Teresa Luisa di Savoia, principessa di Lamballe

Fotografia di Louis Edouard Rioult di Pubblico dominio condivisa via Wikipedia

La sorella di Luigi Alessandro, e quindi cognata della dama, era Luisa Maria Adelaide di Borbone, la duchessa d’Orléans che sposò Luigi Filippo II, il famoso Filippo Égalitè, che aderì alla Rivoluzione e fu responsabile del voto decisivo per la messa a morte di Luigi XVI. La donna fu anche madre di Luigi Filippo, re dei francesi dal 1830 al 1848.

Il matrimonio tra Maria Teresa Luisa di Savoia-Carignano e Luigi Alessandro di Borbone si celebrò nel gennaio del 1767, ma poco più di un anno dopo (era il 6 maggio 1768) l’uomo morì per una probabile malattia venerea causata dalla vita sregolata, ricca di vizi e di congressi carnali con donne (e non solo) che il principe aveva condotto.

A quel punto, il suocero Luigi Giovanni Maria di Borbone, che si era sinceramente affezionato a lei, convinse la giovane vedova (appena diciannovenne) ad andare a vivere con lui, come fosse una figlia. Maria Teresa Luisa fu presentata a corte nel 1770, in occasione del matrimonio del delfino Luigi (futuro re Luigi XVI) con Maria Antonietta d’Asburgo Lorena.

L’allora delfina e Maria Teresa Luisa simpatizzarono subito, divenendo presto amiche intime. Maria Teresa trascorreva moltissimo tempo a Versailles, pur non vivendo a corte e nonostante l’ostilità dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, madre della futura monarca, che consigliava alla figlia di non tessere rapporti troppo stretti con la giovane principessa di Lamballe, temendo forse che questo legame potesse favorire in qualche modo i Savoia.

La regina Maria Antonietta da giovane

Fotografia di Joseph Ducreux di Pubblico dominio condivisa via Wikipedia

Nel 1774 Luigi XVI salì al trono e Maria Antonietta divenne regina consorte. L’anno seguente Maria Teresa Luisa di Savoia-Carignano venne nominata sovrintendente della Casa della regina, diventando fidatissima segretaria privata di Maria Antonietta. Suoi compiti erano organizzare gli impegni, controllare, leggere e autorizzare ogni richiesta o appuntamento della regina. Era tenuta anche a organizzare i balli e le feste, scrivere e inviare gli inviti.

Questi impegni venivano ritenuti troppo gravosi per una ragazza così giovane e inesperta. Maria Teresa era infatti una donna molto semplice, estremamente ligia al protocollo anche se preferiva la compagnia privata della regina alle feste e alle occasioni sociali. Questa sua riservatezza fece col tempo scemare il favore di Maria Antonietta, che nei primi anni di regno si dimostrò molto frivola, forse per l’insoddisfazione di un matrimonio bianco, per la giovane età (aveva solo vent’anni) e per lo spirito festaiolo e licenzioso della corte francese.

Pur lasciandole l’incarico e continuando a esserle amica, la regina Maria Antonietta cominciò a preferirle come confidente Yolande de Polastron, duchessa di Polignac. Diversamente da Maria Teresa Luisa, la duchessa, che si faceva chiamare Gabrielle, suo terzo nome, era bella e appariscente, più vivace ed estroversa, ma anche estremamente scaltra. Quando nel 1778 venne nominata governante dei figli di Francia, la Polignac approfittò largamente dell’amicizia reale per favorire se stessa e la sua famiglia. Divenne il capo del circolo della regina e piano piano cercò di sottrarla all’influenza morigerata della principessa di Lamballe.

