Il sale, fin dalla più lontana antichità, ha sempre avuto una fondamentale importanza economica, perché indispensabile alla conservazione dei cibi. Lo sapevano bene gli antichi romani, che probabilmente non a caso fecero sorgere la loro città nei pressi delle antichissime saline del Tevere, costruirono la Via Salaria proprio per agevolare il commercio del sale nella penisola, e riservarono il monopolio del prezioso prodotto allo stato, come già era avvenuto in Siria, Egitto, Bisanzio, e forse Atene, e come fece in seguito anche lo stato italiano, fino al 1975.

Per questo motivo molte saline storiche (la riserva naturale delle saline di Cervia, le Saline Conti Vecchi di Assemini), e antiche miniere di salgemma sono oggi diventate una meta turistica, da visitare sia per il loro valore ambientale – nel caso delle saline – sia come testimonianza di archeologia industriale.

La miniera di sale di Wieliczka

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La miniera di sale di Wieliczka, nella Polonia meridionale, assomiglia a un regno sotterraneo costituito da grotte, pozzi, camere e lunghi cunicoli. Iniziò a funzionare in epoca medievale, ed è rimasta attiva fino al 1996. Conosciuta anche come Cattedrale sotterranea del sale della Polonia, la miniera, una delle più antiche del mondo, è patrimonio dell’UNESCO dal 1978.

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Il sale grigiastro di Wieliczka fu scoperto nel 13° secolo, quando furono scavati i primi pozzi. La miniera, costituita da nove livelli, arriva ad una profondità di 327 metri, con tunnel che si estendono per quasi 300 chilometri.

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In questo mondo sotterraneo ci sono grotte, sale espositive, chiese e cappelle, un lago, e perfino una stazione termale, dove si curano malattie allergiche e respiratorie.

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Nel percorso oggi aperto al pubblico, lungo 3,5 chilometri, si possono ammirare molte opere realizzate dai minatori con la roccia e i cristalli di sale nel corso dei secoli.

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La cappella del Re Beato, la più grande e spettacolare di tutte, si trova a 101 metri sotto la superficie della terra, e misura 50 metri di lunghezza, 15 di larghezza e 12 di altezza.

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Dal 13° secolo fino al 1945 la miniera fu gestita, insieme a quella di Bochnia, da una società di estrazione sali creata dalla corona polacca, la Żupy krakowskie, che rappresentò la maggior fonte di reddito del regno, oltre ad essere una delle più grandi aziende al mondo in questo settore.

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Oggi, il castello che ospitava la società è diventata la sede di un Museo –Muzeum Żup Krakowskich Wieliczka– dove si può ammirare una collezione di saliere di diverse epoche, in molti differenti materiali, come legno, argento e vetro.

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Dentro la miniera si possono scoprire anche i diversi macchinari che attraverso i secoli hanno consentito di alleggerire il lavoro dei minatori.

Durante la seconda guerra mondiale, i tedeschi occuparono Wieliszka, e diverse migliaia di ebrei internati nei campi di lavoro polacchi furono impiegati nella miniera, che era stata trasformata in una fabbrica di armamenti. L’avanzata sovietica impedì ai tedeschi di iniziare la produzione, e dopo la guerra la miniera riprese la sua normale attività di estrazione del sale.

La miniera è uno dei monumenti storici nazionali ufficiali della Polonia, visitato da oltre un milione di visitatori ogni anno.

Sotto, l’ultima cena di Leonardo scolpita nel sale. Immagine via Wikipedia

Sotto, Lancia di Cunegonda (Fonte Wikipedia):

Antico sistema estrattivo ricostruito nel museo, ove si vedono due operai che sollevano un blocco di sale:

Fonte immagine: Emanuele Lo Rito via Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 4.0

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.