Ogni primo mercoledì del mese un inquietante suono squarcia l’aria di Parigi: a mezzogiorno in punto una rete di sirene anti-aeree lancia il suo allarme, udibile in ogni angolo della città. Questa consuetudine cominciò prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, e dura tuttora, per testare che l’impianto sia efficiente, in caso di nuova minaccia militare o di una grande catastrofe.

Durante la prima guerra mondiale i raid aerei furono una reale fonte di preoccupazione che crebbe con l’impressionante avanzare della tecnologia bellica: al di là della Manica, in Gran Bretagna, furono sganciate più di 5.000 bombe, che causarono centinaia di morti, migliaia di feriti e incalcolabili danni. I francesi invece erano meglio preparati, come dimostra un saggio fotografico, pubblicato nel 1920 da “The Illustated London News: Faux Pari’s”: una Parigi fantasma fu segretamente costruita tra il 1917 e il 1918 alla periferia nord della città, una replica a grandezza naturale per ingannare i bombardieri tedeschi.

Un bombardamento tedesco su Parigi

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Una Parigi fatta per essere distrutta, con l’Arco di Trionfo, gli Champs Elysées, la Gare du Nord, la Gare de l’Est, finanche un finto treno in movimento, e lampioni accesi per attirare gli aerei nemici.

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Per illuminare questa città fantasma fu assunto l’ingegnere elettrico Fernand Jacopozzi, più conosciuto per essere stato l’uomo che illuminò per primo la Torre Eiffel. Furono usate luci colorate, bianche rosse e gialle, e usati dei forni per imitare il bagliore di case, officine e fabbriche nelle ore notturne, perché i bombardieri tedeschi, noti come Gotha, agivano prevalentemente di notte.

Replica della Gare de l’Est

La Parigi-fantasma della 1° guerra mondiale 5Le repliche di edifici e monumenti furono costruiti in legno e poi dipinti, tessuti traslucidi furono usati per imitare i tetti in vetro delle fabbriche, mentre il treno in movimento, con i vagoni fatti di legno, aveva delle luci sui lati per simulare i finestrini.

Il treno fantasma

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Questa strategia fu possibile perché la tecnologia radar era ancora lontana dall’essere sviluppata, e la tattica dei Gotha consisteva semplicemente nel sorvolare la zona da bombardare, sganciare una bomba su un qualsiasi bersaglio, e volare via il più velocemente possibile.

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La posizione di Faux Paris, a circa 25 chilometri dalla cattedrale di Notre Dame, fu scelta perché in quel punto la Senna ha un tratto somigliante a quello che scorre nel centro di Parigi; un totale di tre aree erano state individuate per completare la Parigi-fantasma, ma non furono terminate prima della fine della guerra.

Nel settembre del 1918 ci fu l’ultimo raid aereo dei tedeschi sulla capitale francese, ma la città fantasma non fu mai bombardata; Fernand Jacopozzi fu insignito con la prestigiosa Legion d’Honneur, anche se probabilmente poche persone erano a conoscenza del motivo per cui l’aveva ricevuta. Negli anni successivi la città-ombra, rapidamente e segretamente smontata alla fine della guerra, fu considerata un progetto sostanzialmente inutile, perché forse i tedeschi ne erano a conoscenza, ma chi può averne la certezza?

Anche gli Stati Uniti usarono una strategia simile ma molto più efficace durante la Seconda Guerra Mondiale, creando un intero esercito fantasma costituito da falsi carri armati e repliche di aerei, che servirono a depistare i tedeschi dagli obiettivi più importanti facendogli perdere preziose risorse contro fantocci e luci colorate. In questo caso, si può dire che la 23° divisione si sia rivelata molto più efficace.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.