Tra le molte civiltà pre-colombiane poco conosciute, anche perché scomparse prima dell’arrivo dei colonizzatori, c’è n’è una particolarmente misteriosa, che ha lasciato sconcertati i primi visitatori moderni, attorno alla metà del 19° secolo: è la cultura Tiwanaku, il cui popolo occupava un territorio che oggi è suddiviso tra Bolivia, Cile e Perù.

La Porta del Sole nel 1903

La capitale di questo impero, Tiwanaku, era probabilmente una delle città più importanti dell’antico Sud America, che raggiunse il suo massimo splendore tra il 300 e il 1.000 dC.

I suoi resti si trovano oggi a circa 70 chilometri da La Paz (Bolivia), sulle sponde del lago Titicaca, a 3850 metri di altezza, suggestive e misteriose rovine di una città che, oltre ad essere la sede del potere politico, era il centro spirituale dell’impero, dove lo spazio cerimoniale era organizzato con una tecnica ed una precisione impressionanti, orientato secondo i punti cardinali, e dotato di un complesso sistema di drenaggio che controllava il flusso delle acque piovane.

La monumentale Porta del Sole è il simbolo più famoso del sito archeologico di Tiwanaku, uno dei più importanti esemplari dell’arte di quell’antico popolo, trovata all’interno del grande tempio di Kalasasaya. Il portale, ricavato da un’unica lastra di andesite, fu trovato da alcuni esploratori europei a metà del 19° secolo, che giaceva a terra spezzato.

Il megalite si innalza oggi nello stesso punto in cui fu trovato, probabilmente non la sua posizione originaria, ancora incerta. Come incerte sono le spiegazioni dei misteriosi simboli incisi nella pietra.

Alcuni storici ritengono che la figura centrale possa rappresentare il dio Viracocha, creatore di tutte le cose, mentre altri la associano al Sole, per i raggi che sembrano irradiarsi dalla testa della divinità, munita di due scettri a forma di serpente.

Attorno a questo misterioso personaggio ci sono 48 riquadri, in ognuno dei quali sono incise delle figure alate, alcune antropomorfe, ed altre con la testa di condor. La divinità viene talvolta indicata anche come il ‘Dio piangente’, perché secondo alcuni le incisioni sul volto rappresentano delle lacrime.

Secondo alcune interpretazioni, i simboli raffigurati sulla sezione trasversale sarebbero un calendario astronomico, ma anche su questo, come sulle altre ipotesi, non può esserci nessuna certezza.

Quella Tiwanaku rimane ancora una cultura misteriosa che, come è accaduto (e accade) per altre civiltà, consente di far viaggiare la fantasia verso teorie ‘alternative’: secondo alcuni la Porta del Sole altro non era che un varco verso un’altra dimensione, forse la ‘terra degli dei’…

Fonti: Wikipedia inglese; UNESCO, Wikipedia Italia

Categorie: Viaggi

Annalisa Lo Monaco

Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.