La bellezza non è semplicemente un concetto estetico ma può essere anche un potente strumento pedagogico. La sua influenza sulla mente è sorprendente: alza il livello di serotonina, un nerotrasmettitore che svolge un ruolo chiave nel regolare l’umore.
L’aumento di serotonina porta ad una sensazione di di benessere e felicità, migliorando il nostro stato d’animo generale.

La connessione tra bellezza e serotonina ha importanti implicazioni educative: uno studio americano (Università di Barkeley) ha dimostrato che sporre gli studenti ad un ambiente esteticamente gradevole, caratterizzato dalla presenza di opere d’arte e colori vivaci, ha aumentato il loro livello di serotonina.

Questo ha portato ad un miglioramento delle prestazioni e ad una riduzione delle trasgressioni violente all’interno della scuola.

In questa ottica i reparti pediatrici dei più grandi ospedali si stanno organizzando.

La bellezza è certamente anche una forma di educazione estetica. Esponendo le persone a luoghi di bellezza naturale o ad opere d’arte si favorisce la capacità di apprezzare le cose belle nel mondo che ci circonda: questa sensibilità si può tradurre in un maggior rispetto per l’ambiente, per l’arte e la creatività in generale.

La bellezza ha il potere di migliorare il nostro umore, è una forma di pedagogia che educa alla gentilezza e alla sensibilità estetica.

Promuovere la bellezza e renderla accessibile a tutti è un modo efficace per migliorare la nostra società e favorire lo sviluppo individuale e collettivo.

Queste riflessioni sono emerse dopo essere stata chiamata da una scuola media con un progetto di orientamento per i ragazzi di terza, dopo aver saputo che lavoravo soprattutto con la creatività e in particolare col Lego.

Ho trovato dei ragazzi abbastanza demotivati e poco partecipativi. Si sono risvegliati quando potuto, con la mia guida e facilitazione, esprimersi con i mattoncini e il lavoro è stato sicuramente positivo e propositivo.

Ma la sorpresa è arrivata quando ho proposto loro un lavoro espressivo con delle vernici ad acqua. Dopo aver chiesto alla direzione il permesso i muri della classe sono diventati cielo, arcobaleno, mare colmo di pesci e infinite espressioni che hanno portato anche ad una insospettabile collaborazione tra di loro.

E’ stato gratificante anche il feedback ricevuto a distanza di qualche settimana da alcune insegnanti: i ragazzi facevano meno assenze, erano più collaborativi tra loro e con gli insegnanti. Insomma erano felici!

Maria Pia Fraccaro

Maria Pia Fraccaro lavora come formatrice e supervisore in corsi triennali per Counselor, in corsi di aggiornamento per insegnanti ed educatori.
Psicomotricista ad approccio relazionale ha poi integrato la sua formazione all’Istituto di Psicologia Somatica per proseguire la prevenzione e il sostegno in ambito familiare. Ha formato gli insegnanti di sostegno come docente a contratto all’Università della Valle d’Aosta.

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