Maria Teresa continuò a occuparsi della sovrintendenza, dedicandosi nel tempo libero al suocero e alla beneficenza per conto della loggia massonica scozzese delle dame, della quale era diventata Gran Maestra, ma guardava con rammarico e preoccupazione l’evolversi dell’amicizia tra Gabrielle di Polignac e Maria Antonietta. Negli anni seguenti, la regina maturò, perdendo la frivolezza della gioventù, e si rese conto che i tempi stavano gradualmente cambiando. I suoi rapporti con la Polignac si raffreddarono e si riavvicinò alla fedele Lamballe, semplice e sincera, che le era rimasta accanto.

Ritratto della duchessa di Polignac

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Fotografia di Élisabeth Vigée Le Brun (Waddesdon, The Rothschild Collection) di Pubblico dominio condivisa via Wikipedia

Nel luglio 1789, alla presa della Bastiglia, Maria Teresa Luisa di Savoia-Carignano si trovava in vacanza in Svizzera e il 5 ottobre, data della “Marcia delle donne”, non era neppure a Versailles ma dal suocero che soffriva di una indisposizione. Appena apprese che la famiglia reale aveva lasciato la reggia ed era in cammino verso il palazzo delle Tuileries, però, si precipitò a Parigi per riunirsi alla regina. Yolande de Polastron e la sua famiglia, intanto, si erano già allontanati dalla corte e mandati in esilio. Gabrielle morirà a Vienna nel 1793.

Il primo periodo alle Tuileries fu abbastanza tranquillo per i regnanti, ma Maria Antonietta principiò a mettere in guardia la sua amica e segretaria: il suo attaccamento alla famiglia reale era noto. Inoltre, stavano girando pericolose pubblicazioni contro di lei. Nel 1785, infatti, la principessa di Lamballe aveva fatto visita alla contessa Jeanne De la Motte, famosa per lo scandalo della collana sottratta alla regina. Si era incontrata con la donna, detenuta alla Salpêtrière, per cercare di far scagionare completamente la sovrana dallo sconvolgente affare. Ottenne però l’effetto contrario, perché in molti si convinsero che sia la regnante sia la stessa Maria Teresa Luisa fossero coinvolte nello scandalo.

Non è mai stato appurato se la Principessa di Lamballe fosse al corrente della tentata fuga dei sovrani nel giugno 1791. Alcune fonti sostengono che la regina Maria Antonietta le avesse lasciato una lettera in cui la informava della fuga e le dava appuntamento a Bruxelles.

Comunque sia andata, Maria Teresa Luisa partì per un lungo viaggio, arrivando in Inghilterra, forse per informare il re Giorgio III, e poi Bruxelles, dove si incontrò con Axel von Fersen, fedele amico di Maria Antonietta (ma probabilmente qualcosa di più). Nell’Ottobre del 1791 la regina Maria Antonietta le inviò una lettera ufficiale dove le chiedeva di rientrare in Francia o di dare le dimissioni dal suo incarico. La nobildonna restò perplessa, non riusciva a comprendere la ragione di quella missiva:

Era un tentativo di farla dimettere pubblicamente e di allontanarla dai pericoli derivanti dalla sua posizione?

Maria Teresa Luisa di Savoia-Carignano si domandò se sarebbe stata più utile alla regina accanto o lontano da lei. Decise per la prima ipotesi e, dopo aver fatto testamento, conscia del rischio che si stava prendendo, ritornò in Francia. Ripreso servizio, Maria Teresa Luisa investigò sulla lealtà del personale della famiglia reale e usò il suo salotto per incontrare i membri della Assemblea Costituente e spronarli a intervenire per aiutare i sovrani, sempre più in pericolo. Queste manovre la marchiarono definitivamente come nemica della rivoluzione; Filippo d’Orléans, soprattutto, non aveva mai apprezzato la sua carica di sovrintendente e il suo legame così stretto con la regina Maria Antonietta.

