Nelle selvagge e gelide terre della Siberia è iniziata una nuova e devastante corsa all’oro, in questo caso completamente illegale. Perfettamente conservato nel permafrost, giace sepolto da secoli un tesoro di zanne, ossa e corna di mammut e rinoceronti ormai estinti.

Il commercio delle zanne d’elefante è proibito da anni, ma la richiesta di avorio, sopratutto nei mercati asiatici, è enorme. L’avorio “etico”, proveniente dalle zanne dei mammut, ha perciò un grande valore:

Una sola zanna può fruttare decine di migliaia di dollari

Il fotografo Amos Chapple ha documentato la vita e il lavoro di questo nuovo tipo di minatori, i tuskers, la loro miseria e la speranza di riscatto, ma anche l’impatto ambientale di quest’attività, nella regione russa della Yakutia.

Questa strana caccia al tesoro ha avuto inizio qualche anno fa, quando alcuni “agenti” avevano acquistato, a cifre iperboliche, delle zanne di mammut, casualmente trovate da qualche pescatore, semi-sepolte sulla riva del fiume.

Ritrovamenti così facili non potevano durare a lungo, così i tuskers hanno inventato nuovi metodi per trovare “l’oro bianco”: con potenti getti d’acqua scavano nel permafrost, nella speranza di trovare i preziosi fossili. Il disastro ambientale è evidente, e a volte la tecnica risulta talmente devastante da far crollare interi pezzi di colline.

Sotto lo strato di terreno di tutta la Yakutia, c’è una spessa lastra di ghiaccio chiamata permafrost, che ha conservato zanne e ossa di animali ormai estinti.

Anche i resti del rinoceronte lanoso sono preziosi, il corno, ridotto in polvere, probabilmente finisce in Vietnam, dove viene usato come farmaco.

Ma per la maggioranza dei tuskers, questa attività porta alla rovina: molti di loro si indebitano enormemente per procurarsi l’attrezzatura, ma a fine stagione non riescono nemmeno a recuperare le spese.

L’unica certezza è quella di dover affrontare un’estate difficile, lontano da casa e dalle famiglie, vivendo in un ambiente ostile, dove le zanzare non danno tregua; per riuscire a resistere, i tuskers fanno grande uso di alcolici.

Tra le altre cose, i “minatori di frodo” devono nascondersi dalle incursioni della polizia, che tenta di individuarli, per fermare questa devastante caccia al tesoro.

Tuttavia, il miraggio di una ricchezza (quasi) a portata di mano, continuerà ad alimentare la disperata ricerca dei tuskers, che provengono da villaggi estremamente poveri, dove non ci sono molte alternative, se non la rassegnazione.

L’unica magra consolazione è il paesaggio, oggi incontaminato, che purtroppo la loro attività rischia di inquinare e di modificare radicalmente.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.