I Vigili del Fuoco di New York usano tuttora il codice “Dimora Collyer” per indicare una chiamata nell’abitazione di un “accumulatore”: tradotto in termini pratici significa che si tratta di un posto pericoloso. Anche la sindrome di accumulazione compulsiva viene talvolta indicata come “sindrome dei fratelli Collyer”.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Nel 1947 occorsero diverse ore di sgombero per trovare il corpo di uno dei due fratelli Collyer; ci vollero tre settimane per recuperare il cadavere del secondo, che era a soli tre metri di distanza, sepolto sotto un cunicolo ricavato tra tonnellate di spazzatura, raccolte nell’ormai fatiscente edificio di quattro piani nel quartiere di Harlem.

La tragica storia dei fratelli Collyer è tanto triste quanto inquietante: perché due promettenti membri della società civile decidono di sigillarsi in casa, escludendo il mondo esterno e recludendosi volontariamente insieme ad oltre 140 tonnellate di oggetti?

Homer e Langley Collyer avevano entrambi studiato alla Columbia University: il primo si era laureato in giurisprudenza, mentre il secondo aveva frequentato ingegneria meccanica, forse senza terminarla.

Langley suonava il pianoforte e, prima di isolarsi dal mondo, aveva tenuto anche dei concerti al Carnegie Hall.

La vita familiare dei Collyer era tranquilla ed agiata: la madre era un’ex cantante lirica, che discendeva da un’antica famiglia di New York, arrivata negli Usa nel 1620; il padre era un ricco medico, forse solo un po’ eccentrico: il dottor Herman Collyer si recava spesso a lavorare in canoa, dalla casa di Harlem all’ospedale che aveva sede sull’isola Blackwell, nell’East River. I coniugi, che erano anche primi cugini, si separarono quando i figli erano vicini ai trent’anni.

Homer e Langley, che non si erano mai sposati né fatti una casa propria, decisero di rimanere ad Harlem con la madre. Non è chiaro però se furono piuttosto entrambi i genitori a “separarsi” dai figli, che avevano cominciato a mostrare qualche segno di disagio, lasciandoli a vivere nella casa di famiglia.

Alla morte dei genitori, i fratelli ereditarono tutti i loro beni.

Nel 1933, Homer divenne cieco a causa di un’emorragia oculare. Il fratello minore, Langley, lasciò il suo lavoro di rivenditore di pianoforti, per dedicarsi alla cura di Homer. Così cominciò il loro isolamento dal mondo esterno.

Langley cominciò a conservare tutti i giornali, per consentire al fratello di leggerli, una volta che avesse riacquistato la vista.

In quegli anni difficili, quelli dalla Grande Depressione, i fratelli non si sentivano molto sicuri ad Harlem, che da zona signorile stava diventando popolare, con un alto tasso di criminalità.

Immagine via Wikipedia/Giusto Uso

Quando nel quartiere cominciarono a circolare voci sull’eccentricità dei fratelli Collyer, i vicini divennero sempre più curiosi, e i bambini si divertivano a lanciare sassi contro le finestre, aumentando la paranoia dei due solitari residenti. Langley rimosse il campanello, e sbarrò porte e finestre. Ciò fece aumentare ulteriormente i pettegolezzi sugli “strani fratelli”. Molte persone tentarono di entrare per svaligiare la casa, perché si diceva in giro che contenesse una fortuna nascosta. L’ex allievo di ingegneria iniziò a costruire delle trappole, elaborati sistemi di cunicoli costruiti con tutto ciò che era stato accumulato in casa nel corso degli anni.

L’abitazione era stata trasformata in un labirinto di rifiuti accatastati fino al soffitto. Nell’elenco degli oggetti più rilevanti trovati in casa ci sono 250.000 libri, organi umani conservati in appositi vasi (resti dell’attività del padre), 14 pianoforti, due organi, raccolte decennali di giornali, carrozzine per bambini, armi da fuoco, palle da bowling, manichini da sarta, poster di pin-up risalenti ai primi anni del ‘900 e otto gatti vivi.

Langley usciva solo di notte, per procurarsi il cibo tra gli scarti abbandonati nella spazzatura, dove raccoglieva anche innumerevoli oggetti.

Quando Homer rimase paralizzato a causa di una malattia reumatica, i fratelli rifiutarono qualsiasi trattamento medico. Più tardi, quando anche la stampa iniziò ad interessarsi alla loro vicenda, dichiararono: “Abbiamo una biblioteca medica di 15.000 libri in casa. Abbiamo deciso di non chiamare nessun medico. Vedete, sappiamo troppo di medicina.”

Langley pensava che il fratello potesse riacquistare la vista grazie ad una dieta ricca di vitamina C, tanto che Homer consumava cento arance a settimana. In quegli anni, Langley si cimentò come inventore: adattò una Ford T per generare corrente, dopo che tutte le utenze erano state tagliate per morosità, nel 1928.

Nel 1942, i due fratelli ricevettero un provvedimento di sfratto, intentato dalla banca che da tre anni non riceveva più il pagamento del mutuo. Gli agenti che forzarono la porta si trovarono di fonte ad una barriera di spazzatura che arrivava fino al soffitto. Langley staccò senza fiatare un assegno da 6.700 dollari (l’equivalente di circa 97.000 dollari del 2017), estinguendo così il mutuo, e ritornando al consueto isolamento.

Langley Collyer (sulla destra) con l’avvocato

Immagine condivisa via Wikipedia / Giusto Uso

Le autorità tornarono ad interessarsi dei fratelli nell’aprile del 1947, quando arrivò il momento di cercare i loro corpi. Una telefonata anonima aveva avvisato la polizia della presenza di un fortissimo cattivo odore, proveniente dalla casa dei Collyer. Tutti gli accessi erano bloccati da muri di spazzatura, e quindi un agente fu costretto ad arrampicarsi fino al secondo piano, per entrare da una finestra.

Nel frattempo, una squadra aveva iniziato a gettare per strada tutto ciò che era accatastato dietro la porta posteriore. L’evento attirò una folla di migliaia di persone, curiose di scoprire cosa contenesse la casa dei Collyer.

Dopo un paio d’ore, fu trovato il corpo di Homer, morto probabilmente di fame. Langley però non si trovava, e la polizia cominciò a sospettare che fosse fuggito dopo la morte del fratello, e che proprio lui avesse fatto la telefonata anonima. Fu diramato un avviso di ricerca in nove stati, ma tre settimane dopo, mentre ancora proseguiva il lavoro di sgombero, un operaio trovò il corpo in decomposizione di Langley, a soli tre metri di distanza dal punto dove era stato rinvenuto quello del fratello.

Era rimasto sepolto sotto una delle trappole da lui stesso costruite, tunnel ricavati tra pile di giornali, mentre portava da mangiare al fratello paralizzato, morto circa dieci giorni dopo

L’edificio, ormai in rovina, fu demolito un mese dopo, per evitare i fortissimi rischi di un incendio. Alcuni degli oggetti trovati in casa finirono in stravaganti musei di curiosità, mentre altri furono venduti all’asta. Le proprietà dei Collyer, fra contanti, gioielli e libretti di risparmio, ammontava a circa 91.000 dollari ( oltre 1.100.000 dollari odierni). Cinquantasei persone cercarono di entrare in possesso dell’eredità, che fu poi divisa fra ventitré di loro.

Fotografia di Jim Henderson condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Dal 1962, al posto della casa, c’è un minuscolo parco dedicato alla memoria dei due eccentrici fratelli Collyer.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.