La Porta per l’inferno in Turkmenistan fu aperta nel 1971 e da allora non si è più Richiusa

Sembrano raffigurare un luogo alieno, ma queste sono le immagini di un “portale” verso il centro della terra chiamato, a ragion veduta, la porta per l’inferno. Si tratta di un cratere infuocato che “vive” da quasi 50 anni, senza aver mai smesso di bruciare. Il cratere ha una larghezza di ben 70 metri, e si trova nei pressi del villaggio di Derweze in Turkmenistan.

Le fiamme che alimentano il fuoco sono impressionanti, così come il colore che assume tutta l’area la notte

La storia del sito è affascinante e inizia nel 1971, quando un gruppo di scienziati sovietici identificarono un punto per l’estrazione del petrolio. Fu costruito un accampamento e sistemata una trivella, e le ricerche cominciarono, spingendosi nelle profondità del terreno.

Fotografia di Tormod Sandtorv condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Le trivelle dell’ispezione si spinsero troppo in profondità e aprirono una voragine di gas naturale che cominciò a fluire verso l’esterno, creando il cratere ancor oggi visibile, inghiottendo al contempo tutte le attrezzature che si trovavano al di sopra. Il gas fu volontariamente acceso, per evitare conseguenze ambientali peggiori della combustione, e da allora non si è più spento.

Gli scienziati affermarono che la fuga di gas sarebbe stata estinta in poco tempo a causa delle fiamme che lo consumava, ma il risultato fu che, ancor oggi dopo quasi 50 anni, il gas infiammato continua a bruciare

La voragine non accenna mai a richiudersi, né a terminare il suo combustibile. Fotografia di Martha de Jong-Lantink condivisa con licenza Creative Commons via Flickr:

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Sotto, un video in cui si vede la porta per l’inferno che brucia:

Qui sotto un video con il Drone del cratere. L’effetto è davvero suggestivo in quanto attorno ci sono ancora dei residui di neve:

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...