Nell’immagine sopra avete forse visto un elicottero, un sottomarino e probabilmente anche un aereo, oppure una navicella stile Futurama. A prima vista questi antichi geroglifici egizi sembrano stati realizzati pochissimo tempo fa e non appartenere a un tempio con oltre 3.200 anni di storia.

Scritti, o meglio scolpiti, durante il regno di Seti I, tutta la parete riporta la scrittura originale che può essere tradotta in “Colui che respinge i nove nemici dell’Egitto”. Successivamente fu riscritta durante il regno di Ramesse II in “Colui che protegge l’Egitto e rovescia i paesi stranieri”.

Tra geroglifici ordinari come la mosca, la scrittura mostra quello che sembra essere un elicottero, così come gli aeroplani e un sottomarino e forse anche un carro armato. Naturalmente questi geroglifici sono stati interpretati dai più fantasiosi appassionati di ufologia o di OOPArt (Out Of Place Artifacts, oggetti incompatibili con la tecnologia dell’epoca) come una rappresentazione della tecnologia moderna nell’antichità, una conoscenza data agli antichi egizi da entità extraterrestri.

Fotografia sotto e in copertina di Olek95 condivisa con licenza Creative Commons 3.0 via Wikipedia:

Ad ogni modo, gli archeologi ritengono che le scritture non rappresentino nulla di insolito. I geroglifici che mostrano la “tecnologia moderna” sono soltanto frutto della pareidolia (illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note oggetti dalla forma casuale), o di una interpretazione errata. Nell’antico Egitto era normale che i geroglifici venissero scolpiti e riscolpiti nel tempo, specialmente quando un nuovo faraone saliva al potere.

E questo è proprio il caso del tempio di Seti I ad Abydos. Quando Ramses II divenne faraone alcuni dei geroglifici nel tempio di Seti I furono scolpiti modificando quelli precedenti, il che portò alla creazione, casuale e non volontaria, delle forma che sembra descrivere elicotteri e navi spaziali. La nuova scrittura veniva realizzata intonacando nuovamente la parete e scrivendo sopra l’antico testo. Nel corso dei millenni parte dell’intonaco soprastante si è sgretolato, lasciando il posto agli antichi segni del tempo di Seti I combinati a quelli del tempo di Ramses II. Il fatto che i segni si trovino molto in alto nel tempio non consente ai visitatori di apprezzare i diversi livelli dell’intonaco, e così si crea l’illusione dell’elicottero, del carro armato e dei veicoli militari del XX secolo. Con buona pace dei sostenitori della teoria aliena della genesi della civiltà Egizia.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...