Durante l’assalto alle Tuileries del 10 agosto 1792, la devota Maria Teresa Luisa arrivò a difendere fisicamente la regina, facendole da scudo per proteggerla dalla furia dei rivoltosi. Insieme a madame de Tourzel e sua figlia Pauline, la donna seguì la famiglia reale alla Torre del Tempio. Pochi giorni dopo, però, vennero prelevate e condotte alla prigione La Force. Qui i prigionieri venivano sommariamente giudicati, dopo aver risposto a qualche domanda e giurato fedeltà alla repubblica. Se poi il giudice pronunciava le parole “Viva la nazione” il prigioniero era libero, se invece diceva “Lasciatelo andare”, ultima beffa, significava che il carcerato doveva essere giustiziato.

La presa della Bastiglia

Fotografia di autore sconosciuto di Pubblico dominio condivisa via Wikipedia

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Il 2 settembre la folla prese d’assalto La Force e le guardie permisero la fuga di moltissimi detenuti, soprattutto donne, ma la Lamballe e la de Tourzel rimasero tra le mura della prigione. Il 3 settembre Maria Teresa Luisa e madame de Tourzel furono condotte in tribunale. La de Tourzel riuscì incredibilmente a fuggire, aiutata da uno sconosciuto, ma non la principessa di Lamballe.

Dinanzi la corte, a Maria Teresa Luisa venne chiesto di giurare fedeltà alla libertà e all’uguaglianza e di dichiarare il suo odio per il re e la monarchia. La Lamballe giurò alla prima richiesta, ma disse che il cuore non le permetteva di esprimere odio per il re e la regina. Aggiunse, infine, che non aveva altro da dire e che morire prima o dopo, a quel punto, le era indifferente. Seguirono le parole del giudice: “Liberate madame”.

Era stata sancita la sua esecuzione

Alcuni agenti del suocero Luigi Giovanni Maria di Borbone provarono a corrompere i giudici e la scongiurarono di pronunciare quelle parole forzate, ma lei finse di non sentirli.
Nel cortile della prigione lo spettacolo era atroce: corpi massacrati in ogni dove, in due soli giorni erano state uccise 160 persone, fra nobili e personale della famiglia reale.

Per alcuni Maria Teresa Luisa fu colpita prima alla testa per poi essere linciata e infine pugnalata dalla folla. Altre testimonianze, invece, dissero che la donna fu spogliata, violentata, mutilata e infine decapitata. Altre ancora, sostengono che le fu esclusivamente tagliata la testa.

La testa fu comunque portata da un barbiere perché la pulisse, pettinasse e truccasse per renderla riconoscibile; madame Tussaud riuscì addirittura a farne una maschera, che andò purtroppo perduta. Il corteo, con la testa della donna infilata in una picca e il resto del corpo trascinato per la strada, andò sotto la Torre del Tempio, per mostrare la testa dell’amica alla regina Maria Antonietta. Non riuscirono a entrare, ma sapendo cos’era avvenuto, la sovrana perse i sensi.

Ritratto della principessa di Lamballe di Anton Hickel, 1788

Fotografia di Anton Hickel di Pubblico dominio condivisa via Wikipedia

Il macabro tour continuò, fra le urla di gioia della gente, fino al Palais-Royal, dove risiedeva Filippo d’Orléans, che la riconobbe e non si scompose affatto, continuando il suo pranzo.

Sono confuse le notizie sul recupero dei suoi resti e sulla sepoltura. Pare che la testa di Maria Teresa Luisa di Savoia-Carignano sia stata comprata dagli agenti del suocero e il corpo recuperato in un cantiere dove era stato infaustamente abbandonato. Un’altra tesi sostiene che le spoglie della nobildonna non furono mai identificate, gettate nelle fosse comuni del Cimitero dei Trovatelli di Parigi. Alcuni altri, invece, più romanticamente vogliono che il corpo di Maria Teresa Luisa, la fedele amica della regina Maria Antonietta, sia stato seppellito dal suocero Luigi Giovanni Maria di Borbone nel giardino del Castello di Bizy, in Normandia, sotto un roseto.

Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.