La Prima Capitale d’Italia fu Salemi in Sicilia ma durò solo un Giorno

Salemi è un piccolo paese della Valle del Belice, in Sicilia, terra di conquista di popoli e mafie. Qui si sono avvicendati Elimi, Greci, Romani, Vandali, Goti, Bizantini, Arabi, Normanni, fino ai Borbone. Attualmente è nota probabilmente, più che per la sua lunga storia, per avere avuto come sindaco Vittorio Sgarbi, e per avere dato i natali ai tristemente famosi cugini Salvo, chiamati ‘i vicerè’, per decenni protagonisti del sacco mafioso dell’isola.

Sotto, Salemi, fotografia di Giacomo Costa condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Eppure, Salemi meriterebbe di essere conosciuta per un altro e ben diverso motivo: fu la prima capitale d’Italia, onore che le fu attribuito da Giuseppe Garibaldi all’indomani del suo sbarco in Sicilia.

E’ un episodio poco noto della storia dell’Unità d’Italia, che tuttavia gettò le basi per la nascita della nostra nazione.

L’eroe dei due mondi arrivò, dopo alcune vicissitudini, al porto di Marsala. Erano le calde ore del primo pomeriggio dell’11 maggio 1860, quando Garibaldi e i suoi ‘mille’ sbarcarono nella piccola città siciliana, già allora nota per il suo insuperabile vino liquoroso, all’epoca prodotto da due aziende inglesi.

Lo sbarco a Marsala

Marsala non accolse calorosamente il liberatore – o ultimo invasore, a seconda dei punti di vista – anche se il Generale si era deciso alla spedizione perché nell’isola erano già scoppiati molti focolai di rivolta, spenti con mano pesante.

Già nella mattina del 12, i ‘mille’ iniziarono la loro marcia verso il nord dell’isola, e il giorno seguente, accaldati e coperti dalla polvere dell’assolata campagna siciliana, arrivarono a Salemi. Qui sì che furono accolti calorosamente, sfamati, e dissetati con acqua e grandi quantità di vino…

Il 14 maggio poi, il grande evento: l’Eroe dei due Mondi si arrampicò su una delle torri del castello normanno, e issò personalmente il tricolore. Alla folla esultante radunata nella piazza, Garibaldi annunciò di essersi proclamato dittatore della Sicilia, per conto del re Vittorio Emanuele II, accorso al grido di aiuto dei patrioti siciliani. Sempre dalla Torre, il novello dittatore chiamò alle armi tutti gli uomini abili tra i 17 e i 50 anni. Salemi fu dichiarata la prima Capitale d’Italia, ma l’esultanza dei salemitani durò poco, appena ventiquattr’ore!

Già il giorno dopo la colonna di patrioti, a cui si erano aggiunti molti picciotti male armati, guidati dal barone Giuseppe Triolo di Sant’Anna di Alcamo, partiva per Calatafimi, dove Garibaldi arrivò deciso: o fare l’Italia o morire.

Fonte Immagini, ove non specificato: Wikipedia

Